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lunedì 15 marzo 2010

PER NON DIMENTICARE I CONSIGLIERI SALVATORE TUSA E FRANCESCO OLIVERI



Di recente ci hanno lasciato due galantuomini . L’uno medico, il dott. Salvatore Tusa che ho meglio conosciuto ,e l’altro dipendente della Regione siciliana , Francesco “Ciccio" Oliveri . Perché ne scrivo . Perché credo che quando due personalità ci lasciano definitivamente ,e noi le abbiamo conosciute seppur in maniera e in tempi diversi , si ha il dovere di ricordarle nel modo più semplice che è quello di sottolinearne i tratti essenziali del loro essere stati pienamente cittadini e per certi versi anche “uomini pubblici”. Loro ,durante il percorso della loro vita, hanno lasciato una impronta nella città nella quale sono nati e sempre vissuti anche in ragione della loro attività professionale, del loro impegno nella politica e , come nel caso di Francesco Oliveri ,anche nel mondo del cattolicesimo militante, umanitario e di solidarietà e quale dirigente della S. Vincenzo braccio operativo dei cattolici impegnati nel sostenere i poveri, gli ultimi. Il dott. Tusa lo ricordo quando per la prima volta entrò in casa mia come medico di famiglia. Era la fine degli anni ’50 ed io ero ancora un ragazzo studente del liceo .Si manifestò subito quale medico scrupoloso e ,se chiamato, sempre disponibile ad ogni ora .Sicuramente capace di dare sicurezza nei particolari momenti in cui lo stato di salute si incrina e le preoccupazioni coinvolgono le condizioni di serenità di una famiglia . Fu presente durante la grave malattia di mia madre – e questo non lo posso dimenticare- e soprattutto quando lei ci lasciò .Ottimista, arguto,dalla facile battuta che dava coraggio anche nei momenti più difficili della vita di una famiglia .Diffondeva sicurezza e buonumore . Non sono riuscito in tutta la mia vita ,seppur non mancassero occasioni per ribadirlo, che data la differenza di età era giusto che mi desse “il tu” . Non ci fu modo neppure quando ,eletto consigliere comunale, fummo colleghi e tra colleghi in politica ,quasi sempre ci si rapporta in maniera confidenziale. Mi piaceva conversare con lui che aveva la capacità di rendere leggero ogni ragionamento. Vedeva nei fatti politici, lui che “politico” sicuramente non era, il lato umoristico ,l’aspetto caricaturale delle cose e delle persone . Eletto nella lista del PRI ,lasciò quel gruppo insieme se non ricordo male a Vincenzo Mollisi e Michele Lombardo dichiarandosi indipendente e mandando su tutte le furie l’allora consigliere Salvatore Cintola che non gli perdonò mai quel “tradimento”. D’altronde il dott. Tusa era un moderato , una persona molto vicina , come quasi tutti i professionisti locali, al Partito della DC. Situazioni particolari che vedevano la “politica” anche quale mezzo costrittivo,capace di condizionare, lo “convinsero” a candidarsi in quel Partito .Non ho avuto notizia della sua dipartita sebbene da tempo conoscessi lo stato precario della sua salute e dunque,lo scrivo con rammarico , non sono stato presente ai suoi funerali . Cosi’ come con rammarico rilevo come quanti oggi governano la nostra città abbiano dimenticato coloro che in quel ruolo li hanno preceduti ed avrebbero il diritto, ai loro funerali ,ad una presenza istituzionale, un ricordo dalla città politica che hanno anche servito .
Cosi’ è anche stato per Francesco Oliveri che, come ho appreso da un appassionato ricordo del prof. Vito Cartosio amico di tutta una vita , fu consigliere comunale della DC dal 1952 al 1956 oltre che fine artista . Francesco Oliveri appartenne , a mio avviso, a quella generazione di cattolici democratici della prima ora, che non usarono la “politica” per costruire carriere o averne vantaggi. Semmai furono sempre attenti ed anche critici nei confronti di chi quel Partito ,nel tempo ,svuotò di valori e lo usò con finalità i cui effetti ,oggi, sono sotto gli occhi di tutti. Accoglieva con piacere i nostri volantini, le nostre pubblicazioni .Sapevamo che seguiva anche le nostre attività con una certa simpatia dovuta ,penso, alla sua formazione di cristiano, di cattolico non bigotto e che lo aveva sempre visto, insieme ad altri della sua generazione( cito per tutti il prof. Vito Scaglione ), impegnati sul fronte della lotta alla povertà, al bisogno, sostenendo gli ultimi .Non fece mancare ,insieme ad altri cattolici come Giovanna Lodato Guarisco, Lina Lo Iacono, Vito Cartosio ed altri, il suo sostegno a Gigia Cannizzo che contribui’ a frantumare l’egemonia della DC nella nostra città . Gigia per loro ,e per tanti di noi ,rappresentava l’interpretazione autentica dell’essere cristiani impegnati nella politica intesa quale strumento di crescita e di liberazione . Sono sicuro che nei comunisti vedeva , per certi versi, quell’impegno che nella politica profuse la parte migliore della sua generazione di uomini sicuramente liberi e carichi di "valori" .
Toti Costanzo

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