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martedì 2 marzo 2010

UNA RISPOSTA AL SINDACO INGUAGGIATO E AL COMPAGNO CASTRIANNI SENZA DIMENTICARE GLI ALTRI

Nel rispondere sopratutto al Sindaco di Petralia Sottana, Inguaggiato, al compagno Giuseppe Castrianni e agli altri amici che hanno scritto un commento sulla vicenda del carabiniere Vincenzo Miserendino, vorrei andarci per gradi. Primo: sono orgoglioso di essere “nonno” dei Giovani Comunisti/e di Partinico che non hanno mancato di rispetto al giovane Vincenzo Miserendino al quale è stata intitolata una via nella nostra città. Non c’è una sola parola, non c’è alcuno scritto da cui si possa evincere che quei quei ragazzi abbiano, con il loro striscione, voluto contestare quella cerimonia e mancare di rispetto ad un giovane che quando è stato massacrato aveva appena, appena la loro età. Lo hanno ben capito i cittadini di Partinico che lo striscione non biasimava la iniziativa di dedicare una via al giovane carabiniere di Petralia Sottana quanto di denunciare come il Sindaco per meschine ragioni (IPOCRISIA, RUFFIANESIMO MISTO AD ANTICOMUNISMO VISCERALE), non abbia voluto fino ad oggi intitolare due vie già individuate da una delibera del precedente Commissario straordinario, Saverio Bonura, ai compagni Casarrubea e Lo Iacono rei soltanto d’essere stati in vita dei Comunisti. Meschine giustificazioni, appunto, quali: “Il Comune non ha soldi!“. Capisci Castrianni? Eppure i due compagni sono nostri concittadini. Eppure i due compagni furono assassinati il 22 giugno del 1947 dentro la Camera del Lavoro di Partinico dalla stessa banda Giuliano, quasi con le stesse modalità, sicuramente con la stessa ferocia e con la logica che bisognava annientare i Comunisti. Inguaggiato, che è uomo di scuola, conosce bene quella storia e sa anche che mentre i giovani carabinieri come Miserendino - o anche i giovani militari che venivano dal Piemonte - venivano mandati al macello a Partinico come sui tornanti di Bellolampo, pezzi dei vertici delle forze dell’ordine brigavano e si accordavano con la banda Giuliano prendendo ordini dagli agrari e da quei democristiani “nonni” dell’attuale Sindaco che degnamente rappresenta a Partinico, oggi, gli “zii” Cuffaro, Antinoro, Borzacchelli, Miceli e così via.
Secondo: noi non abbiamo mai sostenuto che il Comune di Petralia abbia dimenticato il suo giovane concittadino. A dirlo, una delle due sorelle di Vincenzo intervistata dalle tivvù locali. Probabilmente non abbiamo ben capito il pensiero della signora quando dichiarava “che mio fratello è stato dimenticato dalla sua città” mentre apprendiamo dal Sindaco Inguaggiato che Petralia Sottana aveva già intitolato una via a Vincenzo Miserendino. Ne prendiamo atto e siamo assolutamente contenti che le nostre comunità siano ancora nella condizione di portare rispetto a chi è morto per una buona causa. Caro Sindaco Inguaggiato conosco bene la storia delle tue "Madonie” e, dunque, conosco quale alto livello di civiltà e di dignità hanno raggiunto quelle popolazioni che ebbero, come guida, prestigiosi dirigenti comunisti e socialisti i quali fecero forte il movimento dei lavoratori e che continuano, per quel che mi risulta, ad avere dirigenti politici ed amministratori di fede democratica e di forte passione civile.
Terzo: tutto vorrei ancora fare nella vita tranne che “il faro” di qualcuno e meno che mai del compagno Castrianni che sono certo non ne ha alcun bisogno. Tuttavia vorrei dire al compagno - che molto probabilmente non ha avuto tempo di approfondire la questione - che non si tratta di levarsi “qualche sassolino” (al più si tratterebbe di rimuovere un masso) e meno che mai "offendere una comunità, i suoi morti e la sua storia" della quale e dei quali abbiamo grande rispetto né, però, ci sentiamo di metterci come pare che proponga il compagno Castrianni nell’amletico dubbio di togliere dalle vie i toponimi di Togliatti, Gramsci, Jotti e Peppino Impastato che stanno bene così dove stanno. A Petralia come in altri luoghi del Paese. Si tratta, al contrario di sventare una montagna di mistificazione orchestrata sulla dignità di quel tuo giovane concittadino usato due volte: dal potere degli agrari e dai loro manutengoli fascisti e democristiani e, a distanza di 64 anni, da questo Sindaco che ha tanto da farsi perdonare proprio dalle forze dell’ordine in quanto espressione di un gruppo di potere locale che ha annullato qualunque forma di democrazia nella nostra città, esaltato favoritismi, clientele, violato Leggi e Regolamenti, costruito carriere per dipendenti spregiudicati e mai sazi. Vincenzo Miserendino, oggi, dopo tutta questa storia lo sentiamo anche come nostro concittadino e, perché no, come simbolo di una nuova RESISTENZA (così come giustamente "grida" Borgetto Libera) e, perché no, SICURAMENTE come COMUNISTA.

Toti Costanzo PRC Partinico

11 commenti:

patrocini ha detto...

Noto nelle risposte del prof Costanzo del "nervosismo",strano in un personaggio esperto e navigato come lui,non tanto nei miei riguardi quanto verso i suoi "compagni o ex tali."Il nonno si riferiva ad una generazione e non ad una singola persona.Ma proprio perche' questi giovani agiscono sotto la sua guida e tutela ,oltre ad esserne orgoglioso, ritengo abbia il dovere di correggere i loro errori.E quello striscione e' stato un errore:e' inutile negarlo.L'iniziativa era lodevole(tutti i partinicesi sono d'accordo ad intitolare una strada a questi personaggi di tale levatura)se fosse avvenuta in altro luogo e non in occasione di una commemorazione.Diciamo una cosa giusta in un posto sbagliato.Con sorpresa ieri ho visto un servizio di Pinuzzu TJ ,dove lo stesso non era tenero nei confronti di questi ragazzi/e, e li criticava aspramente.La qual cosa mi meravigliava ,visto l'attenzione che "il nostro" e' aduso profondere nei riguardi di rifondazione e del suo leader ,che spesso gli usa la cortesia ,e solo a lui, di andarlo a intervistare nelle sede del partito( postu a casa) con alle spalle tanto di manifesti e bandiere del partito stesso.Cosa e' successo? E' stata una strategia quella di attaccare il Maniaci con un comunicato dei giovani/e o la situazione e' sfuggita di mano al prof Costanzo?Sulla intitolazione delle strade: le strade si dedicano a personaggi per quanto hanno fatto ,o anche subito, nella loro vita distinguendosi,e non perche' "comunisti".Allora dovremmo avere la via tizio comunista,la via caio socialista.la via sempronio liberale( e non dico via xxxx democristiano....)etc,etc.Il merito di Peppino Impastato non e' l'essere stato comunista, ma l'aver sacrificato la propria vita per un futuro migliore.Su Petralia:in verita'il Costanzo scrive che"ha appreso dal sindaco Inguaggiato che a Petralia non e' stata intitolata una via al Miserendino"Dalle parole del sindaco si evince che i due non si erano parlati.Forse ha male interpretato le parole della sorella del Miserendino,come afferma ora.Finisco con una considerazione sulla RESISTENZA :Usare questi termini per contrastare certa amministrazione di adesso mi sembra "folle",ritenendo che il farlo equivalga a non aver rispetto per un grande evento storico.I partigiani sarebbero i primi ad esserne offesi...Se borgetto libera vuole operare per il bene del paese ,agisca e operi in tale senso,e se proprio deve appropriarsi di un simbolo ha molta scelta, ma lasci stare la resistenza.E' tutta un'altra cosa.
Saluti

Antonino Partinico ha detto...

Che tra Partinico e Alcamo ci sia una differenza abissale dal punto di vista amministrativo, non ho dubbi, vedi (piano commerciale, piano artigianale, Ass. agricoltura e quant’altro) ed è pur vero che il reddito procapite alcamese è superiore a quello partenicese e quando “Pinuzzo” elogia “Giacomino”, credo che per certi versi dica il vero. Mi dispiacciono i paragoni, ma non si può certo paragonare il primo cittadino alcamese al nostro “ZERO” . Anche a me viene difficile pensare che l’esperienza alcamese possa “squagliare come lo s……… della za Bittidda” . Certamente non sono molto pratico nella elaborazione di strategie politiche, ma quanto scritto da Gerlando, mi sembra che abbia una ricca dose di utopia.
Chi vivrà vedrà, saluti

Anonimo ha detto...

Mio carissimo Patrocini mi creda sulla parola che non sono affatto "nervoso" anche perché non ce ne sarebbe ragione alcuna.E non lo sono né nei confronti dei miei "compagni o ex tali" con i quali si può anche polemizzare per questioni di "punti di vista" che non sempre coincidono e meno che mai nei suoi confronti . Perché poi avrei dovuto ? Io ho capito che Lei nel definire "i nonni" non si riferiva a me ma a quelli che ci hanno preceduto nell'impegno anche se le confido che potere essere un pò "nonno" di questi miei giovani compagni mi inorgoglisce .E sono compagni che godono ,per Statuto di Rifondazione, della loro più ampia AUTONOMIA. E' difficile crederlo ma Le assicuro che é cosi'e, dunque, "la situazione NON é sfuggita al prof. Costanzo" perché quella situazione era soltanto nelle mani dei giovani comunisti che proprio perché comunisti non hanno bisogno,come Lei può ben comprendere né di tutela , ne di avere corretti i loro "errori". E lo sono ,autonomi, al punto che l'esistenza dello striscione (la cui iniziativa ovviamente ho subito condivisa "a prescindere") io l'ho appresa durante la visione dei telegiornali locali, specie da Tele Jato, che ha voluto imbastire (sempre per "punti di vista") una notevole polemica con i miei giovanissimi compagni.Chi conosce Pino Maniaci sa che "c'é quannu viri e c'é quannu sbiri" anche se ,come Lei scrive,qualche volta mi consente di potere esprimere i maniera diffusa il mio pensiero "postu 'ncasa" (bontà di lui) su questioni che attengono alla vita della nostra città .Le assicuro che sono tanti i punti sui cui siamo d'accordo cosi' come tantissimi quelli su cui discordiamo. E questo della cerimonia al carabiniere Miserendino e del pesante giudizio sui miei compagni ,e sopratutto su Gianluca Ricupati che ne é il portavoce ,é uno di questi ultimi. D'accordo : non si intitolano le strade se non per quel che le persone hanno rappresentato e non perché "comunisti". Mi consenta , però, di chiederLe: e se Peppino Impastato o Giuseppe Casarrubea e Vincenzo Lo Iacono non fossero stati comunisti pensa Lei che la loro vita sarebbe stata la stessa rispetto a quel che fu? E pensa che sarebbero stati uccisi in maniera cosi' violenta ed infame ?E li riorderemmo ancora? La loro vita e il loro sacrificio é stato un esempio per questo li onoriamo e abbiamo il dovere di ricordarli. Né mi scandalizza che si possa intitolare una strada a un democristiano o socialista o altro ancora se la sua vita é stata da esempio agli altri e sopratutto sacrificati sugli altari degli ideali .Se Vincenzo Miserendino non fosse stato "carabiniere" ,e per questo ucciso dalla banda Giuliano noi, oggi, ne discuteremmmo ancora ?"
Resistenza : ha ragione . Forse ho esagerato nell'usare un termine cosi' impegnativo per opporsi ad una serie di pincopallini che attualmente ,e per caso ,hanno in mano il governo della città .Di questo chiedo venia a Lei ma sopratutto a coloro che la "Resistenza" la vissero fino al sacrifico della loro vita.
E' sempre un piacere conversare con Lei .
Toti Costanzo

casarrubea,wordpress.com ha detto...

Non so chi sia questo signore che si è permesso scrivere: "Sulla intitolazione delle strade: le strade si dedicano a personaggi per quanto hanno fatto ,o anche subito, nella loro vita distinguendosi,e non perche' "comunisti".Allora dovremmo avere la via tizio comunista,la via caio socialista.la via sempronio liberale( e non dico via xxxx democristiano....)etc,etc". Ritengo questa spiegazione tanto offensiva nei confronti della mia famiglia e di quello che essa ha subito che sono tentato di denunciarla nelle sedi opportune. Non per quello che essa esprime ad litteram, ma per il riferimento specifico che fa alla vicenda di due caduti per mano della criminalità politico-mafiosa; per l'ignoramento dei morti che si sono immolati per quello che erano: comunisti impegnati a consegnare all'Italia quella democrazia che oggi abbiamo. E per questo uccisi. Questo signore dovrebbe avere l'umiltà di informarsi bene sulle cose prima di aprire bocca o, peggio ancora, di scrivere.E aggiungo: non sono per niente sereno e tranquillo.

Anonimo ha detto...

Rispondo al sig. Patrocini, i cui interventi leggo sempre molto volentieri nel sito di Sala Rossa. Non so se lei abbia partecipato all'intitolazione dell'ex via grata a vincenzo Miserendino, perché probabilmente l'immagine che Telejato ha dato del nostro gesto è risultata distorta il giorno stesso in quanto non è stata data lettura del nostro comunicato (che ne spiegava i motivi e le modalità) e successivamente per chi non ha sentito o letto con attenzione la nostra replica al direttore dell'emittente, forse caduta in secondo piano per gli attacchi personali e senza alcuna base politica che entrasse nel merito della vicenda sulla mia persona fatti dal sig. Maniaci (ai quali non rispondo perché, seppur "ragazzino che sta crescendo", mi sento molto più adulto e maturo). Quindi provo a spiegare. Non sono molto d'accordo quando lei definisce il gesto inopportuno, sbagliato e poco rispettoso di quella commemorazione e le spiego con molto garbo il perché: noi GC abbiamo partecipato a questa commemorazione, aprendo lo striscione di cui conoscete il testo senza disturbare in alcun modo lo svolgimento della cerimonia. Abbiamo ascoltato le parole di chi presentava e degli uomini dell'Arma e senza neppure aprire bocca ci siamo limitati ad esporre lo striscione solo nel momento in cui ha preso la parola il sindaco Lo Biundo. E accerchiati dalle forze dell'ordine (che hanno fatto più chiasso di quanto neppure i nostri passi avessero fatto), per rispetto della celebrazione, abbiamo, seppur nulla di male stavamo facendo, richiuso lo striscione terminando così una iniziativa che nulla aveva a che fare con una presunta visibilità mediatica e che invece sottolineava la strumentalizzazione del giovane Miserendino, l'ipocrisia dell'amministrazione per i comportamenti che a questo punto ben conoscete e la "rabbia" per un'antimafia fatta di parole, peraltro false, che provano ad occultare un modo di amministrare distante anni luce dalla trasparenza e dalla legalità. E tutto questo l'abbiamo fatto dopo aver richiesto per mesi con numerose lettere, comunicati, interviste, conversazioni ecc ecc a quella stessa persona che dal palco si presentava come paladino della legalità e della memoria di eventi storici che in questo modo vengono a mio parere fortemente travisati.

Anonimo ha detto...

Insomma io credo che la nostra iniziativa sia stata non solo rispettosa, ma anche in difesa di un giovane che sicuramente andava ricordato e onorato dell'intitolazione di una targa ma in ben altro modo e senza fini altri da una politica che definire tale sarebbe una vergogna. Questo era bene che lo sapessero tutti e che non rimanesse l'ennesimo evento di facciata fatto di poca sincerità e molti scheletri negli armadi.
E mi permetta di invitarla a non lasciarsi prendere dai pregiudizi, ahimè, troppo diffusi nella nostra società. Uno di questi giace nella sua affermazione "vogliono apparire rivoluzionari". La nostra rivoluzione non è fare i ribelli della situazione sempre e comunque. Abbiamo dietro un percorso onesto e costante di analisi, riflessione, cui segue la nostra volontà di porci in lotta contro tutte le ingiustizie, di qualunque tipo siano. E la nostra resistenza oggi è quella che ci spinge a salvaguardare innanzitutto la memoria storica e sociale della nostra realtà, affinché nel futuro vengano meno gli errori del passato.
Infine un'ultima precisazione, che ha già fatto il prof. Toti Costanzo. Noi Giovani Comunisti/e abbiamo e ne andiamo fieri la nostra più assoluta autonomia rispetto al partito. Ammiro profondamente Toti Costanzo, da lui ogni giorno imparo molto e molto ancora voglio imparare. Ma ciò non significa che egli ci controlli, ci comandi, ci affidi le iniziative da fare. Non solo per l'autonomia del nostro statuto, ma soprattutto perché per fortuna noi non abbiamo mai rischiato di avere padrini politici che ci comandano a bacchetta e ci trasmettono le loro verità. Toti Costanzo è una guida che mette al servizio dei tanti iscritti alla nostra organizzazione la propria esperienza, ogni giorno sempre più entusiasta di vedere un circolo pieno di giovani che gli chiedono consigli con mente critica e razionalità e che lui vede come il futuro della nostra società e degli ideali comunisti. Per questo lo ringrazio a nome di tutti i Giovani Comunisti di Partinico. Mi scusi se sono andato un po' fuori tema, ma questo "sfogo" era necessario. E spero vivamente che lei abbia capito e possa cambiare idea sul nostro gesto.
A presto.
Gianluca Ricupati.

patrocini ha detto...

Chiedo scusa al prof Casarrubea,forse mi sono espresso male,non volevo minimamente offendere alcuno,e in special modo "Persone" che per il loro impegno devono essere sempre ricordati dai partinicesi.Sono mortificato,mi creda.La mia voleva essere un'osservazione al prof Costanzo sul termine comunista.Con stima nei suoi confronti.Saluti

patrocini ha detto...

A Gianluca Ricupati
Apprezzo la sua opera e quella dei suoi amici.La sua giovane eta' e' un merito, non un difetto.Non metto in dubbio le buone intenzioni che vi muovono in quel che fate,ma nella vita si puo' anche sbagliare senza che se ne faccia un dramma.E se anche si e' sicuri di aver agito nel giusto ," permettere "serenamente che qualcuno possa dissentire..Con stima.

Anonimo ha detto...

dal blog del prof. Casarubbea http://casarrubea.wordpress.com/2010/02/28/morti-di-serie-b/

LUIGI FICARRA
E’ gravissimo e segno anche questo della deriva antidemocratica e parafascista dell’attuale regime di destra, egenonizzato dall’ideologia berlusconiana, che, in occasione dell’intitolazione, a Partinico, della via Grata al carabiniere Vincenzo Miserendino, ucciso dalla banda Giuliano nel 1946, le Forze dell’ordine abbiano osato ritirare lo striscione del PRC col quale veniva ricordato alla cittadinanza ed a tutte le forze politiche che fra le vittime di quella banda legata alla mafia e ad i neofascisti dell’epoca, ci furono in prima fila i sindacalisti della cgil e gli esponenti comunisti e socialisti, e fra questi Giuseppe Casarrubea e Vincenzo Lo Iacono, dirigenti comunisti caduti il 22 giugno 1947, durante l’assalto alla Camera del Lavoro.
L’ordine certamente illegittimo dato dalle forze dell’ordine per il ritiro dello striscione del PRC, va denunciato con in esposto alla Magistratura e al Ministero degli interni, perché costituisce violazione dell’art. 21 della Costituzione, ed offesa grave agli eredi diretti di Giuseppe Casarrubea e Vincenzo Lo Iacono ed anche alle forze politiche e sindacali che ai suddetti eroici dirigenti ogi si richiamano.
luigi ficarra


su 2 marzo 2010 a 17:44 | Replica casarrubea
Ricevo dalla storica Alessandra Kersevan, studiosa dei campi di concentramento fascisti in Italia, il seguente giudizio: “Ma il commissario di Ps con quale scusa e in base a quale articolo di legge ha fatto rimuovere gli striscioni? Non si delinea un abuso di potere?”


su 2 marzo 2010 a 22:16 | Replica Renzo Di Trapani
Ho seguito la vicenda attraverso le tv locali ed ancora una volta, con molto rammarico, ho potuto constatare che in questo nostro paese c’è chi comanda e chi, invece, deve soltanto subire.
Più che la sospensione della manifestazione dei giovani di Rifondazione mi ha colpito il maltrattamento mediatico a cui sono stati sottoposti dal berlusconi locale (cioè colui che è l’unico che può dire tutto ciò che vuole a chiunque senza che nessuno lo fermi).
Condivido ciò che è stato detto da Lei, caro Prof. Casarrubea e ciò che è scritto nei post dei tanti amici che hanno scritto.
Evidenzio che l’attuale amministrazione, a riprova della assoluta incapacità che la caratterizza, in questa pomposa intitolazione della vecchia via Grata è riuscita a collocare appena una sola indicazione del nome della strada, all’incrocio con il Corso dei Mille. Non esiste nessuna altra indicazione nelle tante intersecazioni della ex via Grata: anche in questo la giovane (?) amministrazione riesce a lasciare un segno!

Anonimo ha detto...

dal blog del Prof. Casarubbea

su 3 marzo 2010 a 01:57 | Replica Gianluca Ricupati
Esprimo la mia gratitudine al prof. Casarrubea per questo suo intervento a proposito della vicenda che ha visto coinvolta la nostra organizzazione. Siamo onorati di aver ricordato, anche questa volta, suo padre e non solo. Purtroppo la memoria è, a tutti i livelli, sotto attacco. Privare di solide basi culturale questo nostro paese è il punto di partenza per la distruzione di una critica opinione pubblica e di una qualunque forma di coscienza civile.
Mi viene in mente qualche ricordo di un libro che alle superiori la mia insegnante fece leggere, non a caso, all’intera classe: che si stia avvicinando il tempo in cui si darà la caccia ai libri e ai detentori della cultura? Saremo costretti, come nel romanzo Farhenheit 451 di Ray Bradbury, a scappare dalla società e costituire la memoria dell’umanità, trasmettendo l’un l’altro in modo elitario gli ultimi barlumi di una cultura in pericolo? Lotteremo oggi e domani affinché non sia questa la realtà che il futuro ci riserva.
Gianluca Ricupati


su 3 marzo 2010 a 03:33 | Replica casarrubea
Caro Gianluca,
per fortuna non siamo ancora a questo livello, se non vogliamo esserci tra poco. La vera questione è che siamo in mano a quattro spregiudicati imbroglioni. Per non dire altro. Questi sono tempi di una nuova Resistenza: contro l’oscuramento dell’informazione, contro l’idiozia dilagante, contro il dominio dello stomaco sul cervello, della sete bestiale di potere sui valori umani e civili. Siamo su una parabola discendente della nostra civiltà.

Antonino Partinico ha detto...

Mi dispiace per la presa di posizione di Santo Inguaggiato, ma a Partinico, nessuno è contrario alla intitolazione di una via al giovane Miserendino, solo che i giovani comunisti hanno voluto evidenziare, con la presenza pacifica dello striscione, altri morti ammazzati dalla stessa orda di banditi armati da mano politico – mafiosa a cui va lo stesso rispetto, lo stesso ricordo e la stessa dignità.
All’amico Patrocini vorrei semplicemente fargli capire come si è venuta a trovare la famiglia di Vincenzo Lo Iacono, peraltro famiglia numerosa, dopo la prematura scomparsa di Vincenzo, i suoi figli erano ancora tutti piccolini, Francesco, salvatore, Gaetano e le altre due sorelle e addirittura la più piccola crebbe con altra famiglia e poi la famiglia Casarrubea, il Prof. Pino cresciuto dalla mamma e “spinnato” per non potere abbracciare il suo povero papà. Le loro colpe erano solo quelle di essere comunisti, di lottare contro le ingiustizie, di appartenere a un sindacato, a un sindacato che si batteva per i lavoratori e per la libertà. E considerato che nessuno ne parla, oltre ai due defunti, ci sono stati altri feriti come Leonardo Addamo, Matteo Salvia e un altro di cui non ricordo il nome.
Esprimo tutta la mia solidarietà alle famiglie Casarrubea e Lo Iacono nonché a Gianluca Ricupati e a tutti i giovani comunisti.