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martedì 2 novembre 2010

BUNGA BUNGA IN SALSA PARTINICESE

Con una fulminante , efficace e simpatica  battuta si chiudeva  il redazionale di  oggi che Tele Jato presentava agli ascoltatori quale introduzione al servizio giornalistico sul  Congresso locale del PD di  Partinico  che si é celebrato Domenica 31. Sosteneva  Maniaci come il PD , nel rieleggere Michele Chimenti  “il giovane” quale segretario  del circolo, avesse fatto  “un auto bunga bunga”. E lo spiegava con abbondanti particolari, con un'analisi seppur breve, di quanto era accaduto ieri, aggiungendo alcune  considerazioni su cui ciascuno può, se vuole ,fare le sue osservazioni o i suoi rilievi. Tuttavia va detto che di Pino Maniaci si possono dire tante cose ma non certo che manchi di efficace fantasia e di illuminanti definizioni nel rappresentare un fatto, un avvenimento. 
Il bunga bunga ,lo sanno ormai tutti ,è sostanzialmente una forma violenta di lesionismo.E nella forma "auto" é un po’, come scrivevo di recente per altre questioni , la rappresentazione  dell’ancileddu du’ latorio che i partinicesi ben conoscono: subire una forte violenza e sorridere  .E la autoviolenza, lasciava intendere  Maniaci,se l'erano procurata coloro i quali  provenienti dall’ex PCI di Partinico o anche dai DS,in quanto si sono ritrovati in un Partito che non potrebbe essere loro per comprensibili ragioni. Se il segretario rieletto fosse stato un soggetto  non " compromesso"  politicamente e culturalmente  con la storia della vecchia  cultura democristiana  e dunque non proveniente da una “famiglia” politica a quella storia fortemente ancorata e che  ,a detta di Pino, aveva sostanzialmente  sempre impedito la crescita culturale, economica e sociale della nostra città e di cui i comunisti furono strenui,irriducibili  avversari , allora la loro collocazione nel  PD di Partinico potrebbe anche  apparire accettabile perché inserita in un “nuovo” e non certo in un "vecchio "contesto .Anche se ,noi aggiungiamo,  Michele Chimenti vecchio certamente non è ed  è sicuramente persona seria  oltre che  a modo .Ma la storia è storia ed anche se , come si suole dire ,“i figli non possono pagare le colpe dei padri” tuttavia nel caso specifico non è l’età anagrafica che conta o la serietà della persona quanto la sostanziale “formazione politica”,nata e cresciuta all'interno di un contesto culturale che é stato quello della DC partinicese . E la formazione  politica del neo segretario- lo si è anche visto durante la sua esperienza di consigliere comunale con la sindacatura Motisi quando non si differenziò dalle  logiche  della concezione  di gestione del potere ad ogni costo concretizzata dai suoi amici di Partito -si é manifestata in linea  con una tradizione ed una idea di gestione accentratrice degli strumenti del governo ,per condizionarne le finalità e l'efficacia   e di un ruolo subalterno da assegnare agli altri . Un' idea antitetica rispetto a quella che ha sempre  coltivato a Partinico quantomeno un pezzo della sinistra comunista ,quella sicuramente attiva, e cioé quel pezzo che nel 2005 intese collaborare  e volle con forza la costruzione di  quel progetto di alleanza per la nostra città ,slogan oggi inspiegabilmente ripreso dal locale gruppo dirigente del PD  .Ma quella della gestione "esclusiva" del governo della città nel senso di escludere gli "altri" ( e potrebbe anche essere la gestione del Partito) sempre antica ma sempre irrisolvente e dunque fallimentare  fu sposata anche da Michele Chimenti  che non ha potuto ( o voluto?) impedire la fine di un’esperienza  nata con grande difficoltà ma con tanta generosità da parte nostra .Una parte che per l'amore dell'unità  ,un valore assolutamente irrinunciabile ma nella chiarezza, mise di lato giusti quanto comprensibili risentimenti ( quanti avrebbero potuto dimenticare la  sfiducia cinica, " a freddo" a Gigia Cannizzo nel 1999?) per costruire L'ALLEANZA DEMOCRATICA PER PARTINICO CHE VINSE LE ELEZIONI DEL 2005 . 
E  bastava poco per poterla salvare, quell’esperienza: abbassare il livello dell’arroganza, del delirio d’onnipotenza ,della presunzione ,della difesa ad ogni costo del “mio”.Abbiamo discusso per tre ore di seguito in un pomeriggio dell’estate 2007 nella casa di campagna del Presidente dell’allora Partito de “La Margherita”  per tentare di convincerlo che ci voleva poco per ricominciare e ricostruire evitando il disastro. Abbiamo detto: azzeriamo e si riparte rappresentando con chiarezza la disponibilità di Rifondazione a sostenere un nuovo governo Motisi ,NON CHIEDENDO CHE DENTRO LA  NUOVA GIUNTA CI FOSSE UNA SUA RAPPRESENTANZA E NON IMPEDENDO ,ALTRESI' ,AL SINDACO MOTISI DOPO L’AZZERAMENTO ,CHE POTESSE RINOMINARE GLI ASSESSORI CHE ALLORA FURONO OGGETTO DI FORTE CONTESTAZIONE . Fu irragionevolmente ,sconsideratamente  irremovibile .
Dunque non fummo ascoltati e quell’esperienza si concluse la sera del cinque settembre 2007 come era giusto che finisse perché sicuramente carica di ambiguità, politicamente  diseducativa e, quindi,  non utile alla nostra comunità.Quella sera non si chiuse –o non si doveva chiudere- soltanto un’esperienza politico-amministrativa quanto un’epoca. Quell'epoca é stata chiusa? La risposta non compete a noi anche se noi  ne dubitiamo .
Quanti non intendono ,però, comprendere tutto questo , a mio modestissimo avviso e per quel che può contare il mio ancora più modesto parere trattandosi di cose di altri , perpetua una situazione che non fa crescere non solo  un Partito che dovrebbe anche rappresentare un’idea di società progressista , sicuramente utile alla causa del mondo del lavoro ( non certo a qualche “pezzo” abituato a ringraziare – bonu e boné chiddu ca’ nni runanu !- quanti gestiscono il potere e a ringraziarli per qualcosa che passa come "favore" e non certo quale  "diritto" ) ma utile anche alla sinistra italiana seppur diffusa ma frammentata ,oltre che all'intera società . Al più perpetuando il già visto e sperimentato assemblando  piccoli interessi ( un pezzo di coltivatori, un pezzo di sindacato, un pezzo di una qualsisi categoria che, però, non fa un INSIEME ORGANICO DI SOCIETA' POLITICA),di più  piccolo cabotaggio scegliendo non un’idea di Partito quale collettivo  ma solo ed esclusivamente  di potersi  aggrappare al “deputato di riferimento” (come ebbe a dichiarare recentemente , ad esempio, in una intervista e senza provare alcun imbarazzo un consigliere comunale del PD di Montelepre) al quale aggrapparsi per sopravvivere, per sostenersi  a vicenda .E chiedere non per tutti ma soltanto per qualcuno, quando non per se stessi . E il chiedere OGGI perché  per una  fortunosa condizione questo Partito, avendo peso le elezioni, governa la Sicilia insieme a Lombardo.Noi non abbiamo titolo per giudicare ,né abbiamo da dare risposte ad alcuno .Le risposte devono darle chi quel Partito guida  ad ogni livello avendone l'investitura legittima e democratica oltre che la rappresentanza .Tuttavia non possiamo tacere che il PD sia un Partito dilaniato ad ogni livello e  che sul piano nazionale   i “vecchi” non intendono limitarsi a svolgere il ruolo di guida, di sostegno ,di decani rispettati ed ascoltati quanto,invece,ancora  concorrenti dei “giovani” che per tutta risposta intendono rottamarli cosi’ come si fa per le cose inutili.Succede cosi' anche a Partinico?Ma tuttavia una domanda la pongo  : come è possibile che uomini cresciuti nel PCI ,educati ad avere grande rispetto e considerazione  dei compagni anziani ,un rispetto sacro perché simboli viventi di una storia esaltante fatta di lotte e sacrifici,anche della propria vita, che educarono con il loro esempio intere generazioni, come fanno a ritrovarsi dentro un contenitore  che è l’insieme soltanto di tanti piccoli e grandi interessi ? Come fate, voi che avete vissuto la storia del PCI  a non ricordare come nell’anniversario del 70° compleanno di un  dirigente quale Mommo Li Causi o  Giancarlo Paietta ( vi ricordate?)i militanti di quel Partito s’inchinavano, festeggiavano, ne pubblicavano i  discorsi come se fossero il Vangelo che tu custodivi, leggevi, rileggevi, conservavi  gelosamente come una reliquia . Come si può dimenticare tutto questo senza provare almeno un pò di vergogna ?
Toti Costanzo

3 commenti:

Antonino Partinico ha detto...

Continuo ad essere cosciente che quanto di seguito non ci azzecca niente, però, come detto altre volte, la mia età spesso mi fa brutti scherzi, il mio cervello comincia a vacillare, pur tuttavia, sarei grato a quanti sapranno darmi notizie per quanto segue. Ricordo che nel lontano 1985 ossia nel periodo di massimo splendore della “Lega dei disoccupati” di Partinico (1982 – 92) si sono fatte diverse battaglie e tantissime iniziative per lenire la disoccupazione.
Ricordo perfettamente (e qui la memoria non m’inganna) che nel piano triennale per le opere pubbliche della Regione Siciliana, relativo al 1986 - 88 sono state stanziate qualcosa come sei miliardi delle vecchie lire per il rimboschimento della montagna di Belliemi, la collina Cesarò e la zona circostante l’invaso Poma per:
a) Creare nuovi posti di lavoro tramite il rimboschimento;
b) Creare un polmone verde nel territorio per sopperire all’inquinamento provocato dalla distilleria più grande d’Europa.
Tutto ciò che fine ha fatto?
Perché non se ne parla più?
In quella occasione si è tenuto un comizio in Piazza Duomo (luglio 86) dove sono intervenuti;
Andrea Margagliotta – Alberto Lo Iacono – Totò Inghilleri - Vincenzo Fedele e Toti Costanzo con la presenza di un pubblico molto numeroso e abbastanza attento e l’ausilio di di una serie di interviste a una cinquantina di persone di entrambi i sessi e di ogni ceto sociale e ogni ordine ed età.
Di tutto questo se ne parlò per un certo tempo, poi d’improvviso non se ne parlò più e tutto finì nel dimenticatoio. Qualcuno potrebbe (per favore) aggiornarmi sulla fine di quel finanziamento? Ci terrei davvero tanto a saperlo!

Toti ha detto...

L'inserimento nel Piano triennale della Regione siciliana di un finanziamento di 6 miliardi delle vecchie lire per forestare i tre bacini a monte della città (Collina Cesarò, Nocella e Billiemi) fu una ulteriore importante conquista della Lega dei disoccupati di Partinico. Questa costituita nel 1985 aveva già ottenuto un finanziamento per realizzare i 108 alloggi della 3a zona PEEP ,una rigida e seria graduatoria nell'assegnazione degli alloggi già realizzati ,la MORALIZZAZIONE delle gradutorie per accedere nei cantieri di lavoro con lo scopo allora raggiunto di eliminare qualunque forma di clientelismo . Un risultato straordinario di un Partito ,il PCI, che allora contava sulla guida e sostegno del gruppo consiliare Toti Costanzo, Totò Inghilleri e Vincenzo Fedele) oltre all'impegno quotidiano di Alberto Lo Iacono , Andrea Margagliotta, Giuseppe Cusumano e tanti altri compagni la cui lotta creò allora tanti posti di lavoro. I 6 miliardi furono l'impegno strappato al Governo regionale dai compagni deputati regionali come Gigi Colombo e Pietro Ammavuta ai quali quella sezione comunista deve molto perché si sostanziava una particolare sintonia politica ,oltre che umana necessaria nela conduzione di importanti attaglie. Il Comune di Partinico con Giuseppe Di Trapani Sindaco sostenne senza alcun tenetennamento quel proesso per cui già il geometra del Comune Franco Marabeti aveva provveduto a preparare le mappe su cui insistevano i terreni, sopratutto di privati, che avrebbero avuto vantaggi concreti nel metterli a disposizione per la foretazione.Quei 6 miliardi avrebbero significato, allora, migliaia di giornate lavorative, tutela dell'ambiente,protezione di bacini idrogeologici, possibilità di sviluppo di un turismo legato alla collina e alla montagna.La fine della consiliatura interruppe quell'importante processo di sviluppo,i 6 miliardi ritornati nel calderone del Bilancio della Regione cosi' come d'altronde si persero i 40 miliardi assegnati al Consorzio per il disinquinamento dell'area del partinice che vide protagonista sempre quel Partito e sempre quei citati compagni tra cui anche Marco La Fata che era consigliere provinciale. E cosi' anche per i 40 miliardi della Partinico-Corleone cioé la via che avrebbe dovuto collegare l'entroterra al mare in pochi minuti. Un pezzo di storia irripetibile costruito con amore, passione, abnegazione,sacrifici fede politica .
Ringrazio Antonino per avermi dato l'opportunità di ricordare uno straordinario periodo della mia/nostra vita che non ha certamente eguali e sicuramente incomprensibile per gli attuali amministratori i cui punti di riferimento sono i piccoli, meschini, quotidiani interessi personali e di gruppo.
Toti Costanzo

Carlo B. ha detto...

E' notizia di oggi.

"Di giorno una insospettabile casalinga 46enne, di sera si trasformava in un corriere della droga. E' cosi' finita in carcere a Partinico, nel palermitano, Rosalia Guarino."

Ecco a cosa porta la mancanza di lavoro e di idee di sviluppo sociale di cui sono chiamati a rispondere - con adeguate soluzioni - i nostri " attuali amministratori i cui punti di riferimento sono i piccoli, meschini, quotidiani interessi personali e di gruppo".
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