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venerdì 12 novembre 2010

VIENI AVANTI, CRETINO!

Non so per quale recondita ragione mentre ascoltavo a Tv7, ieri, una intervista rilasciata dal nostro giovane Sindaco a commento di un  comunicato stampa inviato dal Partito a proposito della realizzanda manifestazione di Martedi prossimo contro l’azione devastante della mafia a Partinico, scorrevano davanti a me le immagini di un film del 1982. Il film dell’umorista–regista Luciano Salce  e dal significativo titolo “VIENI AVANTI, CRETINO!”, si avvaleva dello straordinario contributo, tra gli altri, di uno spassosissimo artista come Lino Banfi. Non è il caso di raccontare la trama, anche perché non ne saremmo capaci se non in maniera assai sommaria, quanto il fatto che a colpire la nostra fantasia sia stato soprattutto il titolo del film.
Il quale fu talmente di successo da essere ripreso in sketch da tanti altri comici come Renato Rascel, Walter Chiari, Bramieri tutti bravi attori e tutti, però, che avevano iniziato la loro carriera nell’avanspettacolo che altro non è se non uno spettacolo leggero, allegro, pieno  di facile battute a doppio senso, O SENZA SENSO ALCUNO. Spettacolo anche con la presenza rassicurante di  tante donnine seminude e rallegranti come lo sono, oggi, le amiche affettuose e generose del nostro Cavaliere. Dunque a livello nazionale, ma anche a livello locale, sempre con i dovuti, rigorosi, obbligatori distinguo la “Politica” sarebbe  diventata cosa da avanspettacolo? Non azzarderemmo tanto anche se non deve apparirvi, questo giudizio, irriverente nei confronti di alcuni dei  nostri protagonisti perché, vi possiamo assicurare, che così non  è. Dunque, l’intervista di Lo Biundo a Tv7. Domanda, più o meno, del giornalista:
"Rifondazione Comunista ha pubblicato un comunicato in cui si afferma che  non si può fare lotta alla mafia se poi dentro il Palazzo comunale  la legalità non è sempre di casa” 
Risposta, sempre grosso modo, fulminante, convincente, esaltante, anche esilarante del Sindaco che aveva accanto a se il signor  Salvatore Poma di Castellammare del Golfo (la patria del famoso Ministro Bernardo Mattarella di cui tanto si occupò Danilo) cioé un rappresentante autorevole della Policentro: ”Noi contro la mafia non  dobbiamo dividerci perché questo comunicato di Rifondazione è come invitare  la mafia che  può anche venire a protestare in piazza insieme a noi  perché anche il Comune viola la  legge(sic!) …..” 
Restiamo quasi stecchiti come quando si lancia uno spruzzo di potente “Baygon ad azione rapida 100% efficacia”  contro le zanzare tigri. Farfugliamo qualcosa di incomprensibile ai nostri vicini  e precipitiamo, inesorabilmente, nel buco nero della più nera depressione. E’ difficile diciamo a noi stessi medesimi che questa volta possiamo trovare  possibilità di una qualsivoglia ripresa. Ma come per un voluto accanimento terapeutico l’intervistatore continua pressante. Domanda: ”Quelli di Rifondazione (veramente  l’intervistatore  disse: “Costanzo”) sostengono che si dovrebbe fare una manifestazione contro i fumi nauseabondi  della distilleria. Lei che risponde?“ Risposta: “Costanzo deve sapere che dopo tanti “appostamenti” (sic!) l’Assessorato regionale ci ha detto che la distilleria emana fumi maleodorantiPerò lei deve sapere che quando Costanzo e i suoi amici sono stati al governo di Partinico la distilleria l’hanno fatto chiudere? No, non l’hanno fatta chiudere perché è sempre aperta!”  .
Il colpo fu duro, ma così duro che mi  ‘iccai 'nterra pi' mortu. Come, ci siamo detti! La puzza é certificata dalle Autorità e lui non emette SUBITO, avendone motivo, un'ordinanza di chiusura? E poi, come ha potuto dimenticare che durante la sindactaura Motisi la distilleria fu chiusa? E all'ing. Bonomo, che fu assessore con Motisi, chi gliela porta questa notizia? Lanciai lamenti prolungati come quando davanti la casa di campagna passano a grande velocità, e a sirene spiegate, le autoambulanze (Croce di M.SS. delle Grazie, Croce di M.SS. del Ponte, Croce di M.SS della Provvidenza, Croce da Bedda Matri di Trapani, AVES, 118, 119 ed anche 120)  delle tante associazioni finci di volontariato che scorazzano per la Sicilia alla faccia dei contribuenti e all’efficienza, efficacia ed economicità  propagandata dall'Assessore regionale alla Sanità. E al passaggio di quelle  autoambulanze  a sirene spiegate  i cani del mio dirimpettaio  incominciano ad ululare con lo stesso strazio di come quando i ragazzacci del quartiere attaccavano alle code dei poveri animali malcapitati gli assicutafimmini solo per un gioco sconsiderato che provocava la disperazione dei poveri, incolpevoli animali. Crollai  senza soluzione di continuità. Quando rinvenni  sentivo una soave musica che intrecciava flauti dolci e violini. Ebbi la sensazione d’essere in un luogo fuori dall’umana dimensione. Mi sentii un pò  George Clooney come quando va dal padreterno per barattare la macchinetta del  caffé, col suo ritorno in terra. Provai a capire dov’ero. Non mi raccapezzai. Di li’ a poco, però,  comparve davanti  a me l’immagine rassicurante  di Lino Banfi  che aveva accanto un giovane di cui non riuscivo a distinguere i contorni somatici  che restavano indistinti. Un giovane, mi sembrò, di buona  statura  e  prestanza, con fluida, venata  capigliatura  e con  giacca su blue jeans, camicia aperta  e sciarpa  protettiva. ”VIENI AVANTI, CRETINO!" diceva Banfi. Pensai  si rivolgesse a me ma il giovane si premurò e per rassicurarmi  disse: ”Non ti preoccupare. Tu non c’entri. Il chiamato sono io!“


Toti Costanzo

1 commento:

Gianluca Ricupati ha detto...

Caro Toti,
è sempre divertente leggere i tuoi racconti su Sala Rossa, che purtroppo a dispetto della forma ironica hanno come oggetto episodi molto deprimenti (in questo caso le allucinanti dichiarazioni del Sindaco).

Io credo che: a) sul punto della legalità, la gente sia abbastanza informata sulle pratiche lobiundiane (e forse, per dirla con una provocazione, a molti partinicoti gli piacciono pure questi modi); b) sul punto della distilleria Bertolino, la disinformazione lobiundiana vada contrastata in modo netto con una campagna d'attacco nei confronti di un Sindaco che ha paura della Bertolino e, malgrado io non abbia una opinione positiva delle sue capacità politiche e personali, riesce ad abbassare sempre i toni del conflitto, a celare, ad occultare. Questo merito glielo devo riconoscere.
Per fortuna, questa pagina della storia di Partinico non può essere cancellata e gli spiriti critici del nostro paese possono verificare con facilità le nostre azioni su questo e tanti altri temi!