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mercoledì 17 novembre 2010

IL MIO COMPAGNO SAL LE BLOND E LA MONTAGNA DI MERDA CHE E' LA MAFIA


Quando, ieri sera, alla fine del suo intervento il nostro giovane Sindaco lanciò il grido di guerra che fu di Peppino, “La Mafia è una montagna di merda", le lacrime sulle mie guance spuntarono come i funghi prataioli dopo un giornata di pioggia e approdarono, dopo avere attraversato le gote come un fiume in piena delle pianure venete, sulla candida camicia indossata per l’occasione. In un irrefrenabile moto di commozione mista a giusta soddisfazione abbracciai sconsideratamente e senza alcun pudore il consigliere Aiello, accanto al quale mi ero piazzato. Aiello è uno dei pochissimi consiglieri comunali che, sfidando il minaccioso misto a dileggio ”Ma tu ancora cù 'i comunista camini?”, mi aveva gentilmente ragguagliato su quanto era avvenuto.
Ero arrivato in Piazza Municipio a manifestazione già avviata perdendomi, così, non solo la fase preliminare del concentramento a Piazza monumento ai Caduti ma anche  tutto il percorso di Corso dei Mille e di via Francesco Crispi. Appena arrivato avevo già intravisto un gruppo di ragazzini della scuola elementare capitano Polizzi che con strumenti a percussione alla mano battevano forte il ritmo e scandivano slogan a squarciagola contro la Mafia. Provai un sussulto misto a compiacimento nel vedere che a guidarli era anche la figliola insegnante in quella scuola con accanto la sua scatenatissima dirigente scolastica che facevano, come si suole dire, opportuna quanto necessaria “battaria”. Lo scopo evidente era di animare proprio quel pezzo di piazza la dove ai tempi della mia frequenza nel Collegio di Maria - frequenza alla quale non potei sottrarmi non solo per ovvie ragioni di età ma per la presenza in quel collegio della zia Gabriella, la madre superiora, che della nonna materna era sorella - sorgeva una bellissima fontana che i lanzichenecchi democristiani della prima ora rasero al suolo così come fecero con gli stucchi del Serpotta dell’ex Oratorio, così come i democristiani della seconda ora con tutte le belle fontanelle di cui era disseminata la nostra città quando ancora l’acquedotto (costruito poi nel 1922) non era stato realizzato a Partinico e così come quelli della terza ora con le “balate” di cui erano pavimentate le nostre strade. Pensai: anche se la “mia rivoluzione”, il sogno proibito della mia giovinezza , m'é rimasta ‘nte argi tuttavia, alla fin fine, provo grande soddisfazione perché si confermava quanto dagli antenati sempre sostenuto e cioè “tali patri quali figghi!” che altro non è se non una volgare quanto terra-terra interpretazione, ma efficace e sintetica, delle teorie collegate alla legge di Mendel.
Dunque il grido di combattimento del mio giovane Sindaco che scosse le mie infreddolite membra, calò su di me benefico come quando ci si avvolge con un morbido plaid. Gli perdonai, in quel momento, tutto: le minchiate, anche quelle con le ali, che ha sparato non solo a raffica continua ma continuamente  inanellate in questi oltre due anni di amministrazione. Gli perdonai anche la più recente, quella quotidianamente ripetuta che dice: “ho voluto fare questa manifestazione per vedere se ci saranno più persone rispetto a quella fatta da Gigia Cannizzo dodici anni fa” (sic.!); gli perdonai la lenta morte cui costringe tutte le palme diffuse nella città alcune delle quali, come quelle dell’ex Arena Lo Baido con almeno duecento anni di vita; l’abbandono di Villa Margherita, Parco Castiddazzu, Villa Pino; la cessione dell’acqua ai privati come l’esercizio quotidiano di prostrazione cui si sottopone nei confronti di poteri economici, si chiamino indifferentemente donn' Antonina o ‘u zzu’ Linuzzu Iemi (a proposito: ci spiega per favore, l’ing. che ogni tanto ritorna, seppur telefonicamente come l'assassino sul luogo del delitto, le ragioni per cui la Società Policentro non risulta più iscritta alle Camere di Commercio di Milano e Monza mentre col nome di Policentro Daunia si è trasferita in quella di Palermo? E ci chiarisce cosa veramente é questa Società?); gli perdonai perfino d’avere letto, durante il suo intervento dal Palazzo, due volte lo stesso foglietto avendo, però, per la prima volta nella sua vita pubblica non più parlato “a braccio”( l’avevo sempre detto a Santino che non era cosa sua) ma, finalmente, scrivendosi (scrivendosi?) l’intervento. Perdonai, perfino, “RUSSO TONINO ON. PER CASO” che è venuto a Partinico a sostenere come la Policentro rappresenti lo sviluppo del territorio (perché la stessa cosa non la va a dire per il Centro Poseidon a Carini e a dirla soprattutto al compagno del PD, Giovì Montoleone?) e che il giorno prima all’interno di una monumentale cornice che riusciva a contenere appena un grande entusiasmo ed una grande partecipazione di popolo osannante (altro che il "Partito residuale di Toti Costanzo!"come ebbe a dichiarare ieri Tonino a don Pinuzzu Tiggei che, con l'occasione ringrazio di vero cuore, per avere affermato che un quarto di Toti vale venti Elii o per meglio dire menzu Toti vali quaranta Elii!), presentò una nuova Associazione politico-culturale che non è contro il PD ma è il PD contro di essa, che non nasce fuori dal PD ma è il PD che è fuori di essa, che non si pone a Partinico in alternativa al PD ma è il PD che si pone in alternativa ad essa. E alla conferenza stampa insieme all’on. Tonino (ah Tonino, Tonino chi l’avrebbe detto al professore Costanzo 25 anni fa che il suo più caro ed affettuoso alunno del Liceo di Monreale si sarebbe ridotto così?) presidiava insieme al giovane “Primum vivere deinde filosofare”( vedi un post dell'estate 2010) e a Totò al quale vogliamo veramente tanto bene al punto che gli perdoniamo tutto. E questo lo dico molto seriamente. Ma Totò che ha tantissimi pregi ha un solo, piccolissimo difetto: quello della in-coerenza al punto che il giornale La Repubblica nel maggio 2008 gli dedico addirittura un “pezzo” dal titolo “Il Consigliere double-face” in quanto, in contemporanea, si candidò alle elezioni comunali in una Lista di centro destra e alle Provinciali in una di centro sinistra. E per non perdere questa caratteristica più unica che rara, domenica scorsa CONTEMPORANEAMENTE raccoglieva le firme contro IL SINDACO che aveva riaperto il Corso dei Mille al traffico veicolare e non chiudeva la distilleria che continua a produrre puzza nauseabonda e, subito dopo, INSIEME AL SINDACO (sic.!) distribuiva inviti a partecipare alla manifestazione contro la mafia che ha avuto svolgimento ieri. Totò ti vogliamo bene perché sei veramente e semplicemente UNICO, ESCLUSIVO.
Dunque dopo quel grido finale di Sal, per la contentezza, perdonai pure l’on.Tonino non più “Onorevole per caso ma “TONINO, CONSALA COMU VOI SEMPRI CUCUZZA E’” che aveva inaugurato questo nuovo centro culturale avendo scelto quale simbolo per la nuova associazione una lampada per illuminazione domestica con, al posto dei fili, un ramoscello di ulivo. Bellissima, efficace, quasi poetica rappresentazione solo che….Solo che uno dei presenti che aveva prestato la sua opera presso l’ENEL di Canicattì ebbe a dire: “Attenzione compagni, questa è certamente una lampada ma è lampada da 5”. E per chi non ne avesse conoscenza  spiegò che si trattava di lampada da 5watt cioè un aggeggio che quando é al massimo della sua potenza illuminante  non fa distinguere una pecora da un asino.
Sal, dunque, concludeva lanciando il grido di disprezzo nei confronti della mafia dopo avere, con giusto orgoglio, ancora una volta sottolineato come lui la mafia non aveva timore a chiamarla “facendo nomi e cognomi”. E tu pensi: che tempra, che coraggio compagni. Sal sta facendo i nomi della mafia, i nomi segreti, quelli che nessuno conosce, quelli delle nuove famiglie locali, quelli del "come tu parli ti fulmino!". E invece niente, niente nomi segreti, niente nomi di  nuove famiglie mafiose ma i nomi di sempre, quelli che conoscono perfino i bambini che leggono "Il Corriere dei piccoli": i  nomi dei Vitale-Fardazza e quelli dei Lo Piccolo. Tu dici, meglio che niente? Meglio che niente! Tuttavia, come ebbi a scrivere all'inizio, mi commossi fino alle lacrime e in un impeto di giusto orgoglio per avere un così tanto coraggioso Sindaco gridai verso il balcone del Palazzo di città: "Compagno Sal, é vero, la Mafia é una montagna di merda e tu sei tutti noi!"

Toti Costanzo.



2 commenti:

Antonino Partinico ha detto...

A mio modesto avviso, volere fare un paragone tra la Giunta Cannizzo e quella attuale, è solamente demenziale.
Come si fa a pensare che questa è una Giunta che combatte la mafia? Ci può credere solo “Turi Cià-Cià” con tutto il rispetto per l’immaginario “Turi Cià – Cià” . Il giovane Sal, alla Cannizzo, non è buono neanche per lustrarle le scarpe e sotto tutti i punti di vista. Nel suo breve intervento dal palazzo comunale, ha parlato di lotta alla mafia e di “ETICA POLITICA”.
- Ma quanti in questo paese hanno visto il primo cittadino combattere la mafia?
- Etica politica, ma di quale etica stiamo parlando?
- Quella di non effettuare con assoluta continuità i controlli alla Bertolino?
- Quella di consegnare l’acqua pubblica all’APS?
- Quella di nominare consulenti?
- Quella della chiusura del centro storico?
- Quella dello spostamento dei capi settore?
- Quella della Policentro Daunia?
- Quella dell’appartenenza a quel neonato partito siciliano di Cuffaro?
Forse sarà colpa mia per non essere stato molto attento, ma a parte questo sporadico, se pur significativo momento della fiaccolata, non ho visto altro.
E allora, di quale etica politica sta parlando?
Nonostante abbia speso la mia vita a contrastare e combattere la vecchia Democrazia Cristiana, a volte la rimpiango.
Nella storia di questa città, c’è stato qualche sindaco democristiano con gli attributi, ma ora possiamo solo dire…. Dio quanto siamo caduti in Basso!! C’è da rimpiangere qualche sindaco della DC.
Il nostro è un paese allo sbando, non si parla più di agricoltura e pure prima c’era l’assessorato apposito.
Non si parla di disoccupazione, i disoccupati non si sa più quanti siano.
Siamo nella più totale assenza di ogni intervento strutturale comunale e non voglio fare alcun paragone con la Gigia, non reggerebbe, perciò, il nostro illuminato sindaco, altro che lampada da 5 w, è solo “la lampuzza du picuraru”.

Toti ha detto...

Caro Antonino ti ringrazio perché mi hai fatto morire dalle risate.Il fatto é , come diceva Totò Barra, " ca' 'u stessu mortu 'nzigna a chianciri"
Toti