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martedì 4 dicembre 2012

DARE VITA AL QUARTO POLO A SINISTRA DEL PARTITO DEMOCRATICO


di Luca Sappino
Dopo l’assemblea di “Cambiare si può”, dei professori
 ex girotondini, di Paul Ginsborg e Marco Revelli, che 
ha riempito il teatro Vittoria sabato a Roma, ieri un 
altro tassello nel progetto arancione di Luigi de Magistris, 
si colloca nel posto giusto. Antonio Di Pietro ha così scritto 
sul suo blog: «Noi dell’Italia dei Valori ci facciamo artefici, 
senza alcuna mira egemonica, con spirito di servizio n
ei confronti del Paese e del centrosinistra, di un percorso 
che porterà alla sintesi di tutte le correnti che si stanno muovendo in questa
 grande area».
Ed è proprio quello che il sindaco di Napoli, forse più degli organizzatori
di “Cambiare si può”, voleva sentirsi dire. Il post arriva infatti dopo un 
incontro riservato tra i due. «Raccogliamo volentieri l’appello lanciato 
da Alba e dal cartello “Cambiare si può” - scrive Di Pietro - e guardiamo
con grandissimo interesse all’assemblea del Movimento Arancione, che
si terrà il 12 dicembre ».
 Sarà quello infatti l’altro passo, quando de Magistris, sempre a Roma,
dovrebbepresentare le prime candidature, un manifesto e un simbolo, 
fosse anche provvisorio. Di Pietro è comunque molto puntuale, e non 
lascia spazio a fraintendimenti:
«Sappiamo che ci sono importanti forze sociali che sperano nella nascita 
di un progetto politico anti-montiano deciso a governare e cambiare le 
cose, non solo a urlare e protestare», scrive avendo in mente Beppe Grillo, 
rivolgendosi così ai tanti elettori di sinistra che voterebbero il movimento 
5 stelle per rispondere alle esigenze di rinnovamento e di “pulizia ” ma con
 assai poca convinzione, vuoi per le contraddizioni “democratiche ”
vuoi per l’assenza di riferimenti di “sinistra”. 
Quindi, scrive sempre il leader dell ’Idv, «nella nostra assemblea del 15 
dicembre, noi dell’Italia dei Valori ci mettiamo a disposizione per la
nascita di questo progettopolitico». Anche l’obiettivo è lo stesso espresso 
più volte da de Magistris, ininterviste spesso viziate dai titoli: «Chiunque 
vinca le primarie di oggi - scrive ad urne ancora aperte - dovrà decidere 
se vuole per interlocutore questa area ose preferisce fare patti con i 
conservatori »
. Insomma, sempre che riesca veramentea portare lì ciò che resta del partito
, Di Pietro è deciso: «Da questo, più che da mille discorsi, si capirà se il Pd
 e Sel vogliono la continuità o la discontinuità con la disastrosa esperienza 
del governo Monti».
Pubblico - 03.12.12

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