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giovedì 20 dicembre 2012

L'ONOREVOLE SQUALO ,SICILIANO E RIFORMISTA



E cosi’ “ ‘u mastru”  rimase fuori ANCHE  dalle presidenze delle commissioni parlamentari dell’ARS, specie quella al Bilancio alla quale aspirava e di cui riteneva d’essere un vero e proprio esperto in ragione del conseguimento ‘a taci maci e di  riversu qugghiu  anche di una laurea, che seppur breve ,sempre una laurea è : dottore in Economia e Management e in economia aziendale . E chi meglio di lui si sarebbe potuto occupare dell’azienda Regione siciliana? Trombato anche qui’ e senza appello con l’aggravante che la presidenza è andata ad un altro saltatore di banchi come l’onorevole Dina , con radici anche nella nostra città  ed ora ritornato nel clan di Casini e D’Alia dopo avere servito Raffaele Lombardo .Rimasto fuori dal governo regionale,  persa la presidenza del gruppo parlamentare del nuovo Partito Democristiano che ha eletto al suo posto Gucciardi e la presidenza dell’Assemblea, ‘u mastru è rimasto pure a bocca asciutta perché privato perfino della presidenza della prestigiosa Commissione al Bilancio. La stessa che fu anche di Salvatore Cintola quando approdò in quell’UDC di Totò Cuffaro che lo fece eleggere quale capo della Commissione  più potente dell’ARS. Una specie di assessore ombra ,perché non c’è  una sola lire di spesa della Regione siciliana che non debba passare da li’. U’ mastru, ovverossia l’onorevole duecentottantaquattru voti a Partinico,dunque con questa nuova trombatura  ha subito una ulteriore, cocente umiliazione nel senso che con la vittoria di Crocetta ,che lui sponsorizzò insieme a Lumia fin dalla prima ora ,sembrava  dovesse al contrario prendere definitivamente  il volo, avere spalancate le immense praterie del Potere dove continuare a pascolare come non mai e che alla fine del mandato regionale gli avrebbe sicuramente anche spalancato le porte o della Camera dei Deputati  o di occupare quel posto al Senato lasciato ora forzatamente libero da Costantino Garraffa. Costantino che come senatore viene soltanto ricordato per avere appellato quale “bugiardo” l’ex ministro berlusconiano Scajoala  , palermitano anche lui ed anche lui mai comunista ,al Senato vi approdò per un caso fortuito rimanendovi , però,  zittu tu e zittu eu, per ben tre legislature anche se una risultò a metà. E Costantino è sempre stato , come si suole, dire, culo e camicia col “mastro”. Insieme a loro inseparabili agli inizi degli anni ‘90, non solo il professore della CGIL  Riolo che di recente voleva conoscere le ragioni per cui “il compagno Costanzo aveva avuto l’ardire di scrivere un post su Sala Rossa plaudendo alla  candidatura alle regionali  di Antonio Bonomo già Sindaco inquisito di Borgetto ”, ma anche quell’Emilio Arcuri che nel ’68 con Paolo Madonia- questo   ultimo sicuramente comunista ieri come oggi ed ora anche noto quanto sensibile artista sanciusipparu- solevano sfidare il conformismo piccolo borghese passeggiando nei  tardi pomeriggi primaverili in via Maqueda con una gallina appollaiata sulla loro spalla raccogliendo dileggio e sonore pernacchie dai giovani borghesi dell’epoca .E tutti insieme (tranne Paolo) anche con l’ausilio dell’avvocato Vincenzo Gervasi e Zanna , scatenarono i più aspri e ingiustificati scontri prima dentro il Comitato Federale del glorioso PCI e poi nel PCI-PDS dei primi anni ’90.Tutti insieme,seppur con motivazioni e interessi politici diversi( ‘u mastru e Garraffa si è capito successivamente quale scopo reale avessero ), ma con il solo obiettivo di  assoggettare e conquistare quel Partito e con quello nelle mani gestire tutto il potere possibile ed immaginabile che significava controllo della CGIL,Confesercenti, Lega delle cooperative, CNA, ARCI, CIA . Riuscendoci . Arcuri ,prima  rinsavito e poi definitivamente imborghesitosi ,prese da loro le distanze divenendo vice di Orlando al Comune di Palermo ed ora presidente di AMG energia, una partecipata dello stesso, Zanna funzionario di Legambiente ,Riolo rimasto un comunista e Gervasi esercita la sua professione di avvocato .Un avvocato di grande professionalità avendo anche al suo attivo la giusta vittoria sul generale dei Carabinieri, il partincese Giallombardo, che trascinò in giudizio  Giuseppe Casarrubea che da storico si ebbe ad occupare dell’uccisione del bandito alcamese Frà Diavolo quando il generale era un capitano dell’Arma e coinvolto nella uccisione del bandito in circostanze poco chiare .Dunque ‘u mastru ,insieme al Lumia il quale pare che anche lui abbia preso le distanze ,  con la vittoria di Crocetta da loro sostenuto fin della prima ora ,sembrava avere vinto tutto : le elezioni regionali, la leadership del Partito e dunque immancabile la sua nomina, quantomeno quale assessore regionale .Gustava la vittoria , centellinava e sorseggiava l’odore del potere che gli sarebbe arrivato,le riverenze ,i salamelecchi, gli inchini, le piroette degli immancabili lecca culo razza in progress che non teme crisi insieme ai  voltagabbana e ai giullari, le ceste ricolme di ogni bene di dio che sarebbero arrivate alla dimora partendo anche da Partinico e in occasione di queste festività .E lui, schernendosi  :” Ma no, non c’era bisogno, non si doveva disturbare  .Io lo faccio per spirito di servizio(sic!) ”. .E con tanti auguri. E invece niente. Niente brindisi con champagne, niente festeggiamenti in uno dei principeschi palazzi nobiliari di Palermo come fu per il 50° genetliaco ,niente sotto l’albero di natale. Si è dovuto accontentare  di  un posticino nella Commissione bilancio che in ARS non si nega a nessuno nel senso che tutti e 90 deputati hanno diritto di farne parte.In buona sostanza le lancette dell’orologio sono inverosimilmente ritornate indietro di circa 12 anni quando entrò per la prima volta all’ARS nel  lontano 2001 come Nofriu ‘ncarrozza  .E cosi' il nostro onorevole siciliano e riformista é costretto a fare un passo avanti e uno indietro come i gamberi mentre lui, in questi anni ,aveva assunto sempre più  le sembianze dello squalo.Uno squalo che , a detta dei suoi, non ha ancora però  perso gli affilati e pericolosi denti di perfetto predatore.
Toti Costanzo  

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