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giovedì 28 novembre 2013
venerdì 22 novembre 2013
IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO .OVVEROSSIA: COME IN QUATTRO E QUATTR'OTTO TI IMPUPO UNA NUOVA ASSESSORA
Vi sentite di ascoltare una storiella pirandelliana frutto di fantasia ma sicuramente vera? Dunque recita uno dei tanti nostri detti carichi di saggezza e lungimiranza contadina che "u' lupu perdi 'u pilu ma non u' viziu" .Ovviamente nella nostra storiella il pelo altro non é se non una metaforica rappresentazione della dignità. Si', proprio dignità,per quanti ne dispongano e che fa rima con libertà vo cercando che si' cara. Dunque, andiamo al dunque. Si racconta di un personaggio che chiameremo ,per comodità ,il Nostro e il cui nome non pronunceremo mai neppure sotto tortura.Il Nostro nel 2008 dopo avere prima tergiversato e poi saltato da una lista all'altra,approdò sul carro del vincitore che ,sempre per comodità, chiameremo il Pollo Pinocchio ovverossia PoPi .La definizione di Pollo gli fu attribuita per unanime convincimento ed acclamazione familiare mentre quella del Pinocchio fu la felice intuizione di un personaggio che per un quinquennio allietò la triste vita della nostra comunità e che rimase negli annali della storia locale .Una storia felicemente tratteggiata in pose assai diverse da uno dei più illustri ed efficaci vignettisti che la Partinico migliore abbia potuto partorire ed oggi ,inspiegabilmente a riposo nel senso che guarda con distacco quel che accade dalle nostre parti, quando le vicende locali avrebbero bisogno della sua preziosa,sintetica e caricaturale chiave di lettura .Ordunque il Nostro che all'epoca rivestiva un incarico nell'ambito della politica extra comunale ,per i servigi resi a PoPi ebbe quale riconoscimento l'assegnazione di un assessorato.Non potendolo ricoprire per ovvi problemi di incompatibilità fece tra sé e sé questo semplice ragionamento:" Trovo una giovane signora, possibilmente avvocato, possibilmente di buona e conosciuta famiglia e da PoPi le faccio affidare l'incarico. Ovviamente si tratta di incarico per modo di dire perché a dirigere la baracca proponendo sagre di pani cà meusa, purpu maiulinu e di pani cù sardi salati, sarò sempre io". Ma accadde come si suole dire che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi per cui la giovane signora, possibilmente avvocato e di buona e conosciuta famiglia ritenne di operare "a prescindere dalla tutela" ,al punto che ebbe anche la sfrontatezza di invitare nell'occasione dei lavori di una Commissione consiliare ,perfino gli odiosi ed odiati comunisti. PoPi ,appena ne ebbe notizia, fu assalito da un conato d'ira al punto di decidere di darsi alla macchia e girovagare tra le contrade di Baddacera e dà Cammuca gridando come un viteddu orfanu .Ma per fortuna non fu lasciato solo perché ebbe l'amorevole assistenza di 'Ntrea ,Tandem, Jhonny 1 e Jhonny 2 ,mentre il Nostro per non farsi riconoscere da PoPi che lo inseguiva gridando vendetta ,si mimetizzò al punto da togliersi perfino quel baffo che lo faceva tanto Adolfo o .se vogliamo. il più a noi vicino Giorgio Almi che lo aveva opportunisticamente ammaliato. Ovviamente ,dopo il perdono, si pose il problema della sostituzione.Il Nostro aguzzò l'ingegno e avendo in famiglia un germano assai noto sia nella prima che nella seconda repubblica ,persona capace ed attiva e che sapeva far di conti, lo convinse ad accettare l'incarico . Il germano, in verità, non era molto convinto . Conosceva bene PoPi per averlo visto all'opera mentre tra una tragedia e l'altra,ordiva le sue vendette coltivando ed accrescendo i suoi traffici energetici e policentrici senza disdegnare percacci sotto forma di inviti sbronzanti e di allegre compagnie .Ma il germano si rivelò per quello che era: autonomo, decisionista,efficace, riluttante ai condizionamenti. In una parola un leader .E PoPi ,abituato ai signorsi' dei tanti lecchini che lo circondavano( e oggi ancor di più lo circondano) ,ritenne che a quella NON collaborazione bisognava porre fine . E cosi' fu nel senso che licenziò il germano . Il Nostro umiliato deriso e sopratutto ridicolizzato, gridò vendetta. Incontrò, chiese aiuto e sostegno, propose strategie,tentò alleanze per il futuro che avrebbe dovuto far cadere il tiranno e lui, vincitore, sostituirlo . E il momento arrivò. Preparò ben 5 legioni che ,però, si dimostrarono ben presto una specie di super armata brancaleone e con queste si lanciò nella battaglia .Ma gli fini' come al console Varo quando affrontò i barbari e fu annientato .A questo punto voi vi chiederete: " E che fece,allora, il Nostro? Si ritirò nei suoi appartamenti?Si fece ospitare dai monaci del santuario di Romitello? Si cosparse il capo di cenere chiedendo perdono per tutte le sue nnumerevole minchiate ?" Si, si cosparse il capo di cenere ma per andare a Canossa ,cioé da PoPi, chiedendo perdono e mettendosi ancora una volta a disposizione . E il Riesumato rivinse e non solo lo perdonò ma come per la prima volta gli concesse l'agognato assessorato di cui il Nostro aveva bisogno come l'aria che respira, come l'acqua per dissetarsi, il calore per sentirsi vivo , ancora potente, ancora baldanzoso non convincendosi che c'é un tempo per tutte le cose per cui ,ormai ,non é più tempo .Ma anche questa volta dovette delegare e delegò.E come l'assassino che ritorna sul luogo del delitto anche questa volta trovò una giovane , gradevole ,presentabile signora .Discreta, seriamente impegnata ,convinta di potere essere utile alla sua e nostra comunità.Ma il Nostro scalpitava, mordeva il freno ,non poteva più aspettare .Avrebbe dovuto trovare subito una sostituzione ,un prestanome.E più che UN prestanome,oggi, ne trovò UNA non solo per il nome ma anche per il cognome. Trattasi di inerme ed incolpevole giovinetta sottratta agli studi e ai giochi tipici dell'età, immessa in un gioco più grande di lei.E che dio gliela mandi buona. Il Nostro ,che in una eventuale catalogazione potrebbe essere presentato "come soggetto sofferente e in grave ed acuta crisi di astinenza di Potere " é in attesa di tornare all'opera avendo agognato il momento in cui ridarà vita alle sagre di pani e panelli, muffuletta, cassateddi ed ora che siamo vicini alle feste natalizie anche quella ri cucciddata. La storia non finisce qui' ma noi assumiamo solenne impegno di raccontarvi anche la seconda ,e perché no, terza puntata .Comu all'opra ri pupi
Toti Costanzo
martedì 19 novembre 2013
GIANNI DI TRAPANI ,UOMO POLITICO ,DI SCUOLA E DI FEDE CI HA LASCIATI E CON LUI SE NE VA UN PEZZO DI STORIA DELLA NOSTRA CITTA'
Giovanni Di Trapani, Gianni per tanti di noi, aveva qualche anno in più e non solo per questa ragione non abbiamo vissuto insieme
l’esperienza culturale della FUCI di Partinico ma perché lasciò ben presto la
nostra città per frequentare l’Università di Piacenza una della più
qualificate nelle scienze agrarie sul
piano nazionale dove consegui’ la laurea in Agronomia. Capitammo insieme, ma non ricordo in quale particolare occasione ,dopo che avevo appena conseguito la maturità nel Liceo “G.Garibaldi “ della nostra città
e non avevo chiaro in quale facoltà iscrivermi . Non manifestavo grande propensione
per le materie cosiddette scientifiche anche se mi affascinava la vita in tutte
le sue articolazioni ,specie quella che animava il mare, i grandi laghi ,le
distese immense delle foreste ,la nostra terra .Durante
gli studi avevo acquisito una buona capacità nello scrivere, una propensione
alla creatività ,una certa capacità a rappresentare tant’è che ,ancora al Ginnasio, fui coinvolto nella redazione di un giornalino scolastico ,“La Zanzara ”,che ebbe
breve vita .Ad animarlo colleghi più avanti negli anni quali Vito Cossentino,
Benito Console ed altri.Fu facile a Gianni convincermi di scegliere Scienze
Agrarie ed iscrivermi alla facoltà di Palermo . Laddove oggi si distende la
città Universitaria , all’epoca esisteva soltanto il nostro Istituto con
annessa azienda agricola dove si sperimentava e si studiava duro. Un Istituto immerso nel Parco d'Orleans che ci impegnava dalla mattina alla sera , seriamente ,e con obbligo alla
frequenza pomeridiana dedicata ai laboratori e dunque alla ricerca . Fu all’inizio
del 1963 ,e dopo le grandi
manifestazioni popolari ed il digiuno di Danilo del settembre del ’92 ,che iniziava
a prendere seria consistenza il
progetto per realizzare la Diga
sullo Jato e di conseguenza la
Cassa per il Mezzogiorno con i suoi funzionari incominciava con
gli espropri dei terreni che ,costruito la sbarramento,sarebbero rimasti sott’acqua
e per sempre. Si trattava,a detta degli esperti ma soprattutto a detta di
Gianni che era stato nominato tecnico del Consorzio degli espropriandi ,dei
migliori terreni le cosidette “zotte” ,molto fertili i cui vigneti producevano
un’uva e un vino d’eccellenza .Il
Consorzio promosso dalla Coldiretti ,la potente organizzazione contadina nelle
mani della D.C. ,aveva il compito certamente d‘impedire che quelle terre
fossero sottratte ai piccoli proprietari per quattro soldi ma soprattutto
costituiva una massa di manovra contro Danilo e i Partiti della sinistra locale
che lo sostenevano insieme alla Camera del Lavoro di Turiddu Termine, che
quella diga avevano da sempre osteggiato . Perché la diga non significava
soltanto lavoro ma sindacalizzazione operaia ,diritti e salari certi e non per
pochi anni e, quindi, la nascita, assai probabile , di una “classe operaia ”
,quella degli edili, che avrebbe sicuramente irrobustito elettoralmente il
Partito Comunista di Partinico .E con la diga anche l’acqua e con l’acqua la
“rivoluzione” verde cioè la profonda
trasformazione delle campagne con la articolazioni colturali ,l’incremento del
commercio e la nascita di una nuova stagione dello sviluppo e di un nuovo ceto
sociale che avrebbe potuto chiudere definitivamente con quella del lavoro
condizionato,limitato, precario . Il lavoro dei cosidetti cantieri regionali
,unica valvola di sicurezza sociale cui faceva ricorso il governo regionale,
nella mani democristiane, per tacitare la gran massa dei disoccupati costretti
ad un lavoro precario ed umiliante ma linfa per ricattatori politici (un po’
quello che avviene oggi con la sindacatura LoBiundo) che vi affondavano
letteralmente a piene mani .Tuttavia il Consorzio degli espropriandi ,alla cui
Presidenza era stato chiamato Gaspare Centineo , veniva bollato da Danilo e dai
Partiti della sinistra come strumento di cui si serviva la mafia per impedire
la costruzione della Diga. Gianni mi propose una collaborazione avendo
approntato una struttura tecnica in via Cavour che assisteva i piccoli
proprietari espropriandi. Fu durante quella esperienza , seppur breve (avevo
già iniziato a insegnare educazione fisica proprio nella scuola media
“Privitera”, ‘a scola du’ Carminu )
che presi coscienza dell’esistenza di un mondo, quello contadino, complesso,
problematico ,conservatore,carico i bisogni ma elemento fondamentale per
l’economia del nostro territorio . Una grande massa ideologicamente ostile al “comunismo”
e che di li’ a poco ,con la sofisticazione e con la conseguente distillazione ,sarebbe
stata negativa protagonista del più grave fenomeno economico-sociale della
storia della città che l’avrebbe sconvolta fin dalle fondamenta ingrassando la
mafia locale e a quella parte della politica cittadina di governo che si
trasformava in elemento di corruzione e d’inquinamento grave delle coscienze.A questo processo non contribui’ Gianni Di
Trapani cosi’ come da sempre fu
distante dalla mafia e per la sua formazione
e per la sua nota intransigenza morale e coerenza anche se profondamente organico
a quella DC sagniachinara nota per
una concezione fondamentalista della politica intesa quale crociata permanente
nei confronti del “comunismo” che contrastava, ad esempio, con la laicità
manifesta di Pino Avellone che di quella DC fu espressione e parte
preponderante per tanti decenni successivi .E di quella DC Gianni Di Trapani fu
consigliere comunale , assessore e poi Sindaco. E la difesa dei coltivatori ,
di questo mondo che era anche il suo e dal quale proveniva e al quale era
profondamente legato e con il quale manteneva forti rapporti anche politici Gianni
la manifestò , da Sindaco, nell’occasione di una delle tante proteste che la
categoria portava avanti in quegli anni nel rivendicare diritti e sostegno .
Indimenticabile quando si mise alla testa dei coltivatori e li convinse che
sarebbe stato anche necessario bloccare la linea ferroviaria perché la voce dei partinicesi, la protesta
dei contadini del sud ,potesse arrivare là, dove non arrivava il ragionamento,
il convincimento ,la politica. Ricordo ,come
da comunisti ed avversari ,ci sconvolse l’idea che lui da Sindaco
democristiano ,potesse assumere contemporaneamente il ruolo di governo e di
lotta ,quest’ultimo da sempre prerogativa del nostro Partito .Gianni fu un
grande organizzatore ,dinamico e creativo .E queste sue doti più che nella
politica che aveva le sue regole ed anche i suoi impedimenti , li manifestò
nella scuola dove ,non condizionato da lacci e laccioli ,fu straordinario e
dilagante organizzatore. Fondò l’Istituto per l’agricoltura con annessa
azienda agricola per la sperimentazione in località Bosco Falconeria ,un
esempio concreto e moderno di scuola a reale sostegno della vocazione del
territorio . In questa sua scelta lo sostenemmo anche come comunisti in
Consiglio comunale convinti ,come lui ,che a Partinico non c’era necessità di
altre “fabbriche” : bastava quella “verde”
quella che disponeva di tutto e cioè la terra, la sua vocazione
soprattutto alla vitivinicultura , l’esperienza secolare dei nostri contadini. E
dell’agricoltura fu anche studioso pignolo ma competente . Non posso
dimenticare uno studio approfondito che ebbe a realizzare sulla nostra economia
agricola e che presentò anche al Consiglio comunale di Partinico perché
diventasse patrimonio di tutti e non solo di una sola parte politica , la sua,
che non sempre lo sostenne e lo valorizzò soprattutto come tecnico e studioso. E
fu tantissime altre cose . Fu uomo politico, di scuola, di fede .Fu anche il mio Preside in un anno in cui insegnai
in quella scuola. Mi disse :”Toti ,voglio che i miei e tuoi alunni possano avere
un’opportunità che non tutti ,nella loro vita futura, potranno avere”. E alle
Terme di Alcamo diramazione i ragazzi dell’Istituto ,per sua volontà
,imparavano a nuotare mentre all’esterno il termometro segnava anche 15 gradi .Una
cosa impensabile in una scuola partinicese largamente e diffusamente
bacchettona oltre che culturalmente arretrata e conservatrice
Caro Gianni Di Trapani leale
avversario politico, tenace difensore delle tue idee e dei tuoi progetti spesso
avveniristici ,ti porgo il saluto dei comunisti partinicesi .
Toti Costanzo
mercoledì 13 novembre 2013
MIA NONNA, SE L'AVESSE CONOSCIUTO, AVREBBE DETTO: Chi facci di ribusciatu! Ma comu nun ci cari a facci 'nterra..
Nel giro di un decennio ha superato tutti i record di saltatore di banchi . Ha perfino tolto il record che deteneva saldamente Saro Trombetta che di salti ne ha fatto tanti. Ora ,finalmente, insieme ai suoi innumerevoli quanto interessati scudieri cui si é aggiunto, di recente , un altro cameriere di livello (a proposito: uno dei suoi antichi scudieri, in particolare ,da persona per bene che era si é recentemente trasformato in un piccolo killer di periferia. D'altronde cu pratica 'u zoppu...) pensa come continuare a fottere il prossimo .D'altronde é' l'unico mestiere in cui si é esercitato da sempre .Un mestiere , dunque,che conosce assai bene.
Abbiamo ricevuto un montaggio, da un anonimo, che lo ritrae pensoso nel senso che sembra pensare quando tutti sanno che l'unica cosa che sa ben fare é allearsi con il rituffo della della cosidetta politica e degli affaristi locali ,e non solo ,per costruire imboscate, brigare, congegnare tragedie ,minacciare ,dare l'assalto ai Partiti che per lui altro non sono se non dei contenitori da riempire di vergogne servendosi anche di riciclati ,opportunisti e varia umanità pur di costruirsi un futuro . Ma si', sorridiamo anche se dobbiamo correggere il vignettista. Di lui tutto si può dire tranne che sia " un bambino distratto". Altro che bambino, altro che distrazione ! Iddu avi 'a cura longa comi 'i surci .Ebberu Vitu' ?
L'ULTIMA GAFFE DEL SINDACO LO BIUNDO. L'ALUNNO DISATTENTO PRENDE RIPETIZIONI DALL'ASSESSORE REGIONALE MARINO
Recita un comunicato odierno del Sindaco Lo Biundo: "Sui rifiuti le amministrazioni potranno procedere all'approvazione degli ARO (Ambiti di Raccolta Ottimale) anche senza la costituzione formale delle SRR. E questo l'esito dell'incontro di ieri tra l'assessore regionale all'Energia Nicolò Marino, l'Anci Sicilia e una rappresentanza dei sindaci siciliani." C'è voluta una lezione di riparazione, ma DOPO 6 MESI finalmente il Sindaco ha capito!!Peccato che, come si evince da questa circolare pubblica mandata a tutti i sindaci dell'isola,tutto ciò gli fosse stato comunicato già a MAGGIO DEL 2013.Il voto all'alunno Salvo Lo Biundo lo lasciamo dare a voi E comunque speriamo che adesso sappia almeno come mettere in pratica il concetto appreso!
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lunedì 11 novembre 2013
GLI ABUSI AMMINISTRATIVI DEL SINDACO DI PARTINICO. FIRMATO RIFONDAZIONE COMUNISTA? NO , FIRMATO DOTT. LEO RUSSO RAGIONIERE GENERALE DEL COMUNE
C'E' UNA NOTA DEL RAGIONIERE GENERALE DEL NOSTRO COMUNE DEL 24 OTTOBRE E INVIATA AL SINDACO, AL SEGRETARIO GENERALE ,AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE ,AL PRESIDENTE DEI REVISORI DEI CONTI E ALLA CORTE DEI CONTI DI PALERMO CHE RAPPRESENTA UN VERO ATTO DI ACCUSA NEI CONFRONTI DEL SINDACO LO BIUNDO E DELLA ALLEGRA , SCONSIDERATA ,OPPORTUNISTICA,INTERESSATA, DISSENNATA ,FAMILISTICA GESTIONE DEL BILANCIO COMUNALE .STRANAMENTE IL DOCUMENTO NON HA AVUTO ALCUNA EVIDENZA POLITICA ANCHE SE IL CIRCOLO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA DI PARTINICO, APPENA NE E' VENUTO IN POSSESSO ,HA INVIATO UN COMUNICATO , CHE PUBBLICHIAMO , ALLA STAMPA CITTADINA .
L'INVITO A LEGGERE IL COMUNICATO NON SCATURISCE DA UNA NARCISISTICA NECESSITA' DI ESPOSIZIONE MEDIATICA DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE DI CUI PER NOSTRA FORTUNA NON SIAMO AFFETTI, MA DALLA NECESSITA' DI FAR COMPRENDERE A CHI HA ANCORA UN BRICIOLO DI DIGNITA' A QUALI PERSONAGGI E' STATA RIAFFIDATA LA VITA DELLA NOSTRA CITTA'.
In sintesi da quanto scrive il Ragioniere Generale emerge che il Sindaco :
-viola la legge sulla trasparenza che vuole il pagamento dei mandati secondo un ordine cronologico e non certo con discrezionalità che la legge non consente ;
-impone alla Ragioneria generale ,attraverso l'uso di inusuali ordinanze,di emettere mandati di pagamento PRIMA DELLA STESSA LORO SCADENZA (é il caso del mandato di 400 mila euro all'ATO PA1) ;
-ricorre alle anticipazioni di tesoreria col rischio di portare il Comune al dissesto economico;
- che nel nostro Comune si manifesta al 31 dicembre 2013 un saldo negativo di almeno 2 milioni di euro mettendo a rischio il pagamento degli stipendi e delle indennità per i dipendenti e per gli amministratori col relativo danno erariale.
Saremo curiosi di conoscere la risposta non certo quella del Sindaco che essendo un noto "falsario" racconterebbe una bugia ulteriore cui suole ricorrere, ma quella del Segretario comunale, del Presidente dei Revisori dei Conti ,dott. Lo Baido, mentre siamo certi che il Presidente del Consiglio comunale porterà alla discussione la nota citata. Alla Corte dei Conti , ma anche al Prefetto di Palermo anche noi ci faremo carico ,come Partito ,di chiedere un pronunciamento su tutta la vicenda .
Sala Rossa

L'INVITO A LEGGERE IL COMUNICATO NON SCATURISCE DA UNA NARCISISTICA NECESSITA' DI ESPOSIZIONE MEDIATICA DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE DI CUI PER NOSTRA FORTUNA NON SIAMO AFFETTI, MA DALLA NECESSITA' DI FAR COMPRENDERE A CHI HA ANCORA UN BRICIOLO DI DIGNITA' A QUALI PERSONAGGI E' STATA RIAFFIDATA LA VITA DELLA NOSTRA CITTA'.
In sintesi da quanto scrive il Ragioniere Generale emerge che il Sindaco :
-viola la legge sulla trasparenza che vuole il pagamento dei mandati secondo un ordine cronologico e non certo con discrezionalità che la legge non consente ;
-impone alla Ragioneria generale ,attraverso l'uso di inusuali ordinanze,di emettere mandati di pagamento PRIMA DELLA STESSA LORO SCADENZA (é il caso del mandato di 400 mila euro all'ATO PA1) ;
-ricorre alle anticipazioni di tesoreria col rischio di portare il Comune al dissesto economico;
- che nel nostro Comune si manifesta al 31 dicembre 2013 un saldo negativo di almeno 2 milioni di euro mettendo a rischio il pagamento degli stipendi e delle indennità per i dipendenti e per gli amministratori col relativo danno erariale.
Saremo curiosi di conoscere la risposta non certo quella del Sindaco che essendo un noto "falsario" racconterebbe una bugia ulteriore cui suole ricorrere, ma quella del Segretario comunale, del Presidente dei Revisori dei Conti ,dott. Lo Baido, mentre siamo certi che il Presidente del Consiglio comunale porterà alla discussione la nota citata. Alla Corte dei Conti , ma anche al Prefetto di Palermo anche noi ci faremo carico ,come Partito ,di chiedere un pronunciamento su tutta la vicenda .
Sala Rossa
COMUNICATO STAMPA
Sintetizziamo una nota ,senza aggiungere alcun nostro commento , che
il Ragioniere Generale del Comune di Partitico ha inviato in data 24 ottobre al
Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale e al Segretario Generale .
In sintesi il dott. Leo Russo
scrive:
- che il sindaco di Partitico nel procedere con
l’emissione di pagamento dei mandati per
le forniture e per le prestazioni piuttosto che utilizzare il giusto criterio
del seguire l’ordine cronologico ricorre al principio della deroga e dunque ad
una assoluta sua discrezionalità ;
-che “in ordine alla riscossione ( dei tributi -ndr) si fa presente che le stesse
no vengono attenzionate e realizzate per cui per far fronte al deficit di cassa
SI E’ DOVUTO RICORRERE A CONTINUE ANTICIPAZIONI DI TESORERIA “.Tale
anticipazione comporterà chiaramente uno squilibrio di cassa che dovrà essere regolarizzata ENTRO IL 31
DICEMBRE per non chiudere la cassa in
negativo e mettere il Comune NELLA
SITUAZIONE DI QUASI DISSESTO ;
-che le somme che si prevedono incassare al 31
dicembre rispetto alle necessità del
Comune danno UN SALDO NEGATIVO DI 2 MILIONI DI EURO col rischio di non potere procedere al pagamento degli stipendi ,delle indennità
e oneri previdenziali ed assistenziali
del personale dipendente e degli amministratori per i mesi di novembre e
dicembre e tredicesima e altre spese
obbligatorie quali luce, telefoni etc.;
-che “ nonostante l’Ente non abbia incassato un centesimo dalla stessa (
tassa sui rifiuti- ndr) sono state
comunque liquidate e mandatizzate,SU SUA ESPRESSA DISPOSIZIONE IN DEROGA,
all’ATO fatture per 2.998898,90 euro“
-che ,non trova alcuna
giustificazione “l’inusuale ordinanza
sindacale “ con la quale il Sindaco ha imposto all’ufficio di ragioneria l’emissione
anticipata di un mandato di pagamento del 10.9.2013 e di 400 mila euro all’ATO
PA 1 allo scopo di giustificare la situazione gravissima creata a Partitico dai
disservizi della Società . Ciò perché
viola l’art. 5 punto 1 del contratto tra Società servizi comunali integrati e
il Comune che dispone di 60 giorni per il pagamento della fattura ,che nella
fattispecie sarebbero scaduti l’11 novembre senza che la Società avesse da recriminare
ma perché, anche in assenza di mandato
di pagamento trattandosi di Società per
azioni, questa non possa INTERROMPERE IL SERVIZIO “ né
tanto meno che debba essere il Comune a ricorrere alla propria anticipazione di
tesoreria per fare fronte alle loro spese”.
-che per tutte queste ragioni
esposte il Ragionerie Generale del Comune cosi’ conclude la nota: “ Tutto quanto premesso, trattandosi di UN ORDINE INUSUALE che viene impartito a un dipendente non posso che procedere al pagamento del
mandato ma considerato che da questo NE
SCATURISCE UN DANNO ERARIALE questo
Ufficio è obbligato a trasmettere tutti gli atti alla competente sezione della
Corte dei Conti “
In ultimo ricordiamo il famoso slogan elettorale del riconfermato (purtroppo per noi) sindaco Lo Biundo, che come un'eco assordante ritorna alla mente ogni qualvolta ci fermiamo ad osservare le strade piene di rifiuti con conseguente proliferamento di topi, gli studenti senza buoni per i libri, la distilleria Bertolino che spadroneggia indisturbata, quartieri senza acqua, spazi verdi abbandonati, casse comunali sempre più vuote ma senza un minimo di servizi per i cittadini ecc ecc. Lo slogan era "continuità e stabilità per combattere la crisi". Qualcuno c'ha pure creduto.
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE
COMUNISTA
CIRCOLO “Peppino Impastato”
DI PARTINICO 8 ott. 2013
lL SEGRETARIO IL PRESIDENTE
lL SEGRETARIO IL PRESIDENTE
Giacomo Minore Toti Costanzo
giovedì 31 ottobre 2013
La vera storia di Totò Ballerina
PUBBLICHIAMO UN VIDEO A CURA DEL CIRCOLO DI RIFONDAZIONE "PEPPINO IMPASTATO DI PARTINICO " E DEI GIOVANI COMUNISTI
mercoledì 30 ottobre 2013
A PARTINICO E' RINATO, DA ANNI ,UN VECCHIO SPORT DISONESTO E MISERABILE
C’è uno sport disonesto e miserabile cui è dedito da oltre cinque anni
il sindaco di Partinico con l’accompagnamento di una banda di voraci predatori
che come diciamo dalle nostre parti “vannu
circannu scecchi pi’ livaricci ‘i
crapisti”. In una parola da alcuni anni si è solidamente insediata nel
nostro Comune una vera e propria banda di ricattatori che usa il governo della
città per punire gli onesti e gli scomodi , far avanzare gli amici e i
compiacenti, arricchire fannulloni e speculatori,costruire carriere di
circonvicini , avviare alla illegalità
schiere di soggetti che questa nostra società ha prodotto in tale abbondanza da
far impallidire la cosidetta vecchia,prima
Repubblica . A condizione,però,
che costoro si sottomettano ai voleri di tali masnadieri .Chi come me ha
lunga memoria ,ricorda bene i guasti che hanno provocato sulle coscienze e sul
tessuto economico e sociale della nostra città pezzi della vecchia dicci’
spalleggiati e contornati ,per decenni, da esperti saltimbanchi spregiudicati
che costruivano Partiti e con la stessa disinvoltura li disfacevano , pseudo
riformisti attaccati più ai soldi e agli
affari di famiglia che ai valori .Una vera banda di predatori dediti anche al
furto politico , alla corruzione, al ricatto , ai condizionamenti. Ho visto schiere di
famiglie di tradizione comunista che si prostravano per una promessa, per un
posto alle Poste, nei cantieri di lavoro , bidelli nelle scuole e trasformarsi ,in
tal modo, in galoppini elettorali pur di sbarcare il lunario e mantenere le
famiglie:Ma barattando la propria coscienza .Ho visto giovani che il giorno
prima manifestavano accanto a noi per le ingiustizie e la privazione dei
diritti e il giorno dopo scomparire per ricomparire candidati nelle liste della
D.C, del PRI-PSDI,nel PSI ,nel PLI. La contropartita? Un posto al Comune ,alla Provincia,
alla Regione, in una qualsiasi ente pubblico o privato . Ho visto soffrire galantuomini
come il professore Salvatore Bonni’,lontano mille miglia dalla nostra visione
della società ma uniti nell’affermare e sostenere i principi della decenza e
della dignità dell’uomo,per un Partito il suo MSI che come il nostro PCI veniva ogni giorno di più dissanguato da tali
bande di predatori senza scrupoli ,ingordi e spesso anche falliti che ,però,
tenevano nelle mani delle bandiere di cui si erano appropriati per costruire
fortune, gestire ricchezze, fare soprusi ,violentare coscienze .Ho visto la
vergogna di un potere politico che ha avuto la spudoratezza di distruggere gli
stucchi del Serpotta presenti nell’ex Oratorio di Piazza Garibaldi,umiliare
cancellandole, strade acciottolate e cassaru
abbalatatu, abbattere palazzi storici,usare le strutture pubbliche per
consentire l’incremento dei processi della sofisticazione del vino che fece
grande e ricca la mafia di Partinico e le sue appendici politiche , cementificare pezzi sempre più
consistenti di “giardini”che
producevano gli agrumi più odorosi della nostra Valle.Ho visto costruire in una
pubblica piazze non solo gli attuali locali che ospitano le Poste ,ma strutture
in legno divenute nel tempo veri e propri stabili manufatti per la vendita di intrugli vari a dimostrazione di
come il Potere ,se vuole, consente ai privati di appropriarsi della
qualunque e da li’ iniziare processi affaristici . Ho visto
piangere compagni che chiedevano il nostro silenzio, che facessimo violenza a
noi stessi e alle ragioni politiche che ci sostenevano “perché
solo col vostro silenzio, compagni, mio
figlio/a/nuora/nipote potrà avere QUEL posto
di lavoro”. E assai spesso e per tali ragioni abbiamo taciuto . Il lavoro
prima di tutto, anche se lavoro sporco ,lavoro spesso costruito facendo
violenza alle leggi dello Stato e abdicando alla propria dignità di uomini . E
quando la vergogna era fin troppo evidente per cui tacere non era possibile ci
scagliavano contro coloro che attendevano il favore illegale . Ci dicevano: “ Miserabili Comunisti, per colpa vostra non
ho potuto realizzare il mio progetto. “ E il progetto era sempre qualcosa
che violentava leggi e coscienze.Non è stato cosi’ , di recente, per la ex Policentro
spacciata per lavoro ed occupazione ? E quando abbiamo sollevato la vergogna
delle strisce blu non ci misero contro qualcuno di quei giovani bisognosi di lavoro che attraverso
un’ennesima vergogna perpetrata da altri speculatori ed affaristi avevano la
speranza anche di un lavoro precario? E non sarà cosi’ per l’occupazione
,ancora una volta e dopo decenni, di un nuovo pezzo di piazza pubblica in
dispregio di leggi e regolamenti?E la vicenda della nomina ILLEGALE del Comandante della Polizia Municipale ? E
la vendita PILOTATA di pezzi di beni
pubblici a privati speculatori? Ed è possibile che un cittadino che ha
costruito abusivamente in area sottoposta a vincolo archeologico non ottiene la
sanatoria mentre altri possono costruire senza problema
alcuno?E gli interessati che hanno avuto favori ,o li attendono , non ci
diranno che siamo sempre i soliti miserabili comunisti cà nun si fannu mai i cazzi riddi ?
Tutta questa VERGOGNA SI STA RIPROPONENDO ALLA STESSA IDENTICA MANIERA COME SE NON
FOSSERO PASSATI DECENNI DURANTE I QUALI ERAVAMO CONVINTI CHE A PARTINICO,
ALMENO SU QUESTO, SI ERA DEFINITIVAMENTE VOLTATO
PAGINA. .Non con Lo Biundo, erede di quella stagione di vergogne ,però, perché si continua ad usare violenza,
prepotenza,illegalità .Perché ogni posto di lavoro costruito sull’abuso, ogni
favore in dispregio delle Leggi deve
essere ricambiato .Come ? In tanti modi ma nel più classico dei modi :ritrovando i
favoriti o i loro prestanome tutti nelle sue liste . Tanto per fare qualche esempio : :in una lista ne troviamo al numero l e al 19;
in un’altra ai nn. 13,14,20,29;in altra ancora al n. 28;e poi in altra al n. 9,11,26
.
QUESTO SI CHIAMA REATO DI VOTO DI SCAMBIO. MA QUESTA VOLTA TUTTO NON
SARA’ COME PRIMA
Toti Costanzo
venerdì 25 ottobre 2013
LETTERA APERTA AL CARO COMPAGNO SAL -SOTTOTITOLO: LA PARABOLA DEL FIGLIOL PRODIGO 'A' PARTINICOTA
La raccolta delle olive è una
tradizione che si rinnova nei secoli e
ti riconcilia con il sole, la natura,la madre terra. Ti dice del lavoro dei
contadini,lavoro duro e spesso ingrato perché quando le avversità si abbattono
sul prodotto,come è accaduto quest’anno, è una tragedia per una famiglia che di
quello vive. Ma durante la raccolta i dilettanti possono correre il rischio di
finire al pronto soccorso per una impertinente
foglia che ti è andata dentro l’occhio. Una settimana di prognosi, gocce e
goccine e si ringrazia il creatore se la cosa finisce li’. Dunque ti si
proibisce l’uso del computer e ti si costringe
ad una obbligatoria inattività con la gioia dei nostri innumerevoli (tanti
nemici ,tanto onore!) detrattori che assai probabilmente dicono : “Minchia, finalmente a chiddu ca stà rarré a scrivania ci finiu a
schifiu.”.Fai gli scongiuri, ti tocchi abbondantemente e ripetutamente e
,alla faccia di trombe , trombette e trombettieri vari a pagamento o a titolo
gratuito, riprendi con più voglia di prima.Ma sei , comunque, costretto ad una settimana
di inattività mentre tu ti trovi davanti
ad una sconvolgente notizia . Una notizia che attendevi da troppo tempo nel senso che eri
sicuri che si sarebbe presentata . Mi scrive un caro amico appena ne è venuto a
conoscenza: “Ti ricordi? E’ stato come
quando entrò nell’UDC perché lui entra ed esce con assoluta disinvoltura.Tanto
che gli costa?Ed io nell’UDC , allora, c’ero ,dunque, parlo on convinzione di causa! ” . Non comprendo immediatamente il
senso del messaggio ma poi certamente si . Ma ,appresa la notizia, vorresti subito scrivere la lettera aperta al
“Caro compagno Sal”. Aspetto qualche
giorno ed oggi la posso finalmente “varari”.
“Caro compagno Sal, mentre le
lacrime sgorgavano copiose per una impertinente foglia, sicuramente teleguidata
e al servizio dei tuoi tanti lecchin-zuini-sciaquin che girano nella nostra città anche con
permesso di soggiorno e che aveva stimolato una forte lacrimazione, “la notizia” mi provocò una forte,ulteriore emissione come
quando secondo la ben nota teoria di Ivan Petrovic Pavlov scopritore del
riflesso condizionato, al cane gli si mette davanti il cibo per cui aumenta
notevolmente la sua salivazione . E furono talmente tante le lacrime versate ,al
punto che i miei furono costretti a collocarmi sotto il mento un’apposita
bacinella che si riempiva come quando le acque degli otto cannola fuoriescono copiose
dall’antica sorgente “d’u lagu” anche
se oggi ridotta ai minimi termini dai
saccheggiatori e saccunara vari ,una vera e propria orda barbarica che si è susseguita quasi senza alcuna soluzione di
continuità dal dopoguerra ai nostri giorni e di cui tu ,è noto , sei rimasto il più felice esemplare oltre che attivo ed efficace erede .L’orda, inalberando
uno scudo con croce al grido di “Dio è
con noi”, fece terra bruciata di dignità,democrazia, diritti,monti,fiumi,laghi,
colline,giardini. Dunque ,caro compagno , credimi perché le mie sono state lacrime di dolore
ma anche di gioia che hanno messo in
moto un complesso fenomeno secretomotore .Quelle lacrime ,se richiesto, le
avrei anche bevute in tuo onore che da buon figlio prodigo,o del figlio perso e
ritrovato, finalmente ritornavi alla “casa”, alla nostra comune casa cioè quella dei galantuomini
Pertini ,Matteotti,Riccardo Lombardi, Matteo Provenzano, Nanà Lo Bianco,Turiddu Termine,Cola Geraci con la storia dei quali tu, con tutto rispetto c'entri come i cavoli a merenda .Ma tutto questo ormai non c'entra più perché ora tu sei con noi .Hai vagato, hai sofferto, cercavi la luce e luce fu Ma come nella Parabola ,in questo tuo girovagare ,fosti ridotto alla
fame e per sopravvivere costretto a fare
il mandriano di porci fino a quando non hai
deciso di ritornare al padre. E la tua strada fu irta di non poche difficoltà.
Incontrasti Ciccio Nico (finito all’Ucciardone ) ma lo lasciasti quasi subito.Il tuo
senso smisurato di coltivatore diretto del culto della legalità ti faceva da guida e dunque non potevi
che prostrarti ai piedi del nostro Totò ,prematuramente scomparso ma sempre con
un piede dentro ed uno fuori per ,poi, transitare ricevendo affetto ed
anche altro ,verso l’euro-scambio Antonello 1° ;indi con Totò Regina Coeli e Sciaverio de Roma ,poscia
con Antonello 2° inteso cinicotivvù ,con Beppe “Legalità and
coffee break” e, finalmente, con Saro Trombetta campione olimpionico di
saltabanchismo ed espressione della più alta e raffinata concentrazione di trasformistico
uso del Potere mai visto fin dai tempi dei romani .Un
personaggio che hai subito venerato perché trovavi in lui di tanto bello quel
che da sempre avevi cercato : potere,potere in tutte le salse, a tinchité, a
go-go, a m…..cutulata. Oggi ritorni al padre .Mi dicono ,ma non ci credo ,che ritorni da Peppone , Mike 1 e
Mike 2,acqua Azzurra acqua Chiara.E ci ritorni con i vari Totoneddi, Mummineddi,
Mimmuzzi,Vituzzi, Pippineddi, Vincenzini,Narduzzi .Che colpo magistrale se cosi' é ! No non ci credo, non posso .Prima ti sei
rimesso nella mani la città ed ora avrai, tutti dicono sicuramente, il domino del novello Partito Democristiano di Partinico . E quelli di prima, quelli di sempre? Chi li conosce bene dice :"Tranquilli ,si metteranno d’accordo quanto prima,pacificheranno, equilibreranno e spartiranno facendo esattamente come farà Saro Trombetta all’ARS :un bel rimpastino,
una bella vicesindacatura ( meglio se al femminile ) , una candidatura a
sindaca alla scadenza del secondo mandato e tutto va a posto .Non fu quasi cosi’
con Gigia nel 1997? E la storia, forse,
non si ripete anche se con alcune ovvie varianti ? " Fra poco tutti insieme appassionatamente perché , finalmente ,tu ritorni alla casa del
padre.
Dunque, non appena
appresi la buona novella ,chiesi ai miei
di procurare un vitello,un agnello , qualcosa da sacrificare. Niente. Mi venne insperatamente
incontro un mio carissimo amico che mi procurò un povero coniglio selvatico
abbattuto giorni prima in una battuta di caccia, ma già “scorciato”
.Meglio di niente. Ci radunammo insieme a ‘Ntrea un giorno quà e uno là, Wind garden, Jhonny uno e Jhonny due, Peppino Barby,
Vituzzu ex Poli, Filippinofaremo, Gianvi, Totò 331, Jakalby, donna Ely,donna Peppa (assenti giustificati Gioachin,Gero,don Peppe Casa Santa ,Silvia rimembri ancor, Roby, Pierre corsia.) in
un ampio salone messo a disposizione da un’anima pia dando cosi’ inizio al rito
.Ci inginocchiammo “Padre –dcesti assunte le sembianze del figliol prodigo - ho
peccato contro Dio e contro te ,non merito d’essere chiamato figlio .Trattami
come uno dei tuoi servi “ Ma il padre lo interrompe e ordina ai suoi servi
di preparare una grande festa per l’occasione ,uccidendo allo scopo “il vitello grasso” Il primogenito Mike
non capisce perché al fratello dovrebbe essere
riservato un simile trattamento e
ricorda al genitore che lui gli aveva sempre obbedito ma non aveva ricevuto ,sopratutto negli ultimi tempi, nemmeno un capretto per
fare festa con gli amici .Ma il padre rispose .” figlio tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo, ma bisognava far festa e rallegrarsi
perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita ,era perduto ed è
stato ritrovato”.
Mi svegliai .Il buio , fuori,
ancora era fitto. Mi rigirai ma non presi sonno. Avevo sognato? Era tutto vero?
No, non posso crederci .Poi diradato il buio sorge l’alba e la notizia mi arrivò con assoluta certezza. Pensai a quando ,studente del Liceo, si andava insieme
a Mommo Giuliana, Nanni, Nardo D’Orio, Santino Calagna, Paolo Finazzo ,
Salvatore Cintola ed altri studenti-atleti a Palermo allo stadio delle Palme per gareggiare con i colori del nostro “Giuseppe Garibaldi” di Partinico .Ad accompagnarci, il professore Mimi’ Cannizzo e il bidello don Michelino . La
manifestazione sportiva si protraeva fino al tardo pomeriggio. Don Michelino
,durante la pausa, aveva il compito d’accompagnarci in una panelleria e li’
consumare un pasto frugale. A mezza pancia ce ne lamentavamo con il professore il quale
trasferiva la responsabilità su don Michelino che lui definiva tirchio ed appellava
cosi’: “Miché ,ogni vergogna ti onora! “.
Si ,è proprio vero, ogni vergogna li onora.
Toti Costanzo
mercoledì 9 ottobre 2013
LINDA VANCHERI ,ASSESSORA REGIONALE DI TROMBETTA HA MENTITO SPUDORATAMENTE AL CONSIGLIO COMUNALE E ALLA CITTA' MENTRE I BECCAMORTI DELLA POLI, QUELLI VERI, RECITANO IL DE PROFUNDIS
Niente ,la profondità e
l’efficacia dei nostri detti popolari non ha eguali nel mondo. Tu dici: “Nuddu si pigghia ca nun s’assimigghia”.
E comprendi subito il profondo significato di questa espressione popolare .Cioè?Vai
subito ,col pensiero, alla sceneggiata dell'altro ieri durante lo svolgimento del
consiglio comunale “aperto” con all’ordine del giorno la questione delle
ZFU .Un consiglio comunale che come nei film tradizionali
si svolge in due tempi . Nel primo parla perfino Wind All Inclusive Smart .E
tutti col cuore sospeso: che dirà mai dopo cinque anni di sospettosi silenzi?
E
soprattutto ora che ha cambiato anche look? Dirà che ascoltando
gli interventi dei giovani comunisti ha finalmente compreso il vero significato
di “preparazione ,formazione, cultura, eloquio, stile, serietà, impegno,disinteresse,appartenenza,idealità " tutte cose impossibili da imparare alla corte del Riconfermato?” No, dice “ dei
dentini avvelenati che vanno lasciati a
casa” .Oddio , questa dei dentini avvelenati mancava proprio al carnet del
cerchio del Riconfermato quale completamento dell’ampio bagaglio culturale di
cui alcuni tra costoro sono dotati .Nell’intervallo tra il primo e il
secondo tempo ,come quando ragazzi e
durante la pausa nella sala cinematografica passava per nostro diletto il
venditore di calia e semenza ,si lancia in dichiarazioni avventate al porgitore
,perfino “Visto che siamo a Natale faccio
gli auguri di Pasqua “.E ti chiedi: ma come ,è ancora li’ in consiglio? Ma
per fare cosa? Per fare numero? Si ,per fare numero. Numero sempre al servizio
di Lo Biundo che si presenta al solito : prima assai dimesso ,quasi lacrimante ,e
poi sempre più ringalluzzito ed arrogante .Infatti, telefonicamente rassicurato che nel
secondo tempo ci sarà l’arrivo seppur con ampio ma giustificato ritardo dell’assessora
regionale alle Attività produttive portatrice di buone nuove ,Linda Calogera Vancheri
di S. Cataldo provincia di CL, intervenne ripetutamente PER CONTINUARE A
MENTIRE sulla vicenda “Zone” cosi’ come
è abituato a fare per tutte le altre cose e a polemizzare con gli oppositori
non graditi ,meglio se comunisti.E l’assessora non lo ha certamente deluso.Fedelissima
di Trombetta (fu collaboratrice a Gela di Saro) e dipendente della Confindustria di Lo Bello ,Montante (e Lumia) HA
ANCHE LEI MENTITO SPUDORATAMENTE AL CONSIGLIO COMUNALE SOSTENENDO CHE A
SBAGLIARE L’ITER DELLA PRATICA ZFU DI PARTINICO NON ERA STATA LA GIUNTA LO BIUNDO ( vi
rendete conto a quale livello di vergogna siamo arrivati in Sicilia con
costoro?) MA LA
MACCHINA BUROCRATICA DEL PRECEDENTE GOVERNO REGIONALE DI
RAFFAELE LOMBARDO . Facciamo finta di crederle ,ma chi aveva nelle mani la macchina regionale precedente che si occupava della
vicenda e, dunque,avrebbe sbagliato? Udite,
udite: l’ex assessore regionale alle Attività Produttive al servizio di don
Raffaele di cui la “ Procura di Catania ha chiesto la condanna a 10
anni imputato di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio”(Huffigton
Post del 18 settembre 2013), un
tal Marco Venturi .
E Linda Vancheri che ruolo aveva nel precedente governo di don
Raffaele ? “ Linda Vancheri ha affiancato l’ex assessore
alle attività produttive, Marco Venturi, durante il governo Lombardo.” (tratto da SiciliaInformazioni del 25 novembre 2012)
Capite,allora, cu’ ccu nni iuncemu?
Ovviamente per avere la verità basta leggere il Dossier scrupolosamente
preparato dal gruppo consiliare “Cambiamo Partinico” e che anche Sala Rossa ha pubblicato a lato ”.
Per mettere fine a questa pietosa quanto penosa vicenda : se non fosse
stato per la determinazione dei compagni consiglieri sostenuti dai giovani del
Movi 5 Stelle di Partinico e del loro Gruppo parlamentare all’ARS che aveva
da subito incontrato la
Vancheri ( ma va anche dato atto dell’impegno sulla vicenda di
altri gruppi di opposizione consiliare) IL CONSIGLIO COMUNALE NON SAREBBE STATO
MAI CONVOCATO
,LA VANCHERI NON
SAREBBE STATA COINVOLTA NELL’AGGIUSTARE IL TUTTO E IL NOSTRO COMUNE SAREBBE
RIMASTO ESCLUSO.
E per arrivare a questo risultato la Linda
Calogera Vancheri di S. Cataldo provincia di CL e a due passi
da Gela ,per rimediare alle min…ate amministrative ormai a rotazione continua
del Riconfermato , ha dovuto sconvolgere il “mondo”
per tentare di recuperare il tutto .Cosa di cui siamo lieti e ci compiaciamo ,alla
faccia dei BECCHINI QUELLI VERI
(chiamateli ,a vostro piacimento :becchini, necrofori o beccamorti che è poi la stessa cosa).E costoro la Poli l’hanno prima fatta morire ed ora hanno anche il dovere perché di loro esclusiva competenza ,di seppellirla .Perché se la POLI
non si farà non sarà ,certo, per la nostra volontà che conta assai poco ma sicuramente per la loro manifesta
inettitudine ed ingordigia. Costoro avevano nelle mani TUTTA l’area di
contrada Margi, un progetto ILLEGALE approvato da un precedente quanto compiacente Consiglio
comunale e voluto dall’Assessorato regionale gestito da Venturi,oltre che tanti soci
che a questo credevano. CARI BECCHINI PER VOCAZIONE OLTRE CHE PER NOTO MESTIERE
,DOVETE AVERE LA DIGNITA ’
DI DIRE LE RAGIONI, QUELLE VERE, CHE
AD OGGI NON VI HANNO CONSENTITO DI REALIZZARE L’OPERA TANTO SBANDIERATA E TANTO
PROPAGANDATA SU CUI ALCUNI DI VOI HANNO COSTRUITO LE LORO FORTUNE !Dunque nuddu si pigghia ca’ nun si assimigghia: Lo
Biundo e la sua corte insieme a Vancheri ,Venturi e Trombetta , Mimmuzzu e
Vituzzu con una nuova tromba di accompagnamento,don Peppino Barby anche lui ora inteso “Mister Izza”,
purtroppo per noi, sono tutti la stessa cosa .
P.S. Caro Gianlivio ritenendoti persona civile e dialogante reputo giusto
ricordarti se ce ne fosse bisogno e diversamente
da quanto hai dichiarato nell’ultimo Consiglio comunale ,che i giovani compagni
consiglieri comunali e che tu conosci molto bene e che svettano in
Consiglio per impegno e serietà ,sono
eredi di una cultura politica che è ANCHE
E SOPRATUTTO CULTURA DI GOVERNO .Ti ricordo che i Comunisti di Partinico , e loro ne sono degni eredi ,governarono ( e ne puoi essere certo che
ritorneranno a governare) questa città nel 1991,nel 1999,nel 2005 .Esiste una
lunga e articolata documentazione sul loro ruolo nel proporre e costruire . Se vuoi, puoi anche approfondire ..Ovviamente la cultura di governo nulla ha a
che spartire con la gestione del potere per fini personali o di clan. Quella
, come tu ben sai, è ben altra cosa.
Toti Costanzo
lunedì 7 ottobre 2013
Mentre e' in corso un consiglio comunale aperto, “riparatore” della
vicenda delle famose Zone Franche Urbane e convocato per la
determinazione e del gruppo consiliare "Cambiamo Partinico"
-che
ha redatto e diffuso un ampio e particolareggiato Dossier sulla
vicenda -e di altri
gruppi di opposizione ,riportiamo un post tratto dal
blog "partinicoweb.wordpress.com"
di "In Movimento"
sulla ingloriosa fine della Policentro dell'ing.
Lino Iemi ,amico del
ministro Lupi e dell'ex senatore
Dell'Utri, e spacciata per oltre
un decennio prima da Giuseppe Giordano e poi da Lo Biundo,
quale
prospettiva di sviluppo per il nostro territorio e fonte
di lavoro
per tanti disoccupati .
Attorno e questo bluff il sindaco
riconfermato ha costruito
ben due campagne elettorali con ampio
successo e gradimento
anche dei vari suoi supporter e
lecchini a vario titolo. E' ,molto
probabilmente, la fine di una grande
illusione di cui e' stata vittima
la nostra popolazione .
Il progetto Policentro è morto
Leggiamo dal sito del Gruppo Policentro.
Le società ”La Policentro”, “Sviluppi e Partecipazioni Immobiliari” e “Policentro Engineering & Service” sono state poste in stato di liquidazione in data 30 maggio 2013. Al liquidatore è stato conferito un mandato a tempo definito per esplorare, in regime di esercizio provvisorio dell’impresa sociale, la possibilità di perseguire soluzioni della crisi di impresa nella prospettiva di assicurare la continuità aziendale, con tutti i poteri occorrenti al riguardo. Si precisa che, nel rispetto delle leggi in materia, le società daranno comunque corso in questa fase a tutte le attività in cui sono impegnate, senza alcuna sospensione o interruzione dei relativi servizi”. Il Gruppo Policentro è una struttura polifunzionale, organizzata attraverso cinque società di servizi. Tra queste La Policentro S.p.A, la Policentro Engineering & Service e la Sviluppi e partecipazioni immobiliari S.p.A., rivestono sicuramente un ruolo molto importante.
La Policentro S.p.A. è la società leader del Gruppo Policentro. Nella “La Policentro S.p.A.” si concentrano, infatti, “le competenze e le attività a valore aggiunto di ricerca, direzione, coordinamento e controllo di tutte le funzioni del Gruppo”. Nelle operazioni in cui partecipa, o che promuove direttamente, La Policentro S.p.A. assume il ruolo del promotore, ossia della società operativa che, una volta individuata una location e un’area disponibile, concepisce il centro sin dalla fase della sua ideazione, e cura il montaggio dell’operazione accompagnandone lo sviluppo in tutti i suoi aspetti tecnici, organizzativi e finanziari. Dall’analisi di fattibilità sino al completamento dell’opera ed alla sua “messa a regime” La Policentro S.p.A. gestisce e coordina tutte le funzioni.
La Policentro Engineering si propone sul mercato come interlocutore unico dell’investitore immobiliare, garantendo l’esecuzione completa dell’opera nel rispetto dei tempi e dei costi programmati. Le varie fasi della progettazione che accompagnano l’operazione, dal livello urbanistico/autorizzativo all’apertura del cantiere e all’esecuzione dell’opera, sono gestite attraverso un’unica “cabina di regia” che ne coordina i processi e controlla settimanalmente il rispetto degli obiettivi programmati.
Il Gruppo Policentro seleziona ogni anno un certo numero di operazioni su cui sceglie di investire direttamente e lo fa attraverso Sviluppi e Partecipazioni Immobiliari, la società dedicata alla cura di tutti gli aspetti finanziari delle operazioni direttamente o indirettamente promosse dal Gruppo.
Sviluppi e Partecipazioni Immobiliari è dotata di una propria struttura autonoma di corporate finance, dedicata all’analisi delle opportunità e alla predisposizione di tutta la documentazione di carattere economico-finanziario necessaria allo sviluppo dell’operazione. Dall’organizzazione del progetto finanziario in fase di promozione, alla presentazione agli investitori e al sistema bancario, alla strutturazione della copertura finanziaria, fino alla liquidazione dell’investimento sul mercato immobiliare.
Sviluppi e Partecipazioni Immobiliari gestisce, attraverso 12 società di scopo, tra le quali la Policentro Daunia, un importante portafoglio di asset immobiliari.
La Policentro Engineering si propone sul mercato come interlocutore unico dell’investitore immobiliare, garantendo l’esecuzione completa dell’opera nel rispetto dei tempi e dei costi programmati. Le varie fasi della progettazione che accompagnano l’operazione, dal livello urbanistico/autorizzativo all’apertura del cantiere e all’esecuzione dell’opera, sono gestite attraverso un’unica “cabina di regia” che ne coordina i processi e controlla settimanalmente il rispetto degli obiettivi programmati.
Il Gruppo Policentro seleziona ogni anno un certo numero di operazioni su cui sceglie di investire direttamente e lo fa attraverso Sviluppi e Partecipazioni Immobiliari, la società dedicata alla cura di tutti gli aspetti finanziari delle operazioni direttamente o indirettamente promosse dal Gruppo.
Sviluppi e Partecipazioni Immobiliari è dotata di una propria struttura autonoma di corporate finance, dedicata all’analisi delle opportunità e alla predisposizione di tutta la documentazione di carattere economico-finanziario necessaria allo sviluppo dell’operazione. Dall’organizzazione del progetto finanziario in fase di promozione, alla presentazione agli investitori e al sistema bancario, alla strutturazione della copertura finanziaria, fino alla liquidazione dell’investimento sul mercato immobiliare.
Sviluppi e Partecipazioni Immobiliari gestisce, attraverso 12 società di scopo, tra le quali la Policentro Daunia, un importante portafoglio di asset immobiliari.
La Policentro Daunia, creata per la costruzione e la gestione del grande insediamento di contrada Margi, ha un capitale sociale di 14.500.000,00 di euro, dei quali soltanto 9.997.827,00 sono stati sottoscritti e versati.
Le quote sono così suddivise:
- 5.500.000 azioni ordinarie pari a nominali euro 5.500.000,00 alla Medea s.r.l. (55,02%);
- 630.350 azioni ordinarie pari a nominali euro 630.350,00 alla Dedalo Consulting s.r.l. in liquidazione (6,30%);
- 3.523.002 azioni ordinarie pari a nominali euro 3.523.002,00 alla Sviluppi e Partecipazioni Immobiliari S.p.A. in liquidazione (35,23%);
- 138,205 azioni ordinarie pari a nominali euro 138,205,00 a Baracco Luca (1,39%);
- 1.100 azioni ordinarie pari a nominali euro 1.100,00 al Consorzio Parthenia (0,01%);
- 205.170 azioni ordinarie pari a nominali euro 205.170,00 a Poma Salvatore Pietro (2,05%).
- 5.500.000 azioni ordinarie pari a nominali euro 5.500.000,00 alla Medea s.r.l. (55,02%);
- 630.350 azioni ordinarie pari a nominali euro 630.350,00 alla Dedalo Consulting s.r.l. in liquidazione (6,30%);
- 3.523.002 azioni ordinarie pari a nominali euro 3.523.002,00 alla Sviluppi e Partecipazioni Immobiliari S.p.A. in liquidazione (35,23%);
- 138,205 azioni ordinarie pari a nominali euro 138,205,00 a Baracco Luca (1,39%);
- 1.100 azioni ordinarie pari a nominali euro 1.100,00 al Consorzio Parthenia (0,01%);
- 205.170 azioni ordinarie pari a nominali euro 205.170,00 a Poma Salvatore Pietro (2,05%).
Questo significa che:
a) il 41,23% del capitale sociale della Policentro Daunia è di proprietà di società poste in liquidazione (Dedalo Consulting s.r.l. e Sviluppi e Partecipazioni Immobiliari S.p.A.);
b) del capitale sociale ammontante ad euro 14.500.000,00, ben 4.502.173,00 devono ancora essere sottoscritti (da chi?) e versati (da chi?);
c) in liquidazione sono le società che rappresentano il cuore finanziario ed operativo del Gruppo Policentro (La Policentro S.p.A, la Sviluppi e partecipazioni immobiliari S.p.A., e la Policentro Engineering & Service).
a) il 41,23% del capitale sociale della Policentro Daunia è di proprietà di società poste in liquidazione (Dedalo Consulting s.r.l. e Sviluppi e Partecipazioni Immobiliari S.p.A.);
b) del capitale sociale ammontante ad euro 14.500.000,00, ben 4.502.173,00 devono ancora essere sottoscritti (da chi?) e versati (da chi?);
c) in liquidazione sono le società che rappresentano il cuore finanziario ed operativo del Gruppo Policentro (La Policentro S.p.A, la Sviluppi e partecipazioni immobiliari S.p.A., e la Policentro Engineering & Service).
Il costo preventivato per l’opera è di circa 70 milioni di euro. Poiché le Banche sono disposte (sarebbe da dimostrare) a finanziare solo il 50% dell’investimento (circa 35milioni di euro), mentre il restante 50% non si trova (e tutti i privati coinvolti cosa investono?), il 31 maggio 2013, mentre le sue società venivano poste in liquidazione, l’amministratore del Gruppo Policentro, Ing. Lino Iemi, lanciava pubblicamente, la geniale idea dell’azionariato popolare. Questa dichiarazione, rilasciata durante un incontro in pompa magna svoltosi presso la camera di commercio di Palermo, alla presenza del Sindaco di Partinico, durante la campagna elettorale per le amministrative del 2013, ha dell’incredibile.
Si riporta testualmente: “chi ha i risparmi, chi ha la possibilità da mille euro in avanti, da un milione di euro in avanti, non c’è limite in questo, che credano in questo progetto, li facciamo entrare direttamente nell’azionariato, con la trasparenza che occorre in queste cose, sicuri che mettano i soldi non in una palude ma in una costruzione virtuosa, la quale è palpabile e visibile, che nella peggiore delle ipotesi anche durante la crisi renderà più del doppio rispetto alla resa di un istituto bancario, ma essenzialmente per dimostrare al mondo che c’è un atto di solidarietà e di ribellione da parte della popolazione dicendo, se le strutture istituzionali e bancarie non sono in grado di funzionare, allora noi facciamo il fai date, ci arrangiamo da soli perchè non vogliamo rinunciare allo sviluppo e non vogliamo continuare ad impoverirci”.
Cari Partinicesi, almeno per una volta, dimostriamo al mondo con un “atto di solidarietà e di ribellione che se le strutture istituzionali e bancarie non sono in grado di funzionare, allora noi facciamo il fai da te, ci arrangiamo da soli perchè non vogliamo rinunciare allo sviluppo e non vogliamo continuare ad impoverirci”.
Portiamo devotamente all’ingegnere Iemi i nostri risparmi, chi mille chi un milione di euro, non c’è problema, non c’è limite, ed investiamoli in questa trasparente e virtuosa operazione avallata negli anni da amministratori servili ed interessati, “che nella peggiore delle ipotesi ci renderanno il doppio rispetto alla resa di un istituto bancario”.
Illustre ingegnere, se fosse vivo e presente Antonio de Curtis (in arte Totò) siamo sicuri che, sentendo le sue parole, si sarebbe a Lei rivolto con una delle sue ormai famose frasi intervallate da geniali pause: “ingegnere..(pausa)….ma mi faccia il piacere!!!!”, accompagnando le parole con un leggero ma convinto gesto della mano, dall’interno verso l’esterno, come per dire, ma vada a……
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