sabato 31 maggio 2008
LETTERA APERTA AD UN "Utente di LIBERA MENTE"
venerdì 30 maggio 2008
IL MANIFESTO ETICO, FRANCESCO, GIANLUCA E TELE JATO
Dobbiamo dire con amarezza che Tele Jato, nel tempo anche recente, purtroppo ha avuto collaboratori con altri più interessati e non nobili scopi. Dunque non solo rivendichiamo il diritto di sostenere i valori del Manifesto e troviamo assolutamente coerente la proposizione del Manifesto etico, ma abbiamo l'orgoglio di sapere che, ancora ad oggi, c'é chi si intende spendere per gli altri. Francesco e Gianluca lo lo fanno per UNA INFORMAZIONE LIBERA, tanti cattolici di cui intendiamo citare per tutti il prof. Cartosio, lo fanno con spirito cristiano. E lo fanno attraverso le Associazioni di volontariato (ovviamente quelle serie e non certo quelle truffaldine e clientilari) loro, uomini e donne che nel silenzio e nell'anonimato, operano per gli ultimi. Esattamente come fanno i Comunisti.
Ci piacerebbe sapere, ad esempio, che Giuseppe Viola pur continuando nel suo diritto di critica scegliesse, fin da domani di sostenere, come Francesco e Gianluca la libera informazione e nello specifico non solo la collaborazione con Libera Mente ma sopratutto con Tele Jato che noi in tempi lontani, quando le abbiamo dato vita, l'abbiamo pensato come "L'ALTRA TIVVU' "
mercoledì 28 maggio 2008
MANIFESTO ETICO DEL VOTO LIBERO
martedì 27 maggio 2008
MI VERGOGNO DI ESSERE ITALIANO E CRISTIANO di padre Alex Zanotelli
Riportiamo una sintesi di un articolo di padre Alex Zanotelli, missionario comboniano, pubblicato sul nostro quotidiano Liberazione, Domenica 25 maggio 2008. Padre Alex Zanotelli ha vissuto per dodici anni in Kenia nelle baraccopoli di Korogocho aiutando gli ultimi e battendosi, perché come lui sostiene "smettiamola di dire di non potere fare nulla per cambiare le cose". Consigliamo sopratutto ai giovani di leggere di padre Alex anotelli "I POVERI NON CI LASCERANNO DORMIRE"SCRIVE PADRE ALEX ZANOTELLI:
E' agghiaccianti quel che sta avvenendo sotto i nostri occhi. I campi Rom di Ponticelli (Napoli) in fiamme, un pacchetto di sicurezza del ministro Maroni, il montante razzismo e la pervasiva xenofobia, la caccia al diverso, la fobia della sicurezza, la nascita delle ronde notturne offrono una agghicciante fotografia dell'Italia 2008. "Mi vergono di essere italiano e cristiano" fu la mia reazione rientrato in Italia da Korogocho, all'approvazione della legge Bossi-Fini (2002). Questi sei anni hanno visto un notevole peggioramento del razzismo e xenofobia nella società italiana cavalcata dalla Lega (vera vincitrice delle elezioni 2008) e incarnata oggi nel governo Berlusconi (posso dire questo perché sono stato altrettanto duro con il governo Prodi e con i sindaci di sinistra Cofferati e Dominici). Oggi doppiamente mi vergogno di essere italiano e cristiano. Mi vergogno di appartenere ad una società sempre più razzista verso l'altro, il diverso, la gente di colore, e sopratutto il musulmano che é diventato oggi il nemico per eccellenza.
Mi vergogno di appartenere ad un paese il cui governo ha varato un pacchetto-sicurezza dove essere clandestini é uguale ad essere criminale. Ritengo che non é un crimine emigrare, ma che invece criminale é un sistema economico-finanziario (l'11% della popolazione mondiale consuma l'88% delle risorse) che forza la gente a fuggire dalla propria terra per sopravvivere....
Mi vergogno di appartenere ad un paese che ha assoluto bisogno degli immigrati per funzionare, ma poi li rifiuta, li emargina, li umilia con un linguaggio leghista da fare inorridire. Mi vergogno di appartenere ad un paese che dà la caccia ai Rom come se fossero la feccia della società. Questa é la strada che ci porta diritti all'Olocausto (ricordiamoci che molti dei cremati nei lager nazisti erano Rom!). Noi abbiamo fatto dei Rom il nuovo capro espiatorio.
Mi vergogno di appartenere ad un popolo che non si ricorda che é stato fino ad ieri un popolo di migranti (quando "gli albanesi eravamo noi"): si tratta di oltre 6o milioni di italiani che vivono oggi all'estero. I nostri migranti sono stati trattati male un pò ovunque e hanno dovuto lottare per i loro diritti. Che cosa ci ha fatto perdere la memoria in tempi così brevi? Il benessere? ....
Mi vergogno di appartenere ad un paese che si dice cristiano ma che di cristiano ha ben poco. I cristiani sono i seguaci di quel povero Gesù di Nazareth crocifisso fuori le mura e che si é identificato con gli affamati, carcerati, stranieri.....
Vorrei ricordare le parole del pastore Martin Niemoeller della chiesa confessante sotto Hitler: "Quando le SS sono venuti ad arrestare i sindacalisti non ho protestato perché non ero un sindacalista. Quando sono venuti ad arrestare i Rom non ho protetstao perché non ero un Rom. Quando sono venuti ad arrestare gli ebrei non ho protestato perché non ero ebreo. Quando alla fine sono venuti ad arrestare me non c'era più nessuno a protestare".
NON POSSIAMO STARE ZITTI, DOBBIAMO PARLARE, GRIDARE, URLARE. E' in ballo il futuro del nostro paese, ma sopratutto é in ballo il futuro dell'umanità anzi della vita stessa .
DIAMOCI DA FARE PERCHE' VINCA LA VITA."
lunedì 26 maggio 2008
IL PROGRAMMA ELETTORALE DELLA COMPAGNA FRANCA TRANCHINA CANDIDATA ALLA PRONCIA REGIONALE DI PALERMO
PER UNA PROVINCIA DI PACE : in conformità all'art.11 della Costituzione Repubblicana il ripudio alla guerra, senza se e senza ma, deve essere uno dei principi cardine della Nuova Provincia Regionale.domenica 25 maggio 2008
I PRIMI 100 GIORNI DEL SINDACO MIMMO NERI
Pubblichiamo un volantino diffuso Domenica 24 maggio dal nostro Partito e riguardante l'impegno del candidato Sindaco Mimmo Neri nel caso di sua elezione: 2)riduzione dei Settori comunali a n. 7 (circa 70 mila euro di risparmio in un anno)
sabato 24 maggio 2008
IL NOSTRO PROGRAMMA ELETTORALE
- LOTTA alla mafia, alle illegalità, alle clientele, al nepotismo, agli sprechi della Pubblica Amministrazione.
- TUTELA della salute dei cittadini e dell'ambiente: lotta all'inquinamento dell'aria, dell'acqua, del mare; recupero e bonifica delle periferie urbane;
- svilippo delle energie alternative: eolico e solare;
- cura rigorosa del verde pubblico;
- monitoraggio costante dell'aria, dei corsi d'acqua superficiali e sotterranei
- ripristino del servizio di trasporto urbano
- Parco dello Jato- Parco della Collina Cesarò
- Revisione del ruolo del Comune nell'Ato Rifiuti
- costruzione dell'elisoccorso
- DIFESA delle risorse idriche- sostegno alla Cooperativa "Consorzio irriguo Jato
- mantenimento al Comune del servizio idrico e quindi "NO ALL'ATO IDRICO"
- pagare in rapporto al consumo con collocazione dei contatori
-revisione dei canoni idrici 1999, 2000, 2001, 2002, 2003, 2007
- revisione del Regolamento di gestione del servizio idrico
- RIDUZIONE DEL 50% DELL'INDENNITA' DI CARICA DEL SINDACO E DELLA GIUNTA
-ORGANIZZAZIONE dell'Ufficio tecnico comunale per l'agricoltura
- funzionalità della Commissione per l'agricoltura
- Mercato del contadino
-ristrutturazione e recupero del mercato ortofrutticolo
- sviluppo e sostegno alla serricultura, vitivinicultura, frutticultura
- POLITICHE SOCIALI : potenziamento delle strutture pubbliche di solidarietà
- sostegno all'associazionismo e al volontariato
- realizzazzione della ISTITUZIONE per la gestione della Casa di riposo "Canonico Cataldo", asili nido, impianti sportivi e del tempo libero, beni confiscati alla mafia ed usati per servizio sociali di prima necessità, cimitero
- realizzazione di un CAMPO NOMADI e istituzione della Consulta per i migranti
-REVISIONE DEL PRG : individuazione di aree per allogi popolari
- insediamenti turistici, sviluppo dell'impresa artigiana
- RECUPERO e valorizzazione del centro storico
- istituzione di una Commissione permanente di studio
- interventi a sostegno del recupero dei prospetti delle abitazioni del centro storico
-proseguimento nella politica del "basolato" nel centro storico
- potenziamento del commercio cittadino
-EDILIZIA SCOLASTICA : interventi sulla scuola di Mirto
- valorizzazione dell'area circostante Mirto con la realizzazione del GIARDINO MEDITERRANEO
- interventi di manutenzione degli edifici scolastici
- abbattimento delle barriere architettoniche nelle scuole e nei locali comunali
-REVISIONE DELLA MACCHINA AMMINISTRATIVA : riduzione dei Settori a 7
- utilizzo di TUTTO il personale assunto per servizi esterni e potenziamento dei Settori manutenzione e verde pubblico
-IMPIANTI SPORTIVI : risistemazione della pista di atletica leggera e ricostruzione del manto erboso dello stadio comunale "G. La Franca"
-realizzazione della gradinate nell'impianto sportivo chiamato "pallone tensostatico"
- costruzione della palestra nella scuola media "Ninni Cassarà" già finanziata dalla Regione
- realizazione di palestre prefabbricate presso le scuole "Casa del fanciullo" e "Mirto"
- recupero dell'impianto sportivo comunale di Villaggio Luna
-ARCHIVI E MUSEI: realizzazione nei locali di Palazzo Ram del: Museo della civiltà contadina e di Danilo Dolci
- risistemazione dell'Archivio storico comunale, dell'Archivio Urbanistico e dei Lavori Pubblici
-CONSULTA PERMANENTE per la valorizzazione dello Sport, degli artisti locali E PROMOZIONE di inziative culturali : MUSICA, ARTI FIGURATIVE, TEATRO, CINEMA, PROSA, POESIA, TELEVISIONE
- FIERA PERMANENTE: risistemazione dei locali del cosidetto maxi parcheggio (accanto stadio comunale) PER LA ESPOSIZIONE PERMAENTE dei prodotti del nostro territorio (AGRICOLI, ARTIGIANALI, INDUSTRIALI )
- RECUPERO DI BORGO DI DIO : istituzione della FONDAZIONE "Danilo Dolci"-rilancio del turismo culturale a Borgo
-CANTINA BORBONICA : ISTITUZIONE dell'Archivio dei Vini siciliani- BORSA del Vino-
LA REALIZZAZIONE DEL PROGRAMMA VIENE AFFIDATA AL SINDACO E AGLI ASSESSORI INDICATI NELLA GIUNTA DAL PROF. MIMMO NERI
TOTI COSTANZO
GIUSUPPE NOBILE
venerdì 23 maggio 2008
L'orgoglio di essere comunisti
Dunque andiamo avanti da soli con un candidato Sindaco, Mimmo Neri, giovane docente di storia e filosofia al Liceo classico di Alcamo, che rappresenta un pezzo della società intellettuale della città, con 30 candidati di cui quasi un terzo donne, un giovanissimo studente che da pochi giorni ha appena compito 18 anni, con un terzo di studenti universitari (una vera e propria rivoluzione giovanile) e poi con professionisti, operai, pensionati, disoccupati. Una rappresentazione sociale articolata di soggetti che intendono combattere una battaglia con un Partito che, seppur minoritario elettoralmente, tuttavia parla alla città, guarda ai suoi gravissimi problemi, cerca (così come lo ha sempre fatto nel passato) di dare risposte di soluzioni possibili agli stessi, dice con chiarezza che Rifondazione Comunista é un soggetto politico interessato al "governo" della città ma non certo al "potere". Se non fosse così avremmo trovato anche noi "accoglimento" scegliendo opportunisticamente la parte più forte elettoralmente ma, a nostro parere, forse più debole politicamente. D'altronde (e lo abbiamo scritto in un precedente post) questo era ineluttabile che accadesse dopo la disastrosa esperienza Motisi. Restano in campo oltre che la solitaria battaglia del PD, le frantumate forze di un centro destra che a Partinico ha disposto e SEMPRE dispone di bacino enorme di voti ma che resta rissoso, senza guida, politicamente debolissimo, attraversato da forti personalismi ed ancora più forti rancori. E, dunque, perdente. Così fu nel 1993, nel 1997 e nel 2005 e così anche oggi. Così sarà, a nostra avviso, anche per il futuro. Di questo, nel tempo, si sono avvantaggiate (tranne nel 2000 per una voluta frattura delle forze di centro sinistra da parte di chi guidava allora il PPI ) le forze del cosidetto centro sinistra che su quattro elezioni ha eletto ben tre sindaci espressione della fu Unione e cioé Gigia Cannizzo per ben due volte e Giuseppe Motisi. Dunque il frantumato Popolo delle Libertà (Forza Italia ed A.N.) sceglie Giordano, il frantumato MPA perde pezzi importanti ma si presenta da solo con un degnissimo professionista quale candidato Sindaco che é l'ingegnere Francesco Mollame mentre il magma che possiamo definire del "centrismo partinicese" che assembla un arcipelago di soggetti di varia provenienza politica si aggrega alla candidatura dell'ex Presidente Salvo Lo Biundo collegato all'onorevole Antinoro nuovo leader dell'UDC siciliano che, alla fine, si aggiudica anche il sostegno dell'UDC di Vito Di Marco e Tanino La Corte, che viene anche nominato vice. Cosa accadrà lo vedremo presto. Noi siamo interessati alla "governabilità" cioé ad un sistema rigoroso che abbia al centro dei suoi interessi quelli della collettività e non certo di gruppi, camarille, lobby. E a chi governerà chiederemo con forza e determinazione, come abbiamo sempre fatto, di avere attenzione per gli ultimi, i deboli della socità, i disoccupati, le donne, i nostri giovani. Chiederemo di avere rispetto per la città, i suoi beni, le sue risorse, il suo territorio. Chiederemo che si sostengano quanti hanno voglia di costruire, realizzare, promuovere. Saremo inflessibili con chi possa anche pensare di usare i vecchi, decrepiti schemi della discriminazione, di favorire l'appartenenza, di pensare ad uno sviluppo che dreni risorse e impoverisca la nostra economia, di ESCLUDERE piuttosto che aggregare. Chiederemo conto e ragione ogni giorno a quanti governeranno di quel che dicono, di quel che fanno. E gli chiederemo, come abbiamo scritto nel Programma elettorale del nostro candidato Sindaco, CHE LA LOTTA ALLA MAFIA, ALLE ILLEGALITA', AL NEPOTISMO, AGLI SPRECHI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E LA TUTELA DELLA SALUTE E QUINDI LOTTA ALL'INQUINAMENTO DELL'ARIA, DELL'ACQUA, DEL MARE SIANO OBIETTIVI PRIORITARI DI UNA AMMINISTRAZIONE CHE ABBIA VOGLIA DI PASSARE ALLA STORIA RICOPERTA DI ONORI PIUTTOSTO CHE DI VERGOGNA.giovedì 22 maggio 2008
Partinico elezioni comunali 2008: lista del PRC

2 - Bonomo Giuseppe
3 - Buzzotta Francesco Renato detto Franco
4 - Cavani Paola
5 - Chirivino Costanza
6 - Costanzo Fabrizio
7 - Cracolici Maria Vanessa
8 - Fogazza Beatrice
9 - Fontana Filippa detta Fina
10 - Gambino Alessandro
11 - Giordano Marco
12 - Greco Mario andrea
13 - Grillo Filippo
14 - Impastato Baldassare
15 - La Perna Marco
16 - Leto Salvatore
17 - Lo Iacono Giuseppe
18 - Mansella Salvatore
19 - Minore Nunzio
20 - Mollisi Stefana detta Stefania
21 - Musso Giuseppe
22 - Neri Antonio
23 - Nobile Giuseppe detto Peppe
24 - Noto Leonardo detto Nanni
25 - Ricupati Gianluca
26 - Rinaudo Siro
27 - Ruffino Maria Teresa
28 - Scaparra Giuseppe
29 - Simonte Roberto
30 - Tulipano Lucio Vincenzo detto Luciano
martedì 13 maggio 2008
DALLA FINE DI MOTISI ALLA FRANTUMAZIONE DELLA POLITICA LOCALE
Era assolutamente prevedibile che con la fine del centro sinistra di Partinico o, meglio, dell'Unione (gli eredi della ex DC, Rifondazione, Verdi, DS, Comunisti Italiani, ex socialisti, pezzi della città che produce) e che nel 2005 aveva eletto Motisi, la vita politica della città avrebbe avuto una ulteriore svolta NEGATIVA. Abbiamo detto e scritto in tante occasioni e in tempi non certo sospetti, che la fine dell'esperienza Motisi per gravissime sue responsabilità e del suo Partito (o pezzi importanti dello stesso), avrebbe provocato non solo la fine di un governo della città, la definitiva frantumazione delle forze politiche di centro sinistra e l'esplosione di personalismi e interessi di piccole parti ma, paradossalmente, anche la proliferazione di tanti "leader" provenienti sopratutto dal centro destra (ma non solo!) convinti che "oggi si può". D'altronde questo fenomeno si era già ravvisato nelle comunali del 2005 (e per questo Motisi fu eletto Sindaco della città) quando si presentarono ben quattro candidati a Sindaco, tutti riconducibili ed espressione dell'ex Polo delle Libertà. Dunque la fine anticipata della consiliatura, la fine dell'esperinza Motisi e la dissoluzione del cosidetto centro sinistra, ha convinto tanti che questa nuova tornata elettorale avrebbe potuto rappresentare "la sua occasione". E, dunque, frantumazione del centro sinistra frantumazione del centro destra, formazione di gruppi autonomi e costruzione di notevoli, nella quantità, liste cosidette CIVICHE cioé non riconducibili ad alcun Partito politico.Era, dunque, prevedibile che alcuni esponenti della vita politica della passata consiliatura (sopratutto dell'ex centro destra) e che da tempo mordevano il freno, avrebbero percorso a livello locale una via autonoma dai Partiti d'appartenenza con lo scopo dichiarato di "sentirsi" e diventare punto di riferimento di pezzi di elettorato e tentare la gestione di tutto o di parte del potere locale. E con la frantumazione delle forze politiche, la proliferazione di tanti "piccoli" leader locali ciascuno dei quali con un interesse ben preciso: "esserci" e nel caso di un ballattaggio tra altri contendenti, contrattare ruoli, funzioni, poteri.
Mi chiedo se tutto questo rappresenta la definitiva fine di un'epoca che aveva visto SOPRATUTTO i Partiti organizzati avere un ruolo, definire una politica attraverso un programma, liste sostanzialmente connotate, un'esecutivo, un candidato Sindaco. In una parola: UNA POLITICA. E mi chiedo e lo chiedo ad altri, se tutto questo processo rappresenta la fine della POLITICA, la fine DEI PARTITI o la fine di ENTRAMBI. Sarebbe interessante aprire una discussione su questo per comprendere, poi, dove va o andrà nell'immediato futuro l'economia, la cultura della città, la sua vita sociale, i suoi bisogni. In una parola dove va o andranno i Partiti, i Gruppi, la Società partinicese.
Io sono convinto che NON siamo di fronte ad un processo POSITIVO, seppur dico che bisogna guardare con attenzione a quel che accade o a quel che potrebbe accadere da qui' a giorni. Cioé sono convinto, OGGI, che questi gruppi o liste civiche, espressione sopratutto del centro destra, non siano spinti dalla necessità di costruire un processo politico "liberatorio", cioé di presa di coscienza della fine di una SUBORDINAZIONE che restituisce ai gruppi locali autonomia rispetto a linee politiche determinate in altre sedi, provinciali o regionali e non sempre condivise. E lo dico dispiaciuto perché, purtroppo, se così fosse non avremmo visto gli ispiratori di queste liste (almeno quelli che si sono appalesati) sopratutto del cosidetto centro destra, impegnati nella ricerca spasmodica di voti a uomini politici espressione dei Partiti organizzati cui loro, si presume, facciano ancora riferimento con lo scopo di "misurarsi" con altri presunti leader locali. Dunque voti a Musotto, a Mineo, a Rao, a Mattarella, a Cracolici, a Campagna e così di seguito. Cioé NON voti PRIMA AL PARTITO e POI AL CANDIDATO, ma l'esatto contrario.
Dunque dobbiamo constatare LA MANCANZA DI AUTONOMIA dei gruppi locali? Che tanti di questi leader locali oggi si muovano soltanto con lo scopo di costruire CONTENITORI ELETTORALI che potrebbero finire come i fuochi d'estate? Che dentro questi contenitori non c'é "l'anima politica", "l'idea" di Società", la "strategia" delle alleanze possibili e quanto più politicamente o MORALMENTE omogenee? Tali interrogativi dovrebbero intanto aprire una discussione OGGI, seppur necessita che la discussione DOMANI possa e debba proseguire. Noi vorremmo dare il nostro modesto contributo di Comunisti.
giovedì 8 maggio 2008
LE "FAZZOLATE" DI BERSANI, PEPPINO IMPASTATO E PINO MANIACI
Chi non ricorda le "fazzolate" bersaniane che avrebbero reso la vita facile a tutti i cittadini italiani? Sosteneva l'ex ministro, cui faceva da controcanto tale Lanzillotta presa da sacrofurore al punto di volere dare in mano ai privati persino l'acqua, che per avere maggiore e più efficaci servizi bisognava privatizzare tutto perché lo scontro tra i privati ai quali si davano in mano tutte le risorse avrebbe aumentato lo scontro concorrenziale e, dunque, l'abbassamento dei prezzi ed anche la qualità dei servizi. Quasi, quasi aveva convinto pure noi incalliti comunisti, che come é noto, vediamo le privatizzazioni come il fumo negli occhi. La verità qual'é? La verità é che le privatizzazioni fanno aumentare i costi dei servizi, accrescono soltanto i profitti di tutte le compagnie che sono nel mercato ma senza, per questo, migliorare i servizi stessi e meno che mai abbassare i prezzi. Perché ho fatto questa premessa? Per dire cosa? Perché per responsabilità non nostre, SENZA PREAVVISO ALCUNO, ti chiudono il servizio telefonico E DOPO AVERE PAGATO, come si suole dire, "a tamburo battente" DEVI ATTENDERE OLTRE 10 GIORNI per averlo ripristinato. Ma pagare non basta e allora devi telefonare quotidianamente, supplicando, imprecando ma ricevendo le solite risposte dagli addetti al call center. Quelle risposte che dicono tutto e non dicono niente. Sopratutto ti dicono che non puoi rivolgerti ad uno straccio di Ufficio amministrativo dell'ente gestore perché, questo, non dispone nemmeno di un indirizzo ma, al più, di una casella postale alla quale puoi anche scrivere e protestare. Campa cavallo. Dunque siamo stati costretti a "stare fermi", a non potere leggere le cose degli altri, scrivere, commentare, dare il nostro modesto contributo. MA ORA RIPRENDIAMO E DICIAMO ANCHE LA NOSTRA. Su che cosa, ad esempio? Su Pino Maniaci, su Tele Jato, sulla libera informazione, sulla legalità e sulla lotta alla mafia. E diciamo con chiarezza che non possiamo condividere il giudizio espresso su Pino Maniaci dagli amici che curano da alcuni anni il blog Libera Mente (ed anche da altri che hanno scritto sull'argomento) che riteniamo strumento utilissimo, assolutamente positivo di libero scambio e confronto di idee anche quando alcuni che scrivono si limitano soltanto a dileggiare disprezzare, offendere, inventare, falsare la verità. Noi conosciamo l'impegno degli amici di Libera Mente, la passione anche per la verità, la loro fede democratica e dunque, proprio per questo seppur ci sentiamo di condividere il loro impegno, il loro sacrificio, tuttavia non ci sentiamo di condividere quanto da loro scritto su Pino. Il Pino DI OGGI, per noi, non é quello di IERI. E questo lo sanno tutti. Il Pino di oggi RINASCE e diventa altra cosa. E rinasce per mezzo di uno strumento, quello televisivo, che lo porta la dove probabilmente lui, da solo, non sarebbe mai arrivato. A capire, cioé, che la nostra vita può cambiare, può essere utile non solo a noi stessi ma anche agli altri. E rinasce AD UNA NUOVA VITA civile e sociale e diventa strumento per una battaglia senza quartiere contro la Mafia, contro cioé quel grumo d'interessi che mette insieme malaffare, malapolitica, violenza, barbarie. E così come un uomo con il battesimo rinasce ad una nuova vita, e non solo spirituale, e poi con la cresima si mette al servizio "dell'esercito di Dio", Pino Maniaci con Tele Jato rinasce e diventa a modo suo, con il suo linguaggio, con quel che é, anche con la sua storia ed anche con le sue forti contraddizioni umane, al servizio delle Istituzioni E NON PIU' CONTRO DI LORO. Dunque, mi chiedo: perché Pino Maniaci dovrebbe, ANCORA E SEMPRE, pagare per il suo passato e continuare a vergognarsene? Forse Peppino Impastato avrebbe dovuto pagare SEMPRE un conto alla società sol perché la sua era una famiglia di mafia? Peppino incontra la "Politica", incontra la Sinistra, la sua storia, i suoi valori, la sua forza di cambiamento. Peppino diventa militante e rivoluzionario e rompe con IL PASSATO della sua famiglia che comunque é ANCHE il suo passato. E diventa un simbolo per tante generazioni di uomini e donne. Peppino incontra la Politica e, seppur Pino Maniaci LA POLITICA NON LA INCONTRA, tuttavia per fatti assolutamente casuali si impadronisce di uno strumento, lo fa proprio, lo caratterizza, gli dà un'anima. Esattamente come fece Peppino con Radio Aut. Certo, Pino Maniaci non é Peppino Impastato e non lo potrà mai essere perché a lui manca quel che Peppino aveva: una cultura ed una militanza nella sinistra. Ma Pino Maniaci seppur non sia un uomo di sinistra tuttavia é uomo di questa nostra società fatta di soggetti che, a prescindere dalla loro fede politica, SCELGONO di schierarsi non con un Partito o con una IDEA DI SOCIETA', ma per una Società quantomeno senza mafia. E Pino della mafia dice quel che spesso noi non abbiamo il coraggio di dire, denuncia quel che spesso noi non abbiamo il coraggio di denunciare, mettendo davanti a tutto questo la sua faccia e se mi é consentito dire senza enfasi, ANCHE LA SUA VITA E QUELLA DEI SUOI FAMILIARI. ISOLARE PINO MANIACI E' COSA GRAVISSIMA COSI' COME FU COSA GRAVISSIMA, nel 1978, DA PARTE DEL PARTITO COMUNISTA CINISENSE (MA NON SOLO) ISOLARE PEPPINO IMPASTATO! Ovviamente i Comunisti del 2008 questo gravissimo errore non lo faranno!mercoledì 7 maggio 2008
30° Anniversario dell'omicidio di Peppino Impastato
>>> Appello manifestazione nazionale contro la mafia
>>> Programma iniziative Forum 2008
>>> Chi era Peppino
>>> Relazione che la Commissione parlamentare Antimafia ha approvato nella seduta del 6 dicembre 2000 sul "Caso Impastato"
>>> Cronologia e sentenza del processo Impastato
L'attualità di Peppino Impastato e la sua antimafia sociale
Brecht diceva: «Non è detto che ciò che non è mai stato non possa essere». Sono trascorsi, infatti, ormai trenta anni dal tremendo omicidio politico mafioso di Peppino Impastato e, alla fine, dopo anni di sofferenza, di lotta e di isolamento, la verità è stata fissata dalla magistratura e dalla relazione della Commissione antimafia che ho avuto l'onore di redigere: nel caso di Peppino Impastato lo Stato ha compiuto un vero e proprio depistaggio perché non si scoprisse, come era possibile, dal primo momento che si trattava di un delitto di mafia. Dobbiamo la verità all'impegno difficile e quotidiano di mamma Felicia, di Giovanni Impastato, dei compagni di Peppino, di Umberto Santino e di Anna Puglisi. Ho due immagini, fra le tante, nella mente. La prima così è descritta da Giovanni Impastato: «Sfilammo nel '79, per le troppo silenziose strade di Cinisi, facendo tesoro delle scelte e del percorso di Peppino, considerato ancora allora dallo Stato un suicida o un terrorista saltato sulla bomba che stava innescando, nella prima manifestazione nazionale contro la mafia, organizzata da Radio Aut. Dal Centro di documentazione di Palermo, assieme ai compagni di Democrazia proletaria, di cui Peppino era stato eletto consigliere comunale e a quella parte di movimento che era rimasta profondamente colpita dall'ufficisione di Peppino. Eravamo in due mila». La seconda immagine che ritengo il movimento più bello della mia vicenda politica, è quella di mamma Felicia che, quando, nella casetta di Cinisi, nel 2000, le consegnammo la relazione della Commissione antimafia, che sanciva il depistaggio di Stato e chiedeva scusa in nome del Parlamento italiano (caso tuttora inedito) soffiò, in un orecchio la frase: «Oggi mi avete resuscitato Peppino». Si chiudeva una vicenda iniziata tragicamente nel '78. E' importante parlarne oggi anche perché Peppino va sottratto al destino di una icona strumentalizzata: è bello che sia considerato, da tanti giovani, da tante ragazze, un Che Guevara contemporaneo, ma è più importante viverlo nel suo contesto, affinché il ricordo sia stimolo per continuare la sua lotta. Peppino fu uomo del '68, non va dimenticato. Fu un compagno dell'antimafia sociale, quella difficile, non quella ufficiale, spesso ipocrita, banale e trasformista. Peppino era un militante che organizzava mobilitazione sociale; era profondamente impegnato politicamente; era precursore, nella sua capacità di utilizzare la metafora, l'irrisione, il sarcasmo come strumento di lotta politica e di desacralizzazione dei capi mafiosi, di una intensa criticità moderna. Le trasmissioni di Radio Aut sono un esempio straordinario di controinchiesta e di controiformazione. Il trentennale è l'occasione per riflettere sul suo pensiero e sulla sua iniziativa anche, quindi, per evitare di farne un mito astratto. Peppino è stato un militante della "Nuova sinistra" come ci ricorda Umberto Santino, da Lotta Continua alla candidatura con Democrazia proletaria, in polemica aspra con il partito comunista del compromesso storico, che vedeva la mafia solo come fenomeno dell'arretratezza dello sviluppo. Peppino pensava, invece, che il neoliberismo fa bene alla mafia. Lottò con i contadini, con gli edili, unendo lotte sociali e impegno culturale. La sua antimafia correva nel solco della lotta di classe, di massa, dei braccianti, delle lotte contadine non del conformismo, della legalità formale e del sistema di relazioni politiciste. La sua analisi delle mafie, partendo dalle elaborazioni di Mario Mineo, figura di straordinario rilievo teorico, seppe guardare ad esse non come fenomeno terroristico legato a nicchie di arretratezza, ma come parte integrante dei processi accumulazione del capitale, capace di adattarsi ai mutamenti dei contesti strutturali e di contrattare, di volta in volta, il potere con le rappresentanze politiche. E' anche in questa percezione critica il motivo dell'attualità di Peppino. Anche ora, infatti, la maggioranza delle forze politiche tende ad illustrare, come fa ad esempio la relazione dell'antimafia del 2001, la mafia come gangsterismo, per celarne la sua internità alla politica, all'amministrazione, alla finanza, ai processi internazionali della globalizzazione liberista. Parlano di una mafia virtuale che non esiste per puntare l'attenzione investigativa solo sulle campagne sicuritarie contro i migranti. L'antimafia sociale è, allora, costruzione di presidi democratici, connessione fra lotta democratica e sociale; è antimafia in movimento, dentro l'organizzazione della conflittualità sociale, come ci insegnò Pio La Torre. Le mafie si sconfiggono attaccandone beni, ricchezze, profitti, individuando un nuovo spazio pubblico. E' indispensabile rilanciare i meccanismi, su cui l'associazione "Libera" tanto lavora, di sequestro e confisca di beni mafiosi; facendo lavorare le terre confiscate alle mafie attraverso una destinazione d'uso sociale cooperative di giovani e ragazze che, insieme, lottano le mafie ed agiscono una occupazione di qualità. Peppino fu precursore del movimento altermondialista: lottava «per un altro mondo possibile». Giovanni Russo Spena