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giovedì 27 novembre 2008

LIBERTA' VO' CERCANDO CHE SI' CARA.....

Mi sono chiesto in questi ultimi giorni, avendo seguito qualche intervista televisiva del Sindaco e di alcuni suoi Assessori, che ruolo DEVE avere in una socità democratica l'informazione che si esplicita attraverso mezzi e strumenti diversi.
Un interrogativo forse banale, sicuramente già posto e quindi ripetitivo, ma utile se l'oggetto dell'attenzione dell'informazione rifiuta di trincerarsi dietro una coltre di sospettoso silenzio scegliendo, al contrario, di misurarsi con gli interlocutori.
Dicevo di una informazione in un sistema democratico perché nelle società autoritarie non esistono LIBERTA' e meno che mai quella dell'informare.
Ora é a tutti noto che l'informazione ha lo scopo di portare alla conoscenza fatti, avvenimenti e consentire a sempre più estesi pezzi della società di comprendere per costruire un sistema di difesa nei confronti del potere quando questo non svolge il ruolo a cui é stato chiamato. E quando l'informazione é veramente libera e dunque non di parte é, soprattutto, uno strumento di straordinaria importanza perché limita l'arbitrio delle classi dominanti.
Banalmente detto, l'informazione non vincolata, non condizionata potrebbe limitare lo strapotere, l'abuso, il predominio di quanti esercitano un "potere". In una parola potrebbe svolgere un ruolo di "calmiere" nei confronti di chi detiene il potere rispetto a chi il potere non ha.
Pensavo a questo e, in contemporanea, ricordavo come durante l'Amministrazione Giordano si sia sviluppato un ampio fuoco di sbarramento costruito e dall'informazione di parte, cioé quella politica, e dall'informazione libera. E fu questo che, a mio modesto avviso, impedì che la connotazione autoritaria di quel potere politico prevalesse rispetto a quella democratica e vitando che si creassero squilibri, danni al sistema. In una parola si arrivasse alla deriva democratica.
E debbo affermare che non solo l'informazione di parte, ma soprattutto quella di Tele Jato (senza nulla togliere all'importante ruolo delle altre due emittenti locali e del Giornale di Sicilia) ha permesso di equilibrare quei poteri anche a favore degli interessi più generali della città producendo effetti positivi, direi quasi educativi, anche se quel potere, sostanzialmente, restava restio ai condizionamenti, alle limitazioni.
Se si denunciava che pezzi della macchina burocratica risultavano inefficenti, servizi comunali non funzionanti, ingiustizie perpetrate, bisogni collettivi non soddisfatti, quel potere cercava, per quanto gli era possibile, di rimediare. E lo faceva, certamente, perché preoccupato dell'indice di non gradimento della popolazione nei confronti della sua azione amministrativa.
Eppure non posso non ricordare come Giordano tentò, perdendo, di mettere il bavaglio a Tele Jato. Un'azione che risultò mortale, forse, per la stessa vita politica dell'ex Sindaco.
E oggi? Se, ad esempio, Tele Jato denuncia con forza come, seppur in presenza di dichiarazioni pubbliche ("Se la distilleria non paga il suolo pubblico revocheremo l'atorizzazione allo scarico o, addirittura, tamponeremo con le maestranze il condotto che porta a sversare nel Puddastri") nulla accade e nulla accade rispetto alle stesse dichiarazioni relative ai mercatari o su altre questioni significa, allora, che é avvenuto un corto circuito tra la libera stampa ed il potere? Oppure ,da quale "potere" si sentono protetti ?
E perché il potere locale non é più sensibile alle sollecitazione e alle critiche? Perché non ascolta più gli umori della città? Perché non li fà propri, li metabolizza e dà le risposte richieste mantenendo gli impegni pubblicamente assunti?
E questo non lo rileviamo noi, che nella città potremmo rappresentare poco sul piano elettorale , ma un folto gruppo di consiglieri comunali dell'opposizione che ha recentemente convocato una conferenza stampa per denunciare, appunto, il rifiuto del dialogo, dell'incontro, del confronto, all'ascolto.
Perché accade questo? Qualcuno sostiene che si tratta di cinismo, di irresponsabilità, di classica arroganza del potere, di sconsideratezza. Io non sono d'accordo all'uso di questi parametri ritenendo di conoscere la storia personale e politica di alcuni Assessori e, per certi versi, anche quella del Sindaco ma, tuttavia, mi chiedo quale possa essere la ragione che non turba i sonni di Lo Biundo e della sua Giunta nemmeno per quel 45% di giudizi assolutamente negativi registrato, ad oggi, dal blog Libera Mente con un suo sondaggio, mentre era il 39% meno di due mesi fà? Ritiene, il Sindaco, che quel dato non sia attendibile? Che, coloro i quali scrivono sul blog o semplicemente lo leggono, non abbiano una chiara idea di quel che avviene nella città, le forze in campo, la conoscenza dei problemi, la capacità di responsabile giudizio?
E allora, mi chiedo: cosa é avvenuto nel corpo della nostra società in questi pochi mesi rispetto al recente passato? Cosa si é modificato, se si é modificato, nel delicato rapporto tra stampa di parte, stampa libera che ,appena ieri, costituivano un blocco propositivo capace di dissuasione nei confronti del potere locale inadempiente ? Quale può essere, dunque ,la ragione vera di tanta sicumera ?
A questo interrogativo ,che ha un forte significato politico, credo, non abbiamo solo noi il dovere di rispondere.

Toti Costanzo

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