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lunedì 24 novembre 2008

TU DENUNCI GLI ABUSIVI, TUTELI L'AMBIENTE, COLPISCI IL COMMERCIO ILLEGALE? ED IO TI LICENZIO

Cosa farebbe un imprenditore di fronte ad un suo dipendente che, nell'esplicare la sua attività al servizio dell'azienda e nel più rigoroso rispetto delle leggi, incrementa i profitti e dunque costruisce produttività? Le persone di buon senso direbbero che quel dipendente non solo dovrebbe mantenere il suo posto ma la sua azione andrebbe esaltata ed additata quale esempio per altri dipendenti. Dunque un amministatore virtuoso farebbe così. E lo farebbe non solo l'impreditore di una azienda privata ma, soprattutto, quanti hanno la responsabilità della gestione dei cosidetti "beni comuni" cioé le risorse pubbliche che sono frutto di sacrifici dei cittadini che pagano tasse e balzelli vari per tenere in piedi un'azienda, quella comunale, che si dice debba essere gestita con efficacia, efficenza, economicità.
Se questo vale in linea generale, e vale sicuramente per tanti Comuni italiani che hanno al centro l'interesse generale, non possiamo dire la stessa cosa del Comune di Partinico. E non certo o comunque non solo perché ad amministrare la città il Sindaco si chiami Lo Biundo, ma perché anche così é stato, ancor prima, con Giordano e con Motisi.
E poi, in che cosa dovrebbero differenziarsi Lo Biundo e i suoi collaboratori da chi li hanno preceduti? E perché, poi? Ed infatti si muovono, agiscono, operano, pensano, alla stessa, identica maniera. Come se fossero stati costruiti in serie, tutti uguali, tutti identici e ciò indipendentemente dall'età. Perché l'età non rappresenta LA DIFFERENZA. Le differenze le fanno la storia personale, i percorsi familiari e scolastici, le amicizie, la cultura, I VALORI. Ma se per "valori" si scelgono l'egoismo, l'opportunismo, il carrierismo, il cinismo cioé un insieme negativo di prerogative, allora il prodotto finale é, appunto, un soggetto che non ha interesse alcuno ad anteporre le ragioni, gli interessi, le motivazioni degli altri rispetto alle proprie e a quelli di gruppo o clan.
Andiamo al dunque. Io pensavo di non dovere più scrivere del dott. Giacomo Grillo, l'attuale Comandante della Polizia Municipale, nel senso che ritenevo chiuso un capitolo, quello della sua costante, continua, ingiustificata, mascalzonesca azione persecutoria da parte dei Sindaci di turno. Davo per acquisito che un funzionario ligio al suo dovere, rigoroso, rispettoso delle leggi, produttivo, non avesse alcuna necessità di diventare "un caso".
Al contarario, pensavo, potesse diventare un esempio, un punto di riferimento un solido sostegno per amministratori giovani nel senso non dell'età ma dell'inesperienza amministrativa. Chiunque, in qualunque altra parte seria del nostro mondo, avrebbero fatto così. In qualunque altra parte del mondo ma non certo nella nostra città. Per cui, c'é un funzionario ligio e cultore della legalità? Non possiamo "tenerlo", non si può né si deve tenere perché ostacola i "piani", e i piani rappresentano la mia palese, costante, appariscente violazione delle leggi e la palese, costante violazione delle leggi che io consento agli altri perché siano subordinati, preda, condizionati, disponibili, riguardosi, rispettosi e pronti a sostenermi perché "accù mi runa 'u pani ci rugna 'a vita!". Un pò come succede con coloro che il lavoro non l'hanno e lo cercano. E trovi sempre qualcuno che il lavoro te lo promette ma di te vuole tutto. Gli esempi, anche recenti, si potrebbero sprecare.
Dunque il Comandante non lo possiamo tenere perché nel 2008, durante la sua permanenza in quell'ufficio, HA AVUTO L'ARDIRE di operare 55 denunce per abusi edilizi mentre nel precedente anno quando lui non c'era, le denunce furono soltanto 11. E poi, come é possibile che MAI il Corpo aveva operato con determinazione nel controllare il settore del commercio locale per cui era possibile aprire negozi senza avere uno straccio di licenza, ovviare alla pesa del pane, non esporre i prezzi sulla merce, innalzare tutte le insegne pubblicitarie, mentre ora quest'azione é diventa pressante? Perché prima c'era il cosidetto "futti futti" ed ora non é più possibile?
E perché questo continuo prelevare, a tutte le ore del giorno, i campioni (18 campioni da agosto ad oggi) specificatamente per la molitura delle olive che danneggiano il depuratore che costa alla collettivaità 8 mila euro al mese? E perché il Comandante del risultato di queste campionature nulla sà e dunque non ha ha avuto la possibilità alcuna d'intervenire per sopprimere illeciti che sono noti, che sono palesi, che apportano danni alla collettività?
Ma questo Comandante, cosa vuole? Tutelare lo Stato, diffondere il principio del rispetto delle leggi, perfino multare il Sindaco che, forse, pensa d'avere il diritto di potere violare a piacimento le leggi sol perché ha avuto il consenso di tanti cittadini? Ma si rende conto che così operando salirà la protesta, il dissenso nei confronti di questa amministrazione aumenterà e l'indice di gradimento continuerà inerosabilmente ad abbassarsi ad appena sei mesi dall'insediamento? E quel che sarebbe più grave é che, FINALMENTE, a Partinico LA LEGALITA' parolaia non sarà più la foglia di fico con la quale coprire ogni possibile, nefasta, violenta vergogna ma un valore capace di guidare VERAMENTE i processi di trasformazione civile e democratica della nostra comunità.
Questo Comandante, non pare anche a voi, così come per certi versi i Comunisti (lui che comunista non é) ,che agisce, pensa, alla loro identica maniera ?
Una cosa assolutamente intollerabile per cui, siccome i Comunisti anche se pochi non li possiamo eliminare, eliminiamo lui e non se ne parla più. Mi chiedo: é possibile che insieme a noi possano provare sdegno le tante persone civili e per bene che pur esistono nella nostra città?


Toti Costanzo

1 commento:

Anonimo ha detto...

LU BIUNNU E LA PIA BRUNETTA

Travagghiu pi lu ze’ , menu ni fa e megghiu è !

A Partinicu lu ze’ è lu sinnacu "totò lu biunnu"
e li 'mpiegati cumunali lu sannu a mimoria 'stu pruverbiu.
Da quannu c'è iddu a mùnciri la vacca pazza
chiddi chi si sucanu lu latti stancanu sulu a sucari
e totò li apprezza e megghiu ci la fa passari.
Cu fa assa' è comu chiddu chi zappa all'acqua e simina a lu ventu.
Unu ci n'era di li ducentu-unu 'mpiegati sempri cuntentu
chi pi lu re travagghiava survicchiusu assa'
e totò lu ze’ chi vulìa 'mpiegati cu' dui zeri comu ducentu
ci truvà 'na calunia e senza perdiri tempu l'assicutà .
Iddu politicu scienziatu ancora senza làuria retta
scartau lu jornu pi licinziarlu
e su cunsugghiu di ‘na fimmina pia e brunetta ,cu' tanta lungimiranza , sei misi prima
dicritò la data impurtanti di lu primu maggiu,
propriu quannu li so’ ‘mpiegati ‘ncrùcianu li vrazza in flagranza
pi la festa di lu travagghiu !
Accussì tutti li ‘mpiegati di lu Cumuni
ora sannu e ann’assapìri chi anchi pi lu ze’
menu si travagghia e megghiu è !

(Anonimo poeta dialettale partinicese)