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giovedì 2 luglio 2009

L’ACQUA DELL’INVASO VA VIA E LO BIUNDO CONTA MENO CHE ZERO

Un mare d’acqua si perde… a mare. E si perde, per quel che è notorio a tutti, per l’incuria del Consorzio di Bonifica Palermo 2 che ha voluto “con la forza” appropriarsi della gestione del nostro comprensorio sottraendola a quella più che trentennale della Cooperativa “Consorzio irriguo Jato”. Né, ad oggi, sono valse le iniziative della stessa Cooperativa che vuole si ritorni alla gestione democratica e “dal basso” per tutta una serie di ragioni, non ultima quella d’essere lo strumento creato nel 1974 da Danilo e sostenuto da contadini e dai Partiti socialista e comunista. Doveva servire allo sviluppo economico della nostra Valle legato all’agricoltura e soprattutto alla produzione e trasformazione dei prodotti - la fabbrica verde dicevamo allora - in antitesi ad un fallimentare sviluppo industriale della Sicilia che già alla fine degli anni ’80 entrava in crisi e che in questi giorni alla FIAT di Termini Imerese manifesta il suo grave e, forse, definitivo tramonto. Oggi la Cooperativa “Consorzio irriguo Jato” resiste, si rivolge alla Magistratura ma si muove, anch’essa, all’interno della logica “vediamo cosa possono fare i deputati regionali” (strategia fino ad oggi perente) non spingendo all’aggregazione deigli agricoltori, mentre il consigliere provinciale Vincenzo di Trapani del centro destra (degli altri neppure voglio dire) ogni tanto “scopre” l’impegno per questo complesso mondo e pensa che basti qualche qualche intervista o iniziativa al chiuso (ma poi, contro chi protesta visto che dovrebbe agire contro i suoi stessi referenti politici?) possa bastare. Di converso l’assemblato PD partinicese e il nostro stesso Partito arrancano perché mancanti di una capacità di aggregazione che negli anni passati, al contrario, caratterizzava soprattutto il ruolo del PCI di cui noi siamo eredi oltre che quello storico della DC alla quale loro si rifanno. Oggi mancano le “cinghie di trasmissione” tra i produttori agricoli e la “Politica” mentre le organizzazioni di categoria si sono ridotte soltanto a erogatori di soli, modestissimi seppur utili, servizi perdendo le ragioni fondamentali per cui erano nate e cioè strumenti di sostegno, aiuto e soprattutto di lotta contro le politiche governative e a favore di chi la terra la continua a lavorare. Che fine hanno fatto, ad esempio, anche a Partinico la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori già Alleanza contadina e poi Confcoltivatori) e la Coldiretti? Per non parlare della Camera del Lavoro o di altre organizzazioni. Di che cosa si occupano oggi? Che ruolo hanno? Qual’è la loro politica agricola nel cosidetto “territorio”? Quanti lontani sono ormai i tempi dell’Alleanza Contadina di Franco Paparatti e d‘u zu’ Sariddu Turdu, la Confcoltivatori di Totò Inghilleri, l’UCI di Mimiddu Briganò, la Coldiretti di Mimmo Cannizzo! Quanti lontani i tempi relativi al ruolo degli stessi consiglieri comunali, i socialisti La Franca, Filippo Fiorino e Nino Romano, i Comunisti Vincenzo Fedele e Totò Inghilleri e i democristiani Gino Geraci, Pino Lombardo e tanti altri ancora! E il ruolo autorevole dei Sindaci di Partinico e del Consiglio comunale: prestigiosi ed insormontabili baluardi a difesa dell’acqua. Quanto scadente il ruolo dell’attuale Consiglio e dello stesso Sindaco e della sua Giunta assolutamente privi di una benché minima autorevolezza e trattati a “pesci in in faccia” (dichiarazione a Tele Jato dello stesso Lo Biundo) dal Vice Prefetto di Palermo che in tal modo stigmatizzava il livello di considerazione in cui viene tenuto questo amministratore buono soltanto a inaugurare opere (anche quelle da quattro soldi) che altri hanno realizzato e partecipare con fascia, trombe e trombette di accompagnamento alle innumerevoli e sempre più frequenti processioni di quartiere le uniche iniziative che vivacizzano la sonnolente vita della nostra città. Addiruttura, in materia di acqua dell’invaso, Lo Biundo ha fatto meno di Motisi, (che è quanto dire) il quale di fronte allo scempio dello sversamento irresponsabile prima nel fiume e poi a mare (esattamente quel che avviene ancora ad oggi), sebbene spinto dagli amministratori della Cooperativa irrigua tuttavia chiamava la Polizia denunciando l’inettitudine di chi dell’acqua dell’invaso, degli interessi degli agricoltori e dello sviluppo agricolo della nostra valle gli interessa meno che zero. Esattamente di quanto e di come è interessato il Sindaco di Partinico. Non appartengo alla categoria di chi guarda con nostalgia al passato e proprio perché comunista, analizzo quel che accade OGGI, le forze in campo e gli interessi che queste forze avrebbero l’obbligo di sostenere. Oggi i coltivatori (come d’altronde tante altre categorie) sono soli. La politica “di sinistra” cioè fatta di impegno, creatività, cultura, passione, idee, capacità organizzativa e di aggregazione è in crisi profonda. Le organizzazioni sindacali e di categoria subiscono i processi di regressione e sono sempre più assimilabili al “qualunquismo” (niente valori né obiettivi alti) di questa nuova generazione della politica che, priva di una ben definita identità, si è anche impossessata dei Governi locali. Una stagione buia è davanti a noi. A chi oggi dirige le organizzazioni sindacali e delle categoria ci sentiamo di dire: se non recuperate, se non recuperiamo insieme, lo spirito di quanti negli anni passati hanno costruito quegli organismi a difesa dei diritti dei lavoratori e quindi della DEMOCRAZIA andremo ogni giorno di più verso il precipizio della Politica, dell’Economia, della nostra Società.

Toti Costanzo

1 commento:

Niko Party ha detto...

Mi sento di condividere in pieno quanto sinteticamente ed efficacemente è stato scritto in questo Post da Toti Costanzo :
"La politica “di sinistra” cioè fatta di impegno, creatività, cultura, passione, idee, capacità organizzativa e di aggregazione è in crisi profonda.
Le organizzazioni sindacali e di categoria subiscono i processi di regressione e sono sempre più assimilabili al “qualunquismo” (niente valori né obiettivi alti) di questa nuova generazione della politica che, priva di una ben definita identità, si è anche impossessata dei Governi locali. Una stagione buia è davanti a noi".
Speriamo che il suo appello venga ascoltato da chi di dovere, per il bene comune!