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sabato 4 luglio 2009

L’ASSESSORE PANZAVECCHIA E LA SUA IDEA DI PARTECIPAZIONE

La stupefacente dichiarazione rilasciata a Tele Jato dall’Assessore Caterina Panzavecchia, nell’occasione dell’incontro che ha avuto luogo all’inizio di questa settimana nei locali del Palazzo dei Carmelitani con la Consulta giovanile, debbo francamente ammettere che non mi ha sorpreso più di tanto. Cosa ha dichiarato la Panzavecchia all'ntervistatrice che domandava delle ragioni per cui, dopo un anno dal suo insediamento NON AVEVA MAI CONVOCATO la Consulta pur essendo, lei, l’Assessore alle politiche giovanili? L’Assessore con nonchalance, ma sicuramente con assoluta sincerità ed anche buonafede, sostanzialmente ha detto così: “Visto che i giovani della Consulta fino ad oggi NON MI HANNO CONVOCATO, allora ho deciso di convocarli io”. Appare evidente come una tale dichiarazione manifesti, con chiarezza, l’idea che hanno alcuni attuali amministratori locali del loro ruolo che, si presuppone, dovrebbero avere al centro del loro impegno ed interesse IL SERVIZIO DA DARE ALLA COLLETTIVITA’. Cioè, alcuni di costoro pensano non di “servire” i cittadini nelle loro aspettative generali – nel caso della Panzavecchia anche al servizio di un organismo rappresentativo di interessi giovanili diffusi e voluto dalla volontà del Consiglio comunale - quanto di concepire il loro quale ruolo “padronale” ed il padrone, è risaputo, non ha mai cercato o interpellato i “servi”, non ha mai sentito la necessità di verificare cosa dicono, cosa pensano, cosa vogliono costoro. Dunque, e giustamente dal loro punto di vista, la Panzavecchia (ma anche altri suoi colleghi) pensano e dicono, che sono gli ALTRI che devono cercarci e non il contrario perché sono loro che hanno “bisogni” da soddisfare e non certo noi. L’idea,in siuntesi, che la Panzavecchia ha del suo ruolo non mi scandalizza di certo. La maggior parte di chi oggi amministra la nostra città la pensa così. Loro, che sono espressione di Liste cioè organismi senza regole, obiettivi ed anche etica - dunque non sono Partiti con regole ed anche disciplina ma soltanto un assemblaggio di soggetti - e che hanno ricevuto i voti cioè IL RICONOSCIMENTO POPOLARE dal quale discende “il Potere” che possono utilizzare a loro piacimento, non debbono dare conto e ragione ad alcuno. A volte, neppure al Consiglio comunale ed, ovviamente, neppure all’opposizione. Figuriamoci, poi, ad un Partito come il nostro ma come ad altri che, tra l’altro, non hanno alcuna rappresentanza in Consiglio. Il Bilancio del Comune, cioè lo strumento che costruisce “la vita” politica, culturale, sociale della città? Lo COSTRUIAMO NOI perché non abbiamo necessità, nel prepararlo, dell’ausilio degli altri né di coinvolgere o confrontarci con alcuno. I Beni comunali? Non li utilizziamo secondo interessi generali ma li affidiamo soltanto a gruppi ristretti, meglio a chi ci ha sostenuto elettoralmente. Il personale comunale? Lo usiamo non secondo criteri di razionalità, professionalità, efficienza ed economicità ma in ragione degli interessi clientilari che fanno crescere elettoralmente il GRUPPO o SODALIZIO. Le aree comunali? Consentiamo ai privati di impossessarsene e farne l’uso che costoro vogliono sempre che ci sostengano elettoralmente. Gli aumenti delle tariffe? Perché discuterle e concordarle con i cittadini o con le organizzazioni sindacali, seppur organismi malconci? Mettiamoli di fronte al fatto compiuto e se i cittadini non pagano se la fottano loro tanto c’è sempre l’Agenzia delle entrate che provvederà al posto nostro con pesanti sanzioni. Gli avanzamenti di carriera e i ruoli dirigenziali? Sono di nostra competenza per cui favorire od assumere chi vogliamo. L’acqua? Diamola ai privati che ricambieranno non con servizi migliori e a minor costo ma con assunzioni clientilari e laute consulenze com’è stato in altre occasioni e come lo è in altri Comuni. Le opere incompiute? Lasciamole come sono, tanto così è stato fino ad oggi. E si potrebbe continuare a lungo. Mi piacerebbe dire, ad esempio, all’Assessore Giovanni Pantaleo e al suo nuovo ed entusiasta portavoce-scudiero che, come quei pupazzetti di metallo in circolazione qualche decennio or sono a cui davi “la corda” e si muovevano girando su se stessi e battendo sempre le mani: ”Quando inaugurerete un’opera, anche modesta, che però sia stata pensata, progettata, finanziata e realizzata da VOI E NON DA ALTRI?”

Ma appare necessario capire perché questa cosidetta “nuova“ classe dirigente ( mi riferisco specificatamente al Sindaco di Partinico e a parte dei suoi Assessori) la pensa esattamente come la pensava, per certi versi, la “vecchia”? Le ragioni sono abbastanza semplici e vanno ricercate, a mio avviso, nel meccanismo sempre uguale a se stesso e che si perpetua nel tempo. La trasmissione di valori, modelli comportamentali, convincimenti che sono sempre quelli e cioè la predominanza della furbizia, l’affinamento delle capacità speculative, l’arricchimento facile-facile, la giustificata violazione di Leggi e Regolamenti che pongono freni e limiti e noi ”freni e limiti non ne vogliamo”. In una parola, con la “Politica” sono tanti che pensano di raggiungere uno status che consenta loro di avere nelle mani lo strumento che decide, condiziona TUTTE LE COSE, compresa l’economia che a noi si deve assoggettare. E poi il “mio Potere” è necessario perché deve rafforzare il potere di altri che, poi lo riverbera in parte sopra di noi, come in una catena di Sant’Antonio che gira sempre e non si ferma mai. E, in questa macchina di trasmissione di valori negativi, metto al primo posto “la famiglia” che fa, purtroppo, da incubatrice e da protettrice annullando, perfino, il ruolo della Scuola che, in buona parte tenta, almeno di mettere in crisi questo modello patriarcale che sfida i tempi ed anche la modernità. E’ “il modello del Sud” che alcuni novelli lestofanti, tentando di inventarsi, oggi, addirittura un “Partito del Sud” o qualcosa del genere, vorrebbero perpetuare in eterno. Ma di questo ne parleremo in questi giorni.


Toti Costanzo

6 commenti:

Oddone ha detto...

Il "Partito del Sud" nasce da una esigenza del PDL che intende frenare l'eventuale emorragia di voti al sud di gente che non gradisce più Berlusconi. Ecco il patto scellerato che ha unito segretamente Berlusconi e Raffaele Lombardo. Ciò è evidente da quanto un certo signor Crespi ha l'altro ieri dichiarato : "Un Partito che unisca tutte le regioni del mezzogiorno è un'esigenza politica insopprimibile. Nomi? Miccichè (per la Sicilia), Mara Carfagna (per la Campania ), Scopelliti (per la Calabria) , Poli Bortone (per la Puglia). Lombardo è il fondatore, ma è troppo siciliano...".
Toti, a te la parola!

Niko Party ha detto...

Nascerà un Partito del Sud? E i comunisti staranno a guardare ?
Grave se penso che questo nuovo partito si prefigge di recuperare alla coalizione di Centrodestra i voti che al Sud il Pdl ha già perso. Berlusconi ha perso milioni di voti al Sud. Li ha persi, in parte, proprio per il peso della Lega che ha spostato verso Nord l'asse della coalizione.

Uderico ha detto...

"Lo vuole la gente. E quando un popolo si muove nessuno può fermarlo, il Sud, il mezzogiorno d'Italia avrà il suo partito". Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Micciché............

Niko Party ha detto...

Forse l'assessora Panzavecchia è quell'assessora in più rispetto a quelli previsti dalla legge.
Infatti solo le sue competenze sono facilmente avocabili dal sindaco che, quanto prima, dovrà ridurre il numero di componenti della sua Giunta : da sette a sei. Cioè al venti per cento del numero dei consiglieri comunali.
Avremo così un risparmio di circa 30 mila Euro l'anno.

Ecco quanto risparmierebbe il Comune di Partinico se il suo Consiglio Comunale modificasse lo Statuto in attuazione della Legge Regionale 16 dicembre 2008, n. 22 che all’ Art. 1., composizione delle giunte comunali e provinciali, recita che: “la giunta comunale e la giunta della provincia regionale sono composte rispettivamente dal sindaco e dal presidente della provincia regionale che le presiedono e da un numero di assessori, stabilito in modo aritmetico dagli statuti, che non deve essere superiore al 20 per cento dei componenti dell’organo elettivo di riferimento” e che all’art. 2 della superiore Legge Regionale recita che: “i comuni e le province adeguano i propri statuti alle disposizioni del comma 1 dell’articolo 33 della legge 8 giugno 1990, n. 142, come introdotto dall’articolo 1, comma 1, lettera e), della legge regionale 11 dicembre 1991, n. 48, nel testo sostituito dall’articolo 1 della presente legge, entro il rinnovo delle cariche elettive“.
Se a questo risparmio aggiungiamo quello della riduzione dei capi settore a sette (sei + uno ) in modo da affidare un Settore ad ogni Assessore, il Sindaco trattenendo per sè quello della Polizia Municipale e Protezione Civile, arriveremo ad una economia di altre centomila Euro l'anno, cioè di circa 130.000 €uro !
Cosa aspetta, allora, il Presidente del Consiglio Gioacchino Albiolo, così parolaio nel rispettare la legalità, a portare all'Ordine del Giorno del Consiglio Comunale l'applicazione della legge regionale per procedere alla modifica dello Statuto ?
E il Partito della Rifondazione Comunista ritiene di intestarsi questa battaglia civile all'insegna dell'eliminazione degli sprechi, dell'austerità e della legalità, nell'interesse dei cittadini contribuenti ?

Fortunato ha detto...

So che al Comune di Erice (il cui Consiglio Comunale è composto da 15 consiglieri ) è già stato modificato lo Statuto e da sette gli assessori sono già stati ridotti a tre !
Certamente un esempio di buon governo.............da parte del Consiglio Comunale che, politicamente, è in maggioranza contraria a quel Sindaco.
Non credo che il buon Gioacchino, che politicamente è vicino a Salvo Lo Blonde, a Partinico vorrà seguire subito l'esempio del suo omologo di Erice, peraltro della sua stessa parte politica di centro-destra.
Qui, a Partinico, la modifica dello Statuto avverrà all'ultimo momento, immediatamente prima del rinnovo del massimo consesso cittadino.
Sarà certamente così, a nulla rilevando l'eventuale richiesta di una forza politica d'opposizione extraconsiliare come il PRC !
Accetto scommesse...........

Benedetto ha detto...

Io sono contrario al c.d. Partito del Sud.
Un Partito del Sud scatenerebbe una forte contrapposizione Nord/Sud di tipo rivendicazionista, in una situazione però, che vede l'Italia settentrionale già ben dotata di benessere e che potrebbe meglio resistere ad uno scontro politico prolungato rispetto ad un Sud ridotto in povertà.
E Toti che sta pensando in proposito?