Video

Loading...

giovedì 23 settembre 2010

CARO NINO GIOIOSA, PUOI SEMPRE PIANGERE CON UN OCCHIO!

La vicenda del consigliere comunale Nino Gioiosa che a causa della sua definitiva condanna,  viene  destituito ma a “scoppio  ritardato" dal suo ruolo, é sintomatica del livello di “sfasciallittisimo" (da “sfasciallitto” cioè personaggio non facilmente definibile) cui siamo arrivati con l’amministrazione Lo Biundo e con alcuni dei funzionari comunali profumatamente pagati per un ruolo assai delicato cui dovrebbero rigorosamente assolvere. La vicenda è diventata ormai nota specie in questi ultimi giorni. Gioiosa ex amministratore di un Istituto per sordomuti patteggia la pena con i Giudici per un reato abbastanza pesante come è quello di peculato.
Una volta condannato il Segretario comunale del Comune di Partinico, cui l’articolo 97 del Testo unico degli Enti Locali assegna il compito di “assistenza giuridico-amministrativa…” della Giunta e a cui lavori partecipa, avrebbe dovuto IMMEDIATAMENTE e ai sensi dell’articolo 58 comma 1 lettera b) del citato Testo Unico (“…non possono ricoprire cariche di.. consigliere comunale… coloro che hanno riportato condanne definitive per il delitto previsto dall’art.34, PECULATO, del Codice Penale) chiedere al Consigliere di dimettersi e, nel caso di rifiuto, proporre al Consiglio comunale la decadenza dello stesso che, da quel momento NON AVREBBE PIU’ dovuto partecipare ai lavori e delle Commissioni e del Consiglio. Invece il Segretario comunale, meglio noto alle cronache locali per l'esemplare vicenda dell’immobile di via Fermi confiscato a Bonura ed assegnato dalla Commissione da lui presieduta PER TRENT’ANNI e con una PROCEDURA PALESEMENTE ILLEGALE ad un’ATI (associazione TEMPORANEA di impresa o di scopo che dir si voglia ) alla domanda di Pino Maniaci su Gioiosa, grosso modo così rispondeva: “ Stiamo valutando la situazione. Il Consiglio comunale competente in materia dovrà pronunciarsi…chiedo un pò di tempo …” Ma cosa c’era da valutare? Di che tempo aveva necessità per chiedere al Sindaco di chiedere al Presidente del Consiglio di inserire immediatamente e nella prima seduta dello stesso e dichiarare la decadenza del consigliere Gioiosa? Invece no. Gli sfasciallitti si saranno riuniti con la flotta dei legali di fiducia e avranno discusso, saccheggiato il Codice penale, smurfiato norme e codicilli per arrivare poi a questa SICURA conclusione: “prendiamo tempo… chiediamo agli Enti locali i cui funzionari in estate saranno tutti in vacanza e dunque va cerca stà crapa ‘o scuru e nivura pi’ ghiunta. Vediamo, poi, cosa dicono e intanto il NOSTRO consigliere comunale resterà al suo posto e così allungamu ‘u sucu alla faccia del primo dei non eletti chi sticchia e dei suoi sponsor più o meno occulti". E così fu, mentre il Segretario comunale esperto in assegnazioni di beni e l’Assessore alla legalità esperta cavallerizza, ma tutt’e due esperti itineranti in visite guidate presso i beni confiscati alla mafia ed assegnati a cooperative ed associazioni, non appena durante i loro tour arrivavano al raccordo della via Montelepre con quella che porta alla Torre Albachiara nei cui pressi vi è il bene ANCORA AD OGGI ASSEGNATO A GATTO SILVESTRO (quello del bene di via Fermi) ED IN STATO DI TOTALE, COLPEVOLE ABBANDONO (non certo per l’Associazione ma per il Segretario, l’Assessore ed il Sindaco Lo Biundo ), tiravano dritto verso est poi convergevano verso Nord. Lì si fermavano nell’ex proprietà dei Madonia, in quel della Borgata Parrini, per verificare se era vero oppure no che la cooperativa NOE coltivava i prodotti della terra, trasformandoli. D'altronde perché lasciare quella bella proprietà nelle mani non di eventuali zuini elettorali ma di “stranii” che vengono, addirittura dalla Toscana e che, a quanto pare “stricanu puru cu’ ‘i comunisti”? Passavano, così, le settimane, i mesi e il primo dei non eletti, ovviamente, pressava per avere riconosciuto il suo diritto ad occupare un posto nel Consiglio. In verità pressavano anche quelli, pur essi interessati a raddoppiare con la presenza di Leo Lo Iacono il gruppo consiliare esperti, costoro, in tali operazioni e meglio noti per precedenti tentativi di “furto di consiglieri”. Avvenne nelle elezioni comunali del 2005 col tentativo andato, però, a male di appropriarsi del seggio, poi, giustamente assegnato al nostro compagno Ottavio Puleo. Dunque ora la vicenda si è conclusa. Nino Gioiosa perde il seggio in Consiglio e al suo posto subentrerà Leo Lo Iacono. Se fossimo al posto di Nino potremmo piangere, come si suole dire, con un occhio. Perché? Perché Leo è cugino di Nino che a sua volta è cugino di Ezio Lo Iacono attuale Consigliere che nella ultima competizione ha sostituito in Consiglio il fratello Gianfranco giovane ingegnere aperto, simpatico, allegro che ha scelto la professione al posto della “politica”. Cugini di sangue, dunque. E, allora, perché litigare? Non sarebbe meglio al grido di “allegria” fare la conta dei voti che insieme riescono a rastrellare (circa 1000) costituire un Gruppo, Movimento o Partito tutto loro per chiedere, tutti insieme e appassionatamente, riconoscimenti lauti e sostanziosi piuttosto che farsi la guerra che, alla fin fine, giova a Lo Biundo e alla sua ampia corte dei miracoli? E’ un consiglio? No, si tratta solo di un disinteressato suggerimento.
P.S:. con la destituzione di Nino Gioiosa pare che  il consigliere 'Ntrea  e Jhonny Assessore di "riferimento" manifestino preoccupazione e pare sia siano dati alla caccia  di un altro, volenteroso consigliere comunale di quelli spersi al fine di fare  gruppo e non perdere 'a minna. 
Toti Costanzo

2 commenti:

Antonino Partinico ha detto...

Le fesserie di Pino Maniaci
Caro Prof. mentre condivido buona parte del suo intervento riguardante la storia che ha allietato non pochi partenicesi con la telenovela che ha riportato nel post, non si possono condividere le fesserie che dice il direttore di Tele Jato.
A parte l’inesattezza di alcune cose, come quando dice che per un pezzo di pane si è dovuto rivolgere a VITRANO del PD (affermazione da pieno delirio ) perché Leonardo Lo Iacono lavora alla Telecom sin dal lontano 1978 avendo vinto un concorso come autista nella regione Piemonte, poi trasferito a Palermo.
Quello che conta non è certamente questo, ma quante persone politicamente sono schierate, con tanto di tessera, in partiti nazionali e pure per le Amministrative si candidano in liste civiche, sono considerati transfughi? Se ce l’ha con barbetta, con la Tortorella o con qualche quaglia che non ha avuto il coraggio di volare alto all’atto del connubio DS – MARGHERITA, il futuro surrogato, che colpa ne ha?
E ancora , se siamo di fronte ad una condanna per peculato non è dignitoso dimettersi? O per non fare venire meno la maggioranza al sindaco bisogna essere orvi – surdi e muti? E’ forse questa la legalità tanto sbandierata? Inoltre non siamo di fronte ad un candidato che ha avuto una manciata di voti ma ad uno che con i suoi duecento e passa voti ha acconsentito che a quella lista civica scattasse il terzo seggio, se poi Aldo è del PD quello è un discordo diverso ma le fesserie sono e restano fesserie.

Anonimo ha detto...

Caro Antonino Partinico,
sono perfettamente d'accordo con lei. Reputo intollerabile che il consiglio comunale quasi abbia versato fiumi di lacrime (vedi il consigliere Giuliano che ai microfoni di TJ ha improvvisato slanci di sentimentalismo e di patriottismo nei confronti di uno che sembrava un "caduto di guerra") per un consigliere che è stato condannato per peculato e che anzi è stato per troppo tempo seduto tra gli scranni del palazzo comunale. Lo hanno difeso come se il voto elettorale gli avesse ripulito la fedina penale: d'altronde è il maestro Berlusconi, che si sente legittimato a fare il dittatore dal voto popolare, ad insegnar loro come si fa la politica (con la p minuscola). Io non conosco Lo Iacono, né la sua appartenenza politica, ma teoricamente è giusto che sieda lui nel consiglio comunale (se naturalmente ha le carte in regola per farlo). Se davvero ha già compiuto il cosiddetto salto della quaglia, secondo me, pragmaticamente non è molto coerente che accetti l'incarico. Ma la coerenza in politica di questi tempi non è un valore condiviso, sebbene io non accetti l'idea che siccome lo fanno tutti, può farlo anche lui. Naturalmente si può cambiare idea nella vita e anche credere in un diverso progetto politico, ma qualora questo succeda bisogna materialmente conquistarsi il posto in consiglio comunale offrendo alla città la propria nuova idea politica.
Riguardo al PD, premetto che io non condivido neppure un briciolo della politica che portano avanti sia a livello cittadino sia a livello regionale. Io apprezzo Pino quando ad esempio si contrappone al pd nella vicenda Policentro: perché ha delle ragioni legittime per farlo, ossia le nefandezze che il pd ha combinato riguardo a questo progetto a Partinico; oppure le palesi contraddizioni che dimostrano (vedi ad esempio le dichiarazioni dell'on Russo che si è detto favorevole alla Policentro). Non condivido invece ad esempio che in questa vicenda, la sua lotta personale contro il PD abbia fatto apparire il consigliere Gioiosa come un congiurato, a cui esprimere quasi solidarietà.
Ultima considerazione, squisitamente personale: mi farebbe piacere che nel PD di Partinico avvenga un cambiamento radicale, perché solo in questo modo potrebbe recuperare la propria credibilità e ad esempio far sì che si possa ricostruire il centro-sinistra a Partinico. Fin quando si terranno questa classe dirigente, io ad esempio mi terrò sempre a distanza (non sulla base di personalismi, ma a partire da idee politiche (e di come si fa politica, ossia con coerenza, lealtà, onestà, moralità) diversissime). Anzi dovrebbero essere proprio questi loro vecchi della politica (in senso metaforico e non anagrafico) a farsi da parte per permettere ad un partito di ricostruire un nuovo progetto e ripartire da zero.
Gianluca Ricupati