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venerdì 19 ottobre 2012

DOMENICA SCORSA CON CROCETTA,PEPPONE E BRIGANO' "SUL PALCO SVENTOLA BANDIERA BIANCA "



Domenica scorsa erano presenti sul palco, Renzo Di Trapani, Peppe Motisi, Briganò Enzo- per distinguerlo da Mimmo che, notoriamente,  è sempre  stato altra cosa – attaccato alla sua,forse,  ultima bandiera come il naufrago si attacca al relitto della nave inabissatasi e, dunque, alla ricerca disperata della salvezza . E la bandiera non poteva essere che quella di sempre: bianca, attraversata dallo scudo dentro cui campeggia una croce simbolo di quella croce che per oltre 50 anni la vecchia dicci’ appioppò sul  groppone degli italiani e di cui ancora oggi ne paghiamo le conseguenze . Un quadretto idilliaco ,quasi familiare quello sul palco di Piazza Duomo a Partinico completato dalla presenza di  un altro saltabanchi poco noto al grande pubblico per tali qualità come è il Rosario Crocetta che si presenta quale candidato Presidente raccogliendo per strada ,come una macchina spazzatrice, tutta ‘a munnizza cà attrova  pur  di fare voti, pur di mettere piede nel palazzo che fu dei Normanni,  pur di avere al suo fianco il fior fiore della politica siciliana e nazionale che ha dato il meglio di se: stipendi da nababbi, potere a tinchité, viaggi-premio per mogli, amanti ,figli, nipoti e galoppini,posti di sottogoverno ,assunzioni di esperti e consulenti , patteggiamenti con la Giustizia,senza dimenticare la mafia, quella che porta consensi elettorali e che va annusata, odorata,possibilmente anche servita  .Vantaggi , dunque, sempre più a gruppi ristretti di sodali che si sostengono a vicenda come gli ubriachi che per non cadere stanno gli uni aggrappati agli altri . Tra il non eccessivo pubblico festante ad ascoltare Crocetta ,buona parte della Giunta comunaledella nostra città che si trova a sostenerlo e  un Salvo Lo Biundo folgorato dalla politica progressista di Antonello .No, ma quale Antonello Antinoro  ! A quello Salvo,ormai, ci fici cruci e nuci Si tratta dell’AntonelloCraco che a Partinico ha allargato la cerchia dei suoi collaboratori avvalendosi non solo dei noti buoni uffici di Gianlivio  ma ora anche di Salvo e soprattutto quelli,nuovi di zecca, di una nota signora che imperversò fin dall’inizio della seconda repubblica in Consiglio comunale ,e in quasi tutte le Giunte ,compresa quella ingloriosa del  Peppone . Una specie di versione riveduta e corretta della storia di quella Elena che al povero Paride e alla sua città  fece fare la stessa la stessa fine che fece Peppone e la sua corte .Tu dici che si é trattato di tradimento? Di manifesta irriconoscenza? Di  volgare baratto nel senso dell’ io tradisco e tu mi esalti ? Può anche darsi. Una cosa è certa: finisce cosi’, con questo clamoroso avvenimento, il crollo di un pezzo pregiato di un "sistema" , la fine di  un “amore” politico voluto costruito, allevato, cullato, osannato ,sostenuto da un noto “sperto” che si è sempre vantato della solidità e fedeltà del suo cerchio magico. Un cerchio che, a quanto pare, si assottiglia  ogni giorno di più. Non te la prendere  più di tanto perché é’ la vita, mio caro! E, allora, in tema di tradimenti noi comunisti cosa dovremmo dire? Ti ricordi quando per smantellare le famiglie che sostenevano il vecchio, glorioso PCI promettevate posti ‘nta sti banchi banchi e ‘nta sti regioni regioni, come soleva dire la buonanima di don Mimi’ Greco ?
Dunque sul palco , la scorsa  Domenica  e in Piazza Duomo sventolò anche la  bandiera bianca dello scudo e della croce seppur  venata da una pennellata di antimafia da esportazione che con Crocetta,noto nemico delle bande gelesi “che mi vogliono morto” , ha fatto da pendant. Niente di nuovo sotto il sole .Il fatto è che anche l’arte , a volte, s’inchina al potere .E se non s’inchina al potere a chi deve genuflettersi.? E poi, perché non dovrebbe ?Ma la bandiera bianca è anche il simbolo della resa. In quanti film l’abbiamo vista sventolare?    
Vi ricordate la poesia “Addio a Venezia” di Arnaldo Fucinato La scrisse nel 1849 quando   difendeva la città di Venezia che, poi ,dovette capitolare al nemico. Diceva cosi’: “E’ fosco l’aere, il cielo è muto ed io sul tacito veron seduto, in solitaria malinconia ti guardo e lagrimoVenezia mia

E SE AL POSTO DI VENEZIA SCRIVESSIMO PARTINICO? Si potrebbe. Tuttavia da Comunisti non siamo d'accordo perché su quel palco,proprio per riscattare la nostra città,  noi Domenica prossima pianteremo la gloriosa bandiera rossa con  falce ,martello, stella (ovviamente riveduta e corretta dagli eventi e dal tempo) che ,lasciatemelo dire, sarà pure demode' ma ha sempre un suo indiscutibile fascino.E presenteremo facce di antichi combattenti solcate da lunghe lotte sempre a sostegno dei lavoratori, voci che hanno sempre gridato la giustizia, la libertà e i diritti , giovani dal volto pulito, l'animo forte,le idee chiare ,nuove querce che resisteranno al tempo perché sono dal lato giusto .PRESENTEREMO L'ORGOGLIO COMUNISTA A PARTINICO
Toti Costanzo 

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