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venerdì 5 ottobre 2012

VENTURI ALL'ESPRESSO :" CON LOMBARDO LA REGIONE IN MANO A MAFIOSI ED AFFARISTI


Pubblichiamo un articolo del giornale on-line “Link Sicilia” che condividiamo e con l’aggiunta di qualche altra nostra considerazione  
           Le  nostre considerazioni 
Marco Venturi è stato assessore con Raffaele Lombardo fino a ieri .Per serietà avrebbe dovuto dimettersi quando Lombardo il  31 luglio ha lasciato ,anche se apparentemente ,la Presidenza della Regione   Ha continuato Ieri, però si è  ,finalmente, dimesso e leggendo “Link Sicilia” ne conosciamo pure le motivazioni   .Venturi era stato nominato da don Raffaele nel luglio del 2009 prima assessore all’industria e poi alle attività produttive . E, come si suol dire, dio e il popolo era a conoscenza che la sua nomina è stata voluta dal senatore del PD ,Lumia, cioè l’espressione più qualificata dell’antimafia verbale  e parolaia e rappresentante del nuovo Partito Democristiano , quel Partito il quale ha sempre sostenuto che nel governo Lombardo non vi erano suoi rappresentanti .Dunque Marco Venturi era sul piano politico-amministrativo , almeno fino ad ieri, l’equivalente di Vito D’Amico a Partinico nel senso delle deleghe affidate  . Tenendo, ovviamente,  in conto le debite proporzioni. Venturi , alla fine, si è dimesso ma se c’è qualcuno che riesce a convincere D’Amico a fare la stessa cosa siamo pronti a chiudere Sala Rossa (anche se non sia chissà che  ) e cù nappi nappi. Siamo sicuri di vincere la scommessa in quanto ,avendone avuto l’occasione, Vito D'Amico non l’ha fatto .Ed é stato quando Lo Biundo ,di recente, ha nominato vice sindaco il professore Sergio Bonni’ ,carica alla quale Vito giustamente aspirava da tempo in ragione della fedeltà a Lo Biundo e soprattutto perché D’Amico nella giunta è una specie di carabiniere nel senso, però, del detto dell’Arma che dice : “Nei secoli fedeli “” . Non fu ,ovviamente possibile perché Bonni’ ha dietro le sue spalle un Partito  mentre  Vito è politicamente come una specie di “figlio di nessuno” anche se,obtorto collo,  ha dovuto prendere la tessera a Palermo del nuovo Partito Democristiano proprio quando l’ex assessore Venturi diede la svolta positiva alla pratica della Policentro che al Movimento di D'Amico stà tanto a cuore  . Come dire: tu mmé dai 'nna cosa a mmé ,io te dò 'nna cosa a tté. Ora Venturi ,DOPO BEN 3 ANNI DI POTERE ALLA REGIONE SICILIANA ,scopre ( sic!) che con don Raffaele LA REGIONE ERA NELLE MANI DI MAFIOSI ED AFFARISTI.. DOMANDA OVVIA: e tu dove eri?  . Capite , dunque, con chi abbiamo avuto a che fare alla Regione Siciliana e capite cosa effettivamente sia anche il PD siciliano che pretende di poterla continuare a governare con Crocetta? 
E ALLORA BISOGNA CAMBIARE E VOTARE NON SOLO GIOVANNA MARANO E CLAUDIO FAVA QUALE PRESIDENTE E SUO VICE MA ANCHE LA NOSTRA LISTA CON I SIMBOLI DI RIFONDAZIONE COMUNISTA, SEL ED I VERDI 

MA LEGGIAMO LE DICHIARAZIONI DELL'EX ASSESSORE MARCO  VENTURI 
venturi 
Marco Venturi, l’assessore regionale alle Attività produttive che ha appena annunciato le sue dimissioni, dopo un periodo di scontri con Lombardo che hanno interessato anche i vertici di Confindustria, di cui è un esponente, ha rilasciato una intervista all’Espresso, in edicola domani, destinata a fare rumore. Le accuse sono pesanti.
Come si legge sul sito del settimanale che oggi ha anticipato uno stralcio dell’intervista per Venturi: “Lombardo non pensa a far progredire questa terra. Vuole tenere la gente sottosviluppata. Roba da terzo mondo». E poi aggiunge: «Il coagulo di interessi politici, finanziari e mafiosi ha trovato un luogo ideale in cui miscelarsi: a Palazzo d’Orleans con Raffaele Lombardo. Benché dimissionario, ne è il garante».
E ancora: «Lombardo ci ha sfruttati. Con i nostri nomi, insieme al mio anche quello del procuratore Caterina Chinnici e del prefetto Giosuè Marino, che poi hanno lasciato la giunta, si è fatto scudo di attacchi e di ipotesi di collusioni con la mafia”.
Ancora più chiaro: “Con i provvedimenti che ha adottato, Lombardo sta mettendo ancora di più la Regione nelle mani di mafiosi e affaristi. I favori che in Sicilia sta ottenendo ed otterrà Cosa nostra a causa delle sue azioni spregiudicate, inaccettabili e arroganti mi hanno costretto ad andare dai pm di Palermo e alla Corte dei Conti, denunciando inquietanti e gravi atti adottati dal presidente della Regione».
C’è da scommettere che il numero del settimanale domani andrà a ruba.



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