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martedì 2 ottobre 2012

S.S186. E IL SINDACO LO BIUNDO SA' SCOTULA!




In un nostro post pubblicato il 28 agosto e dal titolo “186: sintemu arré puzza d’accarpu” l’avevamo anticipato e scritto :”La chiusura della S.S 186 negli anni ’80 e che si protrasse anche fino alla metà degli  anni  '90 fu un classico esempio DI SPECULAZIONE AFFARISTICA
.Ed aggiungevamo proprio per sventare eventuali manovre speculative  : Ad ogni buon conto noi riteniamo che al tavolo tecnico i sindaci del nostro territorio -e in primis quello di Borgetto, il più attivo , sensibile ed attento ai problemi della statale - s’impegnino a nominare con urgenza un perito di parte per constatare lo stato della parete cui fa riferimento l’ANAS. In tale modo abbiamo, questa volta, la possibilità di verificare DIRETTAMENTE E A PRIORI  gli interventi REALI  che dovranno essere eventualmente  realizzati ed i costi necessari. Perché se cosi’ non sarà, se lasciamo fare all’ANAS o a pezzi della sgangherata ,fallimentare Regione dove convivono fameliche schiere anche di funzionari alla ricerca di schecchi morti pi' livarici ‘u crapistu  ci potrebbe essere il rischio che si riproponga il già visto negli anni ’80 e’90.”
Eravamo stati facili profeti. La strada non si apre anche se i massi non cadono ed anche se conoscitori dei luoghi come lo possono essere “i forestali” affermano ,seppur sottovoce ,che il pericolo di caduta massi sulla 186 è abbastanza remoto,i 190 mila euro stanziati- a quanto è dato sapere dai servizi televisivi-  non bastano perché ci vuole ALMENO UN MILIONE DI EURO ( e ti pareva!) e, cosi’ , signori e signori fate un altro giro , rien ne va plus ,il gioco è fatto. La strada resta chiusa, il sindaco di Borgetto giustamente  protesta, fa bile e si appella a ipotetici ,antistorici , anacronistici “Sua Eccellenza”  oltre che alle masse pronte a rompere gli indugi ed eliminare le truffaldine barriere. Una storia, questa, già vista e che si colloca in un contesto in cui non c’è giornale, servizio televisivo, note ufficiali ed ufficiose che non parlano di malapolitica, affari, corruzione, interessi loschi , saccheggi delle poche risorse rimaste nelle casse dei vari Enti locali  Dunque potremmo essere, ancora una volta e secondo i ciclici corsi e ricorsi della storia , davanti a quel che abbiamo già visto .Un davanti ,davanti al quale la gente per bene resta impotente, impietrita, sconcertata, confusa, sconfitta, nauseata, schifiata . Impotenti gli amministratori come il Sindaco Davi’ ( quello di Partinico, come si suol dire,  ‘sa scotula e manda avanti il buon Gianlivio ),la Commissione d’inchiesta nominata dal Consiglio comunale di Borgetto ai sensi dello Statuto che cerca disperatamente di avere conoscenza e scienza del fatto mentre arrivano i copiosi comunicati di un deputato di Monreale e dintorni ,tal Salvino inteso prezzemolino .Di Briganò-Briganò-Briganò non si hanno più notizie mentre è comparsa una nota a sostegno della SS186  di un illustre sconosciuto che risponde a tal  candidato Pietro La Torre ,ovviamente dell’UDC, il cui faccione campeggia da tempo sulle mura delle nostre contrade entrando in concorrenza anche  col serafico Nuccio Genova ( il suo sorriso che compare dai manifesti elettorali , secondo voi, ha qualcosa da invidiare a quello della leonardiana  Gioconda?) oltre che con l’effervescente Vincenzino Briganò che apre comitati elettorali abusivi in ogni dove, lascia fac-simile perfino ai rivenditori di frutta e verdura che rischiano, cosi’, la perdita dei clienti  mentre Vincenzone ci dice che con lui all’ARS la Sicilia diventerà “bellissima”. Caro Vincenzo, auguri ma troppa grazia . Ci accontenteremmo che diventasse almeno  “bella”  
Dunque cari Sindaco Davi’ e Consiglio comunale di Borgetto: nominate di corsa un vostro consulente per i problemi della sicurezza e presentate il conto alla Regione. Siamo sicuri che soltanto operando in tal maniera  sarà possibile sventare una eventuale operazione riveduta e corretta nel senso che negli anni 80/90 costò miliardi di lire ed ora vorrebbero accollare alla comunità qualche milione di euro che fatti i conti e zero e va zero, è la stessa, identica cosa.
Toti Costanzo 

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