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martedì 19 marzo 2013

E TU UN LAVORO COL 28% DI RIBASSO LO PRENDERESTI?





Questa mattina abbiamo inviato un comunicato stampa alle emittenti locali  che sintetizzeremo nel corso del post .
In quel comunicato esordivamo sottolineando  come alle porte della campagna elettorale per l’elezione di un nuovo Sindaco e di un  nuovo Consiglio, l’attuale amministrazione ricorreva alle già note sceneggiate ad uso e consumo dei cittadini allocchi. E' accaduto per le buche nelle strade ,lo stesso accadrà per i rifiuti che scompariranno dall'oggi al domani , probabilmente si rimetteranno in moto alcune pale nell’area di contrada Margi per fare un po’ di movimento terra ,la signora Bertolino farà pervenire il progetto relativo alla sua delocalizzazione e ci verranno spiegati i vantaggi che la città ne potrà avere se a Bosco Falconeria realizzerà un impianto multiplo con particolare attenzione alla lavorazione delle biomasse(sic!) ,mentre ci sarà la corsa per chiedere licenze a tinchité  per l’apertura di nuovi pubblici esercizi cercando , come si suole dire, di “tentare la sorte” aprendo nuove attività commerciali con la speranza che possa resistere alla grave crisi che  coinvolge la intera categoria . Basta mettersi in lista o dare i voti Per le licenze commerciali , allora, sarà riesumato l’antico sistema già sperimentato dalla buonanima di Salvatore Cintola quando fu anche Assessore all’Annona del nostro Comune (all’epoca l’assessorato aveva questa dicitura) e cioè di rilasciare le licenze commerciali in cambio di voti? Avremo modo di verificare anche perché su questo problema ci ritorneremo alla fine di questo post mentre ora ci occupiamo di strade comunali  e del loro restauro . Di che si tratta?  Le strade del nostro Comune, lasciate da questa amministrazione in stato di totale abbandono per circa 5 anni, sono ridotte ad un colabrodo. Buche di dimensioni diverse mai riempite ed aggiustate al punto che i danni subiti dai mezzi dei cittadini sono molto spesso abbastanza  gravi. Alcuni di questi hanno citato in giudizio l’amministrazione  comunale che ,ovviamente, non solo ha dovuto risarcire ma ha anche  pagare le parcelle agli avvocati difensori chiamati a sostenere le ragioni di una causa persa in partenza. Dunque inizia la campagna elettorale ed essendo coscienti che i cittadini avrebbero grosse difficoltà a rivotare Lo Biundo sindaco ,cercano disperatamente di accreditarsi nella pubblica opinione per quel che non sono mai stati nel passato e non potranno mai più essere in queste poche settimane che restano a loro disposizione.Per cui si arriva al punto che si assegnano ad una impresa i lavori di restauro della viabilità con un ribasso di quasi il 28%. Cioè un ribasso che qualunque amministrazione con un minimo di dignità avrebbe dovuto respingere. Coloro che hanno un pur minima cognizione sanno che con quella somma nessuna impresa potrebbe realizzare i lavori a regola d’arte  traendone anche un profitto . A meno che… A meno che non succede quel che capitò  durante la consiliatura tra il 1970 ed il 1975 quando  un giorno e di buon mattino su imput di Cola ,anche lui consigliere comunale, ci recammo nei pressi della piazzetta S. Caterina quasi davanti dove oggi vi è il bar Bono e con degli attrezzi adeguati provocammo sull’asfalto da poco collocato un buco ampio e profondo  . La ragione stava nel volere verificare se sotto l’asfalto erano stati collocati gli stati di materiali sia nella quantità e sia nella qualità previsti dal progetto. Appare evidente quel che allora – come sicuramente ancora ad oggi- capitava. La imprese ( nell'occasione era quella di Filippo Nania che aveva vinto l’appalto per  asfaltare tutta via Maggiore Guida) che si aggiudicavano i lavori con un forte ribasso ,nell’eseguire l’opera e in mancanza di controlli ,“sparagnava” sulle quantità ed anche sulle qualità dei materiali. Un semplice giochetto ,ovviamente possibile per l’accondiscendenza non solo degli amministratori ammanigliati ma soprattutto per il silenzio dei tecnici comunali, che consentivano a  questa di realizzare ampi guadagni . Da quel lavoro e con quel sistema di realizzazione , dunque, si  traeva il massimo del profitto. Non vi dico quel che allora ebbe a succedere. Avvertito il fratello minore dell’impresario, costui si precipitò chiedendo conto e ragione di quel che stavamo facendo. La presenza di una piccola folla che ,richiamata dalle voci si era assembrata e che immediatamente solidarizzò con Cola che tutti conoscevano ed amavano, ma soprattutto per  il nostro ruolo di Consiglieri comunali che avevamo tutto il diritto di verificare., lo riportò a più miti consigli . Ovviamente l’impresa - anche per altre ragioni -si guardò bene dal proseguire  i lavori del resto della via senza rispettare quanto stabilito dal progettista. 
Dunque a distanza di alcuni decenni Lo Biundo e Pantaleo affidano ad una impresa i lavori di restauro delle buche .L’impresa se lo aggiudica con un fortissimo ribasso . Domanda: chi controllerà la corrispondenza delle opere eseguite nella quantità e nella qualità  ,come si suole dire, a regola d’arte e secondo progetto? Ci saranno anche dei consiglieri comunali di opposizione che vorranno verificare come facemmo allora noi comunisti? Si attendono eventuali risposte
Ma ritorniamo al rilascio delle licenze per il commercio nella nostra città  Si presentano al microfono sia Lo Biundo che l’assessore D’Amico i quali ci spiegano come la Giunta abbia  proceduto alla LIBERALIZZAZIONE DEL COMMERCIO IN CITTA’. Nel senso che chiunque potrà ottenere una licenza di  vendita Il tutto presentato quale una conquista dell’amministrazione nascondendo, come al solito,  una semplice verità: che una legislazione prima inesistente consente  ai Comuni di poterlo ora fare. Dunque niente di straordinario Ora, però,  in economia ci sono delle regole assai rigorose . Se si è in una fase di espansione  economica (più lavoro, più risorse ai pensionati e alle famiglie ,meno tasse ) allora   l’apertura di nuovi esercizi  avrebbe una sua giustificazione perché significherebbe creazione di nuovi posti di lavoro ed anche giusti profitti per le imprese in quanto aumenta la domanda in ragione della messa in circolo di nuove e più risorse .E allora la liberalizzazione del commercio recherebbe un reale vantaggio alle imprese e ai consumatori. MA SE NON C’E’ PIU’ UNA SOLA LIRA NEL CIRCOLO , SE C’E’ UNA SATURAZIONE DEL MERCATO PER LA PRESENZA DI UNA MOLE ENORME DI ESERCIZI E DI CONVERSO NON ESISTE UNA FORTE DOMANDA, CHE SENSO HA ENFATIZZARE LA  LIBERALIZZAZIONE ? E soprattutto che senso ha sostenere ,come una  conquista ,la eventuale nuova nascita di esercizi commerciali quando ogni giorno in Italia ne chiudono 167 e parte di questi anche nella nostra città? Basta girare per il centro e le periferie .
Infine vorremmo aggiungere ,diversamente da quel che é avvenuto da noi , cosa ha proposto l’amministrazione comunale di Alcamo al fine di aiutare le imprese commerciali di quella città e cercare di creare sviluppo.Quell’amministrazione ha fatto alcune cose chiare : PEREQUAZIONE DELLE IMPOSTE, ABBASSAMENTO DELL’IMU PER I PUBBLICI LOCALI , L’ABBASSAMENTO DGLI ONERI DI URBANIZZAZIONE,LA RIDUZIONE DELLE IMPOSTE SUI SUOLI PUBBLICI   al fine di incrementare l’edilizia privata . Cose chiare ed efficaci., concrete e non certo fumo .
Per concludere: anche se l’ex sindaco della città di Alcamo ed il suo segretario comunale sono stati condannati per abuso di ufficio e falso, quella città resta sempre un esempio da imitare. Non ,certamente, in tutte le cose ma ,sicuramente ,per la sua politica economica   
Toti Costanzo         .

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