venerdì 11 aprile 2014

CCA' CUMANNA IDDU !



Leggevo l’articolo del Giornale di Sicilia di ieri l’altro e dal profondo mi saliva una rabbia incontenibile.Ma come?La nostra economia va a rotoli,quasi il cinquanta per cento dei nostri giovani non ha un lavoro né potrà averne nel futuro,il dott. Gino Di Liberto proprio la scorsa domenica nella chiesa di S.Leonardo,e all’interno di un dibattito anche sul tema della povertà,ebbe a rappresentare con crudezza la situazione che vivono centinaia di famiglie di Partinico che sopravvivono solo per l’aiuto che ricevono dalle associazioni cattoliche della città e costoro,questi emeriti mascalzoni si lacerano quotidianamente come se in Sicilia tutto procedesse nel migliore dei modi: niente sfascio delle città e immondizie diffuse in ogni dove,tassazione alle stelle e all’apice della sopportazione per servizi mai resi,personale degli enti pubblici utilizzati solo a scopo di clientela,Enti economici nella mani dei professionisti della politica usati come un bancomat per le loro carriere.E tutto ciò col solo scopo di rafforzar il potere dei nuovi padroni della Sicilia che ogni giorno si contrastano e si contendono per solidificare carriere personali, demolire quella di altri che s’intendono come nemici ( e sono sempre appartenenti allo steso pseudo Partito),equilibrare o squilibrare interessi di clan o di gruppi organizzati per dividersi le spoglie della nostra isola.Devo anche ammettere d’avere  intimamente coperto di insulti i giornalisti che scrivevano di queste cose ,e cioè delle lotte all’interno al PD,nel senso che ne parlavano con non chalance,come se nulla fosse,nella regola,normale,naturale.Ne scrivevano con disinvoltura e distacco,senza provare vergogna o irritazione nei confronti dei duellanti che poi sono sempre gli stessi:Cracolici, Lumia,Crocetta,Faraone,Crisafulli,Genovese (limpido esempio di malversazione nei confronti delle risorse pubbliche) con la new entry di una serie innumerevoli di trasformisti della politica siciliana che lasciavano i loro gruppi di appartenenza (sempre di centro o centro destra dentro cui furono eletti deputati) per transitare nell’area di un campione di trasformistico cinismo com’é Rosario Crocetta.La feccia della politica siciliana,con la sua elezione a Presidente della Regione,diventava cosi’ protagonista di un tragedia che ha come palcoscenico la nostra Sicilia e i suoi gravissimi problemi.
Il fatto.Era accaduto che nel PD,il trombato(con tutta la buona volontà che ci mise per eleggerlo,il pezzo "storico" del PD locale) alla carica di segretario regionale,Giuseppe Lupo,ieri nemico di Crocetta ,oggi con costui si accorda per avere all’interno del governo regionale una sua rappresentanza e dunque potere spendibile.Dunque il giovane democristiano della CISL si accorda oltre che con Crocetta anche con un altro suo nemico di ieri,l’indagato Faraone braccio operativo di questo spregiudicato giovanotto fiorentino che molto opportunamente Grillo ha definito “figlioccio di Licio Gelli” per la sfrontatezza con la quale intende demolire tutto il sistema democratico frutto di lotte,sacrifici e morti.Ed anche con Crisafulli .Si accordano per mettere in minoranza le altre "bande" interne al PD i cui capi sono personaggi campioni di limpidezza morale e politica ,ben conosciuti,come i Cracolici,i Cardinale (si ,Toto'Cardinale quello che fu DC,CCD,UDR,UDEUR,PPI,MARGHERITA,PD ed ora anche Democratico e Riformista per la Sicilia come il nostro trombato Antonello ),i Crisafulli Vladimiro (si, il barone rosso amico di Totò Cuffaro e amico degli amici ) ed altri. Dunque si mettono insieme e si lanciano alla conquista del Palazzo mentre arriva la ferale notizia che il nostro Antonello viene trombato quale candidato alle Europee con grande ,comprensibile commovente  dispiacere di Gianli (ed anche nostro!) ed umiliato dalle varie Nelli,Caterina (campionessa di antimafia ma assessore con il condannato per mafia Raffaele Lombardo senza provare alcuna vergogna ) e perfino dall’ultimo entrato ,tale Zambuto sindaco di Agrigento ,addirittura di provenienza ultima dal PDL. 
Pianti, grida, proteste: "Ma come ,costoro in lista si e il nostro Antonello no?" E ,allora, che dire anche della esclusione dalla lista del campione mondiale di antimafia da circo equestre? Certo,Antonello è inseguito dai magistrati e potrebbe anche rischiare i domiciliari (una vera tragedia,lui che é sempre in cammino, in movimento, in azione !) mentre il nostro campione da circo si può sempre consolare perché almeno dentro il Consorzio di Bonifica PA2 ,che dovrebbe dare l’acqua ai coltivatori della nostra piana,però CUMANNA IDDU!

Toti Costanzo 

giovedì 27 marzo 2014

LO BIUNDO E ZAMBUTO FRATELLI SIAMESI .DICE PINO APPRENDI: SEI SEI UN POLITICO CHE CAMBIA CASACCA, SE NON HAI IDEALI VIENI NEL PD.AVRAI UN INCARICO IMPORTANTE .



Leggo il disperato ma patetico messaggio che fa da titolo a questo post e scritto da Pino Apprendi già deputato all’ARS per due legislature e affidato al Tweet.Per arrivare a dichiarare pubblicamente un siffatto pensiero Pino,antico compagno del fu PCI la cui “polpa” elettorale è finita nelle mani dei lestofanti del nuovo Partito Democristiano,sarà arrivato ad un punto che posso umanamente comprendere ma non giustificare politicamente.Quanti hanno “tradito” ,chi in buona fede chi invece no ,i principi ed i valori del Comunismo-in primis quelli che rappresentavano una diga al diffondersi della corruzione-scegliendo di stare con coloro che hanno voluto annientare quel Partito(gli Occhetto,i Napolitano,i Macaluso,i Veltroni,i D’Alema e cosi’ via ) e , di fatto,respingere gli ultimi vincoli imposti dalla ”questione morale” che Berlinguer aveva rilanciato prima della sua prematura morte- si sono ritrovati a convivere con chi avevamo per decenni combattuto ,se non altro perché tanti di noi non intendevano morire democristiani.I vincoli imposti dal Partito ai noi militanti stavano assai stretti a quanti pensavano che la politica non dovesse più rappresentare l’esercizio della difesa degli interessi della collettività quanto alimentare- molti lo fecero con la convinzine che il Comunsmo era ormai una ideologia da rottamare -quelli di gruppi,camarille,singoli individui spregiudicati e voraci troppo a lungo “affamati” dalla politica del PCI che,al contrario,pretendeva coerenza, serietà,impegno,disinteresse,passione, sacrificio.
A Torino,come a Roma ,o come a Partinico,furono tanti a rompere gli argini,liberarsi da quelli che ritenevano condizionamenti ideologici .Ma per alcuni si trattava di scrollarsi di dosso ,definitivamente, rigidi condizionamenti che rappresentavano un ostacolo al soddisfacimento di  egoistici interessi con il risultato d’avere creato un mostro politico privo di identità, storia,valori come è l’attuale PD.Mi chiedo: Allora,Pino Apprendi,sicuramente persona per bene come tanti altri di mia conoscenza,è arrivato alla conclusione alla quale eravano arrivati tanti di noi da almeno un ventennio e ,cioè,di restare ancora orgogliosamente comunisti non certo perché nostalgici del passato o più intelligenti di altri,ma in quanto convinti che il Comunismo insieme al Cristianesimo siano i soli strumenti ideali per l’affrancamento e liberazione degli uomini,soprattutto degli ultimi?Questo non é dato sapere .Quel che é sicuro é che la Politica deve restare al servizio della collettività e non certo dei potentucoli di turno che violando regole e tanto altro si sono costruiti un bacino che affonda a piene mani nel “Potere” in tutte le sue più volgari forme ed espressioni costruendo una catena di solidarietà tra scellerati.Il servo Lo Biundo è un anello di Partinico,cosi’ come Cracolici è un anello di Palermo,Crocetta un anello della Sicilia,Lumia anello di collegamento dentro il senato della Repubblica.Tutti costoro,servi volontari,sono legati da un ideale filo ,una vera cordata,che trova il terminale nei vari Bersani,D’Alema,Cuperlo e soprattutto Renzi personaggio ,questo,che ha attratto come una calamita a Partinico come altrove,il rituffo della politica e dietro il quale hanno trovato rifugio non solo i piccoli manutengoli (la schiera a Partinico si arricchisce ogni giorno di più) ma i personaggi alla Crisafulli o alla Fracantonio Genovese,tanto per citare.Dunque Pino Apprendi dovrebbe recitare il mea culpa per avere osservato, senza impegnarsi più di tanto,l’ingresso nel PD con incarichi di responsabilità non solo personaggi da avanspettacolo della politica come Lo Biundo ma soprattutto quelli come il neo Presidente del Comitato regionale del PD eletto proprio in questi giorni,tale Marco Zambuto sindaco attuale di Argento. Chi è Zambuto? Il suo percorso politico è identico a quello di Lo Biundo.Sembrano fratelli politicamente siamesi.
Riporto una sintesi di quanto scritto su Zambuto da tale Salvo che lo conoscerà assai bene .Scrive Salvo sul giornale on-line Live Sicilia :
Diplomato al Liceo Classico “Empedocle” e laureato in giurisprudenza a Palermo,esercita dal 1999 la professione di avvocato.Figlio dell'ex sindaco di Agrigento Lillo Zambuto,e nipote da parte della madre Maria Parisi del Podestà della città,Passerello.Nel 1993 è eletto al consigliere comunale di Agrigento nella lista della Democrazia Cristiana con un largo consenso.Scioltasi la DC nel 1997 viene rieletto con i Cristiani DemocraticiUniti.
Nel 2003 ottiene più di 2500 voti ma non è eletto al Consigli
o Provinciale. Nello stesso anno diventa segretario provinciale dell'UDC.dal novembre del 2003 al febbraio del 2007.in quella data si dimise dall'incarico ed annunciò la sua candidatura a sindaco di Agrigento col supporto dei Democratici di Sinistra,dell'UDEUR e di tre liste civiche.Al termine delle elezioni amministrative del 2007 viene eletto sindaco dopo avere battuto al ballottaggio il candidato della coalizione di centrodestra Enzo Camilleri.
Nel febbraio del 2008 la svolta con l'adesione al PdL di Silvio Berlusconi.Ai primi di marzo del 2008,con una mossa a sorpresa azzera la Giunta e presenta la sua nuova squadra in una accesissima conferenza stampa, confermando la sua volontà a perseguire l'adesione al PdL..Nell'ottobre del 2010 aderisce all'UdC di Casini annunciando la sua candidatura alle prossime elezioni politiche.Nel giugno 2013 Zambuto lascia l'UdC per avvicinarsi all'area renziana.
OGGI E’ DIVENTATO,ADDIRITTURA,PRESIDENTE DEL COMITATO REGIONALE DEL PD.Caro Pino Apprendi,comprendiamo il tuo stato d’animo e con te umanamente solidarizziamo.Ma, allora, cosa intendi fare da grande ? Facci sapere
Toti Costanzo



domenica 23 marzo 2014

SAREBBE COME AFFIDARE A LO BIUNDO UNA LECTIO MAGISTRALIS SU MOMMO LI CAUSI

Sono certo che quanti sono stati e sono REALMENTE comunisti ,anche non “ideologici” ma affascinati dal principio dell’uguaglianza tra gli uomini a prescindere dal colore della loro pelle,dal ceto di appartenenza,dal professare una qualsiasi religione che poi altro non è se non il principio per cui Gesù Crsto volle immolare la sua vita,siano rimasti sconcertati che un personaggio politico come Walter Veltroni abbia avuto l’ardire di dedicare al COMUNISTA Enrico Berlinguer un suo lavoro cinematografico dal titolo “Quando c’era Berlinguer”.
Veltroni non é degno di fare riferimento a Berlinguer essendo uno dei tanti personaggi che ha pubblicamente dichiarato di non essere stato mai comunista dimenticando che alla storia del PCI,al sacrificio dei suoi militanti, alla vita dei suoi eroi,al lavoro duro e difficile di milioni di compagni di “base” che per decenni si spesero giornalmente per il Partito,deve tutto .Veltroni non é degno di ricordare Berlinguer cosi' come non lo sono tanti del circuito post comunista ancora impunemente in circolo come Napolitano,D’Alema,Chicco Testa e ,perfino, tizi come tal Cracolici di Palermo o Ciccio Aiello di Vittoria.Di Cracolici a Partinico,come si suole dire,si conosce ormai di tutto e di più :vita, morte (ovviamente fra cent’anni )e miracoli .E Ciccio Aiello? Nel lontano 1992 da assessore regionale comunista consenti’ che la Bertolino potesse continuare a ammorbarci mentre la nostra città era in rivolta contro un potere divenuto invadente,devastante,inquinante e che dopo essere stato per tanti anni sindaco della sua città fini’,nel 2012, miseramente a fare l’assessore all’agricoltura perfino a Raffaele Lombardo.E Chicco?Un tale che fu anche deputato del PCI,ecologista di Legambiente dei più accesi,nominato da quel Partito nel Consiglio di amministrazione dell’Enel e tanto altro ancora ma che nell’era berlusconiana si convertiva al “privato è bello” per cui oggi è uno dei più strenui sostenitori del nucleare.Questi citati personaggi,in primis Veltroni ,se non fosse esistito il PCI sarebbero stati ,come si suole dire dalle nostre parti ,“nuddu  mmiscati cù nenti”
Ma Veltroni ,non dobbiamo dimenticarlo mai,è stato anche l’uomo che ebbe a barattare con Berlusconi la fine dei comunisti di Rifondazione ( nel senso di impedirne la presenza nel Parlamento nazionale) cosi’ come di tutte le formazioni minori come , ad esempio, gli storici Verdi portando la soglia dello sbarramento sia alle nazionali che alle europee al 4% mentre in Sicilia il suo omologo palermitano Cracolici si accordava in maniera ignobile con don Totò Regina Coeli portandolo addirittura al 5% anche per i Comuni.Per cui in Italia milioni di cittadini,o migliaia nei Comuni siciliani,che votano ancora a sinistra non possono a volte più contare e rappresentare l’Italia e la Sicilia migliore cioè quella che non vogliono più ,ammesso che ne abbiano avuto interesse, questi pendagli da forca .Ma va anche detto che Veltroni era cresciuto in un Partito che con tutti i difetti che i suoi militanti potevano assommare rappresentò sempre il più alto livello di dignità e di moralità che non ebbe eguali nella storia delle formazioni politiche che caratterizzarono la vita civile del secolo passato,cosi’ come quella di oggi .Un personaggio che ha vissuto la sua intera vita dentro la “politica” e da questa ricavandone ampi benefici non solo economici ma di status.Per cui leggendo la notizia del suo lavoro cinematografico mi sono chiesto:Ma cosa c’entra Veltroni con un uomo come Enrico Berlinguer che fece della moralità e della coerenza le ragioni di tutta la sua vita?Berlinguer fu un comunista mai pentito cosi’ come ,al contrario,Veltroni rinnegò d’esserlo stato cosi’ come Pietro rinnegò Gesù.
Affidare ,dunque,la storia della vita di Berlinguer a Veltroni sarebbe come affidare a Lo Biundo l’incarico di una lectio magistralis su Mommo Li Causi o far rappresentare la figura di Peppino Impastato a una delle tante macchette dell’antimafia che circolano impunemente in Italia, isole comprese.
P.S. Mi hanno riferito che dentro la sede del PD locale,Partito divenuto ostaggio della banda Lo Biundo,ad una parete è esposta una immagine di Enrico.Ovviamente mi rifiuto di crederlo ma se cosi’ fosse mi permetto consigliare a quanti frequentano quei locali di,quantomeno,avere la dignità di leggere di Berlinguer ,la sua storia politica, la sua vita,l'esempio di uomo incorruttibile ,il suo grande senso della moralità.Ne trarrebbero indubbio vantaggio sul piano della dignità cosi' come é certamente assai educativo ed edificante immergersi nella lettura di una pagina qualunque del Vangelo

Toti Costanzo

mercoledì 19 marzo 2014

SCUSATE IL RITARDO !


Al solito. Il vecchio  computer non ne vuole più sapere,s’inceppa, ritarda ,fa perdere oltre alla pazienza anche giornate intere e non aiuta di certo la voglia di scrivere che diventa sempre più inversamente proporzionale alla quantità di rifiuti che hanno coperto in ogni dove gli angoli più reconditi della nostra città con l’acquiescenza di tanti che si lamentano per poi votare sempre alla stessa maniera quando,al contrario,dovrebbero caricare i sacchetti e collocarli dietro la porta del Sindaco e dei suoi assessori per poi sapere l'effetto che fà!D’altronde dopo avere oggi ascoltato una intervista a TV7 di Filippino Aiello Presidente del Consiglio comunale ,oltre alle illusioni mi sono cadute anche le braccia e qualunque altra speranza. Filippino,infatti,facendo finta di sconoscere il Regolamento dei lavori del Consiglio,al microfono di Federico Orlando intendeva giustificarsi dall’avere fatto una grande cazzata istituzionale quando non ha inteso mettere all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale ,le proposte dei capigruppo di opposizione che chiedevano l’inserimento della nomina di due Commissioni d’indagine (sulle grandi vergogne dei rifiuti e della truffa delle cosiddette strisce blue ) e una discussione sulla Poli.Per quel che riguarda la Poli la nostra curisosità é grande nel senso che vorremmo sapere da Lo Biundo comu finiu con le migliaia di posti di lavoro che dovevano sgorgare in contrada Margi come zampilli di una rigogliosa sorgente e se intende,ad esempio,che nella revisione del PRG tutta l’area D2 venga ad essere restituita alla sua vocazione che è quella agricola visto e considerato che il sogno e le lotte dei comunisti partinicesi di vedere allocate e sviluppate in quel luogo le imprese artigianali,è andato a farsi benedire.Almeno fino alla data odierna.Ovviamente quando scrivevamo,alle soglie delle ultime elezioni comunali,che in contrada Margi avremmo visto a chiama quagghi su quei terreni comparire per subito scomparire qualche pala meccanica come nel gioco delle tre carte  per far intendere che i lavori avrebbero avuto inizio a presto,ci siamo visti dai soliti noti sommergere da una catasta di improperi.Dunque Filippino,l’ultima nostra senile illusione,con questa decisione ritorna, finalmente,a svolgere quel compito che lo vide eccellente subordinato ad un effervescente Giugio.Per cui ,mutuando una celebre,storica,cesarea frase “ Quoque tu Philippinus ,fili mi?”,non  mi resta altro da fare che poggiare il capo su una caritatevole spalla e,piangere lacrime amare.
Ma passiamo ad altro.Dunque il Craco temendo di fare la fine di altro Antonello cerca di trovare la stessa via di fuga in direzione Bruxelles candidandosi per il 25 maggio (accompagnato da un fiume di lacrime di Gianli) già tracciata dal suo omonimo con la speranza di farla franca. Farla franca da cosa?Dalle pesanti accuse della magistratura.Quando si dice il caso! Tutti e due portano lo stesso nome,tutti e due sono stati comodamente seduti sugli scranni del Palazzo dei Normanni,tutti e due hanno avuto la sfiga di incrociare un tal Lo Biundo da Partinico e,illudendosi,hanno pensato di potersi servire degli stessi servigi del tizio citato, allenato alle genuflessioni,alle convergenze parallele,ai salti della quaglia,alle  conversioni e soprattutto ai tradimenti. Qualcuno dice che costui porta sfiga a quanti con lui s’infrinzanu.Ciccio tre volte nella polvere,tre volte sull’altare(deputato regionale,nazionale ed anche sindaco di Corleone) è finito col presiedere una associazione che si occupa di ambiente.Totò Cuffa é finito direttamente a Regina Coeli; Salvatore,una vita di grandi soddisfazioni politiche,sarà stato un caso che appena ha bazzicato a Partinico qualche giorno di più …… ;Saverio non ebbe il tempo di entrare al Ministero delle politiche agricole in via XX Settembre a Roma,che dovette abbandonare  precipitosamente senza onore né gloria.Di Antonello compare di tazza abbiamo detto.Di Craco aspetteremo con ansia notizie.Intanto Trombetta ,che anche da costui é stato intercettato ,trema.Volete vedere che Saro non concluderà la legislatura?Si accettano scommesse.

Toti Costanzoi 

lunedì 3 marzo 2014

PUBBLICHIAMO UN POST DI GIUSEPPE CASARRUBEA, CHE CONDIVIDIAMO

Nel paese di Frank Tre Dita

Posted on di casarrubea
Dove prima sorgevano i campi di mais
Dove prima sorgevano i campi di mais
Nel paese di Frank Coppola, alias Frank Tre Dita, primo dei grandi trafficanti internazionali di droga, poi divenuto “re di Pomezia”, tutto può accadere. Può accadere che ti trovi nella strada sacchi di immondizia non ritirati e aperti dai cani randagi, la mattina quando metti i piedi fuori di casa. Che per settimane nessuno passi a toglierli. Che qualcuno se li levi dai piedi e li depositi davanti all’ingresso di una villa pubblica. Che non si faccia la raccolta differenziata dei rifiuti. Che tutti i supermercati del mondo riempiano le cassette della posta e le strade della loro propaganda. Che il sindaco non se ne accorga neanche. Che un assessore faccia tagliare in una notte tutti gli alberi di una strada principale piantati da decenni. Che si abbattano palazzi storici. Che i servizi per cui si pagano tasse salate non si effettuino. E ancora, non per finire, che un liceo sia intitolato a un concittadino in rapporti epistolari con il capomafia del tempo, quale fu, appunto, Frank Tre Dita. Santi Savarino, direttore del ‘Giornale d’Italia, partinicese pure lui, scriveva, infatti, a Frank Coppola, avendo prima  manifestato la sua amicizia e il suo affetto: “Carissimo don Ciccio [...] Siamo di Partinico e ci comprendiamo benissimo. Disponga di me. Non ho avuto ancora risposta da Atene, appena l’avrò gliela comunicherò. Venga da me quando vuole; avrò sempre piacere di vederla. Grazie ancora del bel regalo e mi creda suo affezionatissimo Santi Savarino”.
Ma prendiamo un giorno come un altro che esci di casa, per andare a sbrigare alcune commissioni.
1 marzo 2014. Ore 9,00. Poste italiane di Partinico. Una grande calca di gente sta ad ammassarsi, impossibilitata ad entrare, davanti alla porta dell’ufficio postale. Stento ad aprirmi un varco e ci riesco solo perché mi impongo di farlo. Voglio vedere cosa c’è all’interno. All’interno ci sono vecchi che non possono stare in piedi, gente che deve andare ai servizi igienici che non ci sono, persone con dei bigliettini in mano usciti miracolosamente da una macchina che li distribuisce, a seconda delle incomprensibili alchimie di chi l’ha programmata, un signore che urla nomi e una folla di persone stordite. Come in un gioco al lotto escono dal parallelepipedo micidiale varie lettere dell’alfabeto seguite da numeri. Grazie a questa tecnologia avanzata l’intasamento è assicurato. Non si sa se ciò accade perché nessuno riesce a programmare bene la macchina, o per qualche altra misteriosa ragione che ciascuno può supporre. Andava meglio in altri tempi quando i pappagalli tiravano a sorte i biglietti del destino, e ciascuno, pagando qualche centesimo di lira, si illudeva almeno di conoscere il suo futuro.
I posti a sedere sono pochi e sempre occupati. Come le poltroncine del pubblico al cinema o al teatro che a Partinico si sconosce cosa sia. Tutto questo dalla parte della “massa” che, così, può assistere, se è fortunata, allo spettacolo. Di cui, però, è vittima. Dal lato degli sportelli ci sono tre postazioni di lavoro dove compaiono e scompaiono lettere e numeri luminosi due metri sopra la testa degli operatori, due sportelli con i segnali luminosi spenti dove stanno seduti due signori con una terza persona che  guarda le loro spalle. Un operatore si intrattiene a parlare con il pubblico che non si capisce quale problema abbia. Salta subito all’occhio che c’è chi lavora con una certa tempistica, diciamo normale, e c’è chi ha ritmi molto lenti. O meglio, se la prende comoda.  Qualche volta un operatore impiega un tempo non definibile, ma abbastanza lungo, per ultimare ciò che deve fare.
Perciò chi decide di andare alla posta per fare le sue operazioni, deve mettere in conto che si deve rassegnare a perdere una mezza giornata. Bene che gli vada, perché c’è pure il rischio che debba ritornare al pomeriggio o l’indomani per riavviare da capo le sue attese. Non parliamo dello stato di salute dei pensionati che devono percepire la pensione, dei soliti noti che scavalcano la coda, dei furbi che si sentono intelligenti, dei cafoni e delle persone per bene che solo per non rischiare di perdere la pazienza, non aprono bocca.
Ora, non voglio esagerare. Sono stato negli uffici postali di mezza Europa. Un’operazione, di qualsiasi natura non dura mai più di uno o due minuti. Non ho mai visto formarsi folle di persone disperate, anche perché sono convinto che qualcuno dovrebbe pagare gli effetti prodotti dal disservizio sul sistema nervoso delle persone e sulla loro condizione di salute. Ma qui non siamo all’estero e siccome la patologia è endemica ed esistono solo quelli che possono e quegli altri che non possono, siamo come Dante e Virgilio che nella città infernale di Dite, nel settimo girone dantesco degli eretici si allenavano l’olfatto per abituarsi alla puzza dei vapori che esalavano dal basso:
“Lo nostro scender conviene esser tardo,
sì che s’ausi un poco in prima il senso
al triste fiato; e poi no i fia riguardo
 Quindi non facciamo caso al fatto che abbiamo dei diritti, primo tra tutti quello al benessere e che procurare un senso di malessere è anche un reato. Dovunque andiamo e qualunque cosa facciamo. Ad esempio quando andiamo a pagare i tributi all’ufficio tasse di via Bellini (che funziona per diversi comuni). In questo buco (sedici metri quadrati circa) dove l’unica cosa che si fa è disperarsi e pagare e perdere l’intera giornata lavorativa, qualche centinaio di persone sono costrette a stare in piedi, senza servizi igienici e senza nessun confort, neanche un posto a sedere.
Se fossi Renzi, quale io non sono, non fui, e non vorrei essere, farei una legge molto semplice. Che preveda che simili strutture di sofferenza e di tortura bellica, debbano essere chiusi, renderei obbligatoria una nuova edilizia per simili casi. Inoltre stabilirei di pagare gli stipendi dei pubblici dipendenti sulla base di un tariffario che preveda il numero delle prestazioni effettuate. Nuova edilizia per i servizi. Quanto agli impiegati il discorso è semplice:
-Tu, impiegato Sempronio, quante operazioni hai fatto in un mese? Trecento? Lo standard previsto è di un minimo di cinquecento, hai diritto allo stipendio decurtato della percentuale di ‘lavoro in meno prodotto’.
-E tu, impiegato Caio, quante operazioni hai fatto? Settecento? Sei nella norma.
-E tu Tizio, quante operazioni hai fatto? Milleduecento? Hai diritto al tuo stipendio, più una quota premio rapportata alla percentuale di produzione in più che hai effettuato.
Se questo discorso a qualcuno non sembra democratico, me ne spieghi la ragione.
Il fatto è che lo Stato da sempre vuole soltanto avere e non dare. Ha un braccio lungo per acchiappare e un altro cortissimo per dare.  E il codazzo degli impiegati e burocrati gli va dietro, come vagoni attaccati a una locomotiva. Ma il binario è sbagliato e porta tutti a sbattere.
Siamo certi che fino a quando sarà diffuso il senso di mancanza di responsabilità e di servizio, saremo obbligati a sopportare quello che abbiamo. Perché il pesce puzza dalla testa, e sul piano locale possiamo solo turarci il naso. Fermo restando che anche il nostro naso non sente più la puzza avendola respirata per secoli.
Dunque? Lasciamo che ciascuno perda il suo tempo, che i vecchi scontino in terra il loro purgatorio, oltre agli acciacchi che hanno, che i giovani perdano il loro tempo, perché tanto sono disoccupati, e chi ha il lavoro lo perda in modo diverso con il solo beneficio dell’eterna speranza del pezzo di pane che si va a guadagnare, quando ci riesce. Tanto, come sanno bene i veneziani, paga sempre Pantalone.
Giuseppe Casarrubea


venerdì 28 febbraio 2014

LE BOFFE DEL SENATORE PINO AVELLONE A DUE SINDACI E LA TEORIA DEL NON MESCOLARE MAI GLI AFFARI CON LA POLITICA



Chi ha conosciuto intimamente il senatore Pino Avellone ( fu anche Deputato al Parlamento nazionale e all’ARS oltre che sottosegretario e consigliere comunale a Partinico) racconta non solo della sua generosità nei confronti di quanti ai lui si rivolgevano per ottenere un posto di lavoro ma della spietata determinazione contro i suoi avversari interni al Partito democristiano o,ancor più,nei confronti di quanti gli si avvicinavano con lo scopo di gestire in proprio il suo potere per poi “tradirlo”.Le sonore boffe assestate a due ex sindaci "traditori" fecero il giro d’Italia.Allo stesso modo fu fortemente determinato nel rompere uno storico legame politico con Salvatore Cintola e un pezzo del suo Partito quando ,a metà degli anni ’80,costoro tentarono di gestire attraverso una società di comodo“l’affaire metano”,un affare da 20 miliardi delle vecchie lire,che vedeva interessata una società all’uopo costituita con la presenza inquietante di quel famoso professore Lapis amico di Cintola che fu al centro di una bufera giudiziaria col risultato di fermare prima e ritardare poi la metanizzazione nel nostro Comune.Il progetto della metanizzazione fu,poi,concluso  nel 1997/98 dal sindaco Cannizzo avendo quale sua Vice la rappresentante proprio di quel gruppo democristiano ( vedi il caso!) vicino a Cintola e contro Avellone in quella citata vicenda.Dunque,a detta di quanti erano ben informati,pur essendo Avellone un uomo di potere mai teorizzò la commistione tra la politica e gli affari che altri suoi sodali,al contrario,promossero e in alcuni specifici casi,resero fatto concreto.Infatti racconta chi fu assai vicino,anche umanamente,al senatore Avellone che lui soleva raccomandare ai suoi di non mischiare mai gli affari con la “politica” trattandosi di interessi assai diversi e contrastanti tra di loro.Gli affari,soleva dire Avellone,interessano la sfera del vantaggio,dell’arricchimento personale o al più di ristretti gruppi,mentre la politica quelli dell’intera collettività.E con la commistione si rishia di finire in galera come spesso capita nei Comuni .Ovviamente chi come lui non mischiò mai gli affari con la politica ,pur essendo un sofisticato utilizzatore del Potere,resse per decenni nel rappresentare le istituzioni ad altissimo livello mentre chi,al contrario,tentava di amalgamare i due interessi contrapposti è durato poco.Politicamente parlando.Sembrava che quei tempi fossero definitivamente tramontati con la fine della Prima Repubblica fino a quando con il ventennio berlusconiano ed ora col PD l’intreccio tra politica ed affari è diventato talmente palese al punto che non si scandalizza quasi più nessuno.Per cui tu puoi trovare deputato di un PD,Partito che dovrebbe mantenere almeno teoricamente un notevole livello di dignità nel senso del rispettare una tradizione politica e culturale che affonda le radici nel mondo del solidarismo cattolico e nella tradizione socialista del sostegno del lavoro dipendente e delle piccole e medie imprese,il figlio di un grande capitalista italiano con interessi diffusi in Europa e nel mondo,come Colannino,o addirittura ministro della Repubblica,la Federica Guidi figlia di un industriale la cui caratteristica principale è quella di chiudere le sue aziende in Italia per traslocare in altri Paesi della Comunità europea sfruttando al massimo il lavoro degli operai di quei Paesi pagati con salari di fame.
E se questo, dunque, avviene a livello nazionale perché localmente le cose dovrebbero manifestarsi diversamente?Infatti non si manifestano se non alla stessa, identica maniera nel senso che tanti hanno compreso come con la politica,oltre a viverci e far carriera,è possibile anche arricchirsi.E,infatti,la domanda che spesso mi è stata posta è:secondo te a Partinico il rapporto tra politica ed affari si è chiuso con la fine del sistema demo-craxi-cintolismo che ha governato ininterrottamente per almeno un quarantennio la nostra città?La risposta,ovviamente,non è altro che no nel senso non solo della non scomparsa del fenomeno ma del suo rafforzamento trovando nuova linfa,nuovi filoni e nuovi soggetti eguali a quelli che hanno incarnato nel passato tale sintesi.E questo processo si è intensificato in maniera esponenziale con l’avvento nel governo della città di Lo Biundo ed una serie di suoi voraci supporti che hanno ricostruito e amplificato il binomio affari-politica con lo scopo dichiarato di difendere,attraverso un ruolo amministrativo attivo,interessi assolutamente personali a scapito di quelli generali ,costruendo ed alimentando un bacino di adesioni elettorali che gli hanno consentito(ma le ragioni non sono state solo queste) d'essere rieletto.Per cui è cosa nota l’interesse diretto del sindaco nel settore del fotovoltaico,il sostegno palese oltre che ovviamente interessato per quelle sfacciate operazioni speculative che hanno avuto al centro l’affare Policentro,l’affare delocalizzazione distilleria,le strisce blu e,di recente,anche tutto quel che ruota attorno alla dismissione di alcuni beni comunali senza tacere su case di riposo,cooperative sociali,pubblici appalti,impianti per la erogazione di energia(benzina e gas) e su quanto si strarebbe preparando nel settore della gestione dei rifiuti una volta costituito l’ARO cioè il progetto già licenziato dall’amministrazione,seppur tardivamente.Ci si chiede:perché hanno voluto far trascorrere quasi un anno per realizzare l'ARO cioé l'Ambito di Raccolta Ottimale?Perché si é dovuto aspettare tanto? Forse perché non si vuole dare il via alla gestione comunale della raccolta e smaltimento di rifiuti ed invece pensare di affidarlo ai soliti privati?Perché questo ritardo ,e cosa si doveva costruire in parallelo?La risposta la sapremo quanto prima e soprattutto quando si verificherà che il servizio piuttosto che essere gestito DIRETTAMENTE DAL COMUNE,si vorrà affidare a società,ditte,cooperative e ,soprattutto,ad ASSOCIAZIONI TEMPORANEE DI IMPRESA!Ma il senatore Pino Avellone non si limitò a schiaffeggiare i due sindaci.Lui soleva anche  aggiungere :"Attenti che chi mescola affari e politica potrebbe finire direttamente all'Ucciardone ! "

Toti Costanzo 

domenica 23 febbraio 2014

E DOMENICA SCORSA ,AI CARMELITANI ,ABBIAMO SMACCHIATO IL LUPO


Ai miei quattro carissimi lettori.
Carissimi, col post del 15 u.s. mi sono permesso di affidare al vostro buon cuore un invito speciale per fare un'opera di carita', Domenica 16 febbraio,recandovi presso il Palazzo dei Carmelitani dove alcune pie donne avevano approntato un gazebo con i colori del nostro nuovo Partito Democristiano.Si trattava di dare un aiuto consistente ad un giovane bisognoso e sicuramente desideroso di sostegno morale,ma soprattutto elettorale,perché,finalmente aiutato da tutti noi possa spiccare il volo ed uscire dalla nostra città che per lui ogni giorno di più diventa una vera ,strettissima gabbia.Ne ha tutte le qualità:un bagaglio culturale smisurato (unni ‘u tocchi tocchi,sona!), un’eccellente ed articolata capacità di uso della nostra lingua,per non parlare poi della sua straordinaria dote di convincimento.Pensate,ci aveva addirittura fatto credere e per questo noi lo votammo,che Partinico sarebbe stata dichiarata Zona Franca Urbana,che la Poli di zio Lino si sarebbe realizzata,che i cani randagi e i rifiuti li portano nottetempo da noi i sindaci viciniori preoccupati e invidiosi della sua fama che vorrebbero oscurare!E se non è più cosi’ cioè niente ZFU,munnizza e cani a tinchité non è,certo,per sua colpa.Cari lettori,il fatto indiscutibile è che tu dopo una breve interlocuzione con lui resti talmente affascinato che ti convinci che anche l’asino è nella condizione di poter volare.Ma i suoi capolavori sono gli affari.Li’ è imbattibile.A parte una serie di incidenti nel senso di discutibili gare (affidamento di servizi sociali sempre ai soliti noti,pavimentazione strade,buste che si perdono e si ritrovano) c’è il fotovoltaico,pompe di benzina e di gas per trazione e riscaldamento dislocate come nelle favole di giufà una a monte,ora anche una via mare e ,se è il caso e l’affare va in porto ,anche una in via Montelepre là dove esiste un immobile in stato di voluto abbandono.Ma il suo capolavoro ultimo,come avete compreso,sono le dismissioni di beni comunali.Ci sono,ad esempio,in via Mulini a stretto contatto con la periferia 11 mila metri quadri ed un vascone olimpionico dove i romantici pensatori di sinistra credevano si potesse realizzare anche un’opera di grande civiltà come lo può essere una piscina?Questi illusi pensavano che con la liquidazione delle Province e la definitiva fine delle ultime illusioni di Vincenzino e Vincenzone di potere ivi ritornare,si potesse costituire un Consorzio di Comuni viciniori e dunque riprendere quel progetto e dare al territorio e alle nuove generazioni la possibilità che può offrire una opera di queste spessore?Spiacente perché Lui ha le idee più chiare.Lo ha messo in vendita per far guadagnare al Comune,più o meno,un milioncino di euro.Voi dite che quel bene se non si cambia la attuale destinazione d’uso non lo comprerà nessuno?E quale sarebbe il problema?Si deve rivedere ,oppure no,il Piano Regolatore Generale?E se al posto della piscina –tanto per dire una sciocchezza- lo destiniamo per un bel complesso edilizio,voi che ne dite,non sarebbe più decoroso che lasciare quell’area al degrado e all’abbandono?Lo si vende,l’acquirente potrebbe anche esserci di già,ci liberiamo di un peso morto,accontentiamo un amico o una società,come abbiamo fatto a Largo Ascone e a villaggio Luna ,e il gioco va.E con la “ Nostra Signora dell’alcool ”oggetto di continue,volgari attacchi ed illazioni di quei quattro pezzenti di sinistra,non abbiamo fatto cosi’? Non abbiamo destinato i suoi 80 mila metri quadri di via Stazione,quando dismetterà la distilleria,ad edilizia abitativa? Certo non tutte le ciambelle vengono con il buco nel senso che c’è stato l’incidente ultimo delle strisce blu proprio quando il gioco sembrava fatto.Tu dici che al Comune non entrava un euro e la società con annessi e connessi si fotteva tutti i soldi?E secondo voi,i voti come gli devono arrivare? E se non dai una cosa a me io ti posso dare una cosa a te?Ma non l’avete capito qual’è il suo punto di forza?Il silenzio,il non dire,il nascondere,sopratutto il mentire.E nelle menzogne risulta davvero insuperabile equiparabile soltanto a Jhonny 1°.Se non ci fossero questi quattro gatti di consiglieri di opposizione, ora si ci mettono pure anche quelli non comunisti,che rompono continuamente le scatole tutto non sarebbe stato tacito?E non si dice che occhiu ca’ nun viri cori ca' nun doli?Ma sono sicuro che Lui saprà trovare una soluzione anche per questo non firmando neppure sola carta come per le altre cose.”E’ molto furbo -mi dice un suo intimo,sfegatato sostenitore di cui non rivelerò il nome neppure sotto tortura - .E’ troppu spertu e carti unni firma  picchi c’è cu  firma ‘o so’ postu !
Ma ora basta,lasciamo al loro destino questi oppositori da strapazzo.Io intanto vi ringrazio per l’impegno che avete profuso giorno 16 facendolo votare.Lo avete fatto votare ma soprattutto volare.Che spettacolo!Mentre altrove i gazebo erano vuoti da noi,a frotte,arrivavano ai Carmelitani da ogni dove:dipendenti comunali in attività,imboscati e gratificati,comandanti,capisettori e di ufficio  (si è visto,perfino,una ex )intere famiglie in carovana,assessori e consiglieri accompagnare giovani ed anziani,occupati,disoccupati ed in attesa di occupazione,dipendenti di Case di riposo,di cooperative,di associazioni.’Ntrea dirigeva il traffico,Wind inviava messaggi elettorali tanto erano a gratis,Jhonny pagava i due euro di riversu quagghiu.Fu un vero trionfo
.Gongolavanotutti:accattoni,questuanti,attendenti,sciacquini,galoppini,mezze cartucce,mezze tacche,mezze pugnette,antichi frequentatori di anticamere,segreterie politiche,sgabuzzini,ammezzati.Si é visto perfino un tizio minuto e con sigaro,di provenienza picci’(il picci’ partinicese,però,dei sempre perdenti perché ci fu anche un picci’partinicese dei sempre vincenti) che gongolante ad un certo punto dello spoglio si rivolse ad un Peppone costernato e con borsa di ghiaccio in testa,dicendo:”Basta,unni volemu cchiù!“.Si riferiva ,ovviamente,alla enorme quantità di voti che si sdivacavanu sul Nostro.Poi arrivò un sms di Antony Baddarò :” Vinciamo ovunque e ovunque abbiamo smacchiato il Lupo” E infine si fece sentire anche lui quello delle ZFU,Trombetta,che gli scrisse accorato:“Torna, torna,sta casa aspietta tè “.
Voi che dite? Tornerà ?
Toti Costanzo






Toti Costanzo

sabato 15 febbraio 2014

E DOMANI, MI RACCOMANDO, SI VOTA LO BIUNDO

 

Costretto all’inattività forzata per un fastidioso stato influenzale,mi trovai a contemplare un’opera pittorica esposta nel modo più conveniente e da circa un trentennio nel salotto di famiglia.Quel dipinto,datato 1984,l’avrò osservato,analizzato,vivisezionato chissà quante volte e tuttavia una forza interiore mi spingeva a rivederlo,senza un apparente,ragionevole motivazione.Una bianca colomba dalle grandi ali spiegate sospesa nell’immenso universo tiene nel suo becco un ampio,bianco lenzuolo allargato dal vento.Sotto,la scritta“dedicato a Enrico.”,ti dice di un omaggio riverenziale di un artista,Pino Fazzuni di Campobello di Mazara,ad una  delle più straordinarie personalità che ci lasciò nel modo più tragico e che il simbolo più classico della pace,appunto una colomba,lo trasporta sempre più in alto e sempre più vicino ad una fonte eterna di luce.Quel dipinto,cosi’ come allora era in uso nel PCI ,attraverso un circuito solidaristico costruito dal Partito con lo scopo di sostenere i giovani artisti legati al Movimento,veniva presentato ai compagni che,acquistandolo,aiutavano concretamente le nuove intelligenze e sensibilità intellettuali che dentro quel Partito crescevano e delle sue idee si alimentavano.
Anno 1984,e sembra un secolo fa,Enrico Berlinguer se ne andava.Era l’11 giugno e se ne andava mentre a Padova teneva il comizio di chiusura della campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo.Se ne andava uno dei più autorevoli,grandi e prestigiosi dirigenti che il mondo Comunista ebbe ad avere,un uomo che quelli della mia generazione abbiamo amato come si può amare il fratello più grande al quale puoi affidare le tue speranze,i tuoi sogni,la tua stessa vita.Quel fratello che hai cercato di imitare nel suo stile sobrio di vita,dei dubbi del quale ti sei appropriato cosi' come delle sue certezze,che ti ha fatto intravedere un mondo a te sconosciuto fino a quando non lo hai incontrato sul tuo cammino,condiviso la sua stessa,immensa passione politica,i cui insegnamenti hai cercato di seguire,ovviamente non sempre riuscendovi e che osservando il dipinto di Fazzuni ,da una diversa angolazione,da colomba magicamente si trasforma in un volto amato  e che ,dunque, non ti ha mai lasciato.
Poi dopo la morte di Enrico e la caduta successiva del muro di Berlino,una generazione di meschini opportunisti-gli occhetto e i d’alema-si erano impossessati del Partito di Antonio Gramsci,iniziando a liquidare la storia di milioni di uomini e donne che per quel Partito avevano dato anche la vita,costruito dalle macerie della guerra una società che si voleva più giusta,dando speranza a milioni e milioni di lavoratori,eretto un muro contro le ingiustizie e a difesa dei diritti .E poi vennero altri,ancora più meschini,i mezzi uomini- i fassino,i veltroni, i d’alema sempre - che tranciavano le radici profonde su cui quel Partito era stato costruito ma che ancora tentava di resistere,duro a morire,per cercare di mantenere una sua identità e dignità.E poi ancora più giù,sempre più giù con ominicchi che come quei piazzisti che una volta si presentavano nelle piccole città e ti dovevano convincere che se avessi acquistato una bottiglietta di liquido miracoloso ti sarebbero cresciuti i capelli, e che ti dicevano mutuando da un buon Gino Bartali che “l’è tutto sbagliato,tutto da rifare”che il Comunismo era stato il Male,che i nostri compagni non ci avevano lasciato alcuna eredità morale e culturale ma soltanto macerie.Capite?Il Comunismo,che li aveva fatto diventare UOMINI ,era diventato IL PADRE  di tutti i mali dell’umanità.E poi ancora più giù vennero i piglia ‘nculo- i macaluso, i napoletano, i bassanini,i bassolini,i chiamparino - che compresero come utilizzando la vita e la storia di altri potevano mantenere carriere personali,stati di avanzamento anche per famigli ed affini.E infine approdarono i voraci,spregiudicati,cinici quaquaraquà -i camusso,i cracolici,i crocetta,i di girolamo,i filoramo,i faraone che hanno avuto l'ardire ,senza provare vergogna alcuna,a farsi sostenere perfino dai tanti lobiundo che prolificano ogni giorno di più in ogni dove -che si sono impossessati di tutti gli spazi che consentono loro di vivere alle spalle e alla faccia degli altri,succhiando dalla storia,dal sangue e dal prestigio di quegli uomini,di quei Comunisti,che lottarono il fascismo e morirono nelle carceri, nello lotte popolari, in quella di Liberazione .
Rivolsi il mio pensiero alla colomba:” Dimmi,ma come è possibile che questo sia potuto accadere?Dove abbiamo potuto sbagliare?” E la colomba-Enrico:” Ricordati sempre,tu che sei un siciliano,un vecchio detto del tuo popolo che dice  “ca’ sempri di rintra veni ca’ ‘u voscu tagghia”

Toti Costanzo 

lunedì 10 febbraio 2014

TRA RANDAGI E MUNNIZZA L'ODIERNO MINI SHOW DI GIUFA'


Esilarante. Oggi disse cosi' : “La colpa dei rifiuti che hanno invaso la città non è mia.Io pago e gli altri sindaci  che si sono coalizzati contro di me non solo non pagano ma hanno perfino le loro città piu’ pulite”.E dopo una pausa di sospensione ( non di riflessione perché è notorio che lui nella sua vita non ha mai riflettuto) nel senso del convincimento che la stava come suo solito sparando proprio grossa, aggiunse:” I rifiuti nella nostra città LI PORTANO DAI PAESI VICINI “ A questo punto tu ti strichi ‘nterra,ti arrotoli su te stesso,ti pieghi e ti ripieghi nel senso di ti voti e t’arrivoti suspirannu mentre il pensiero corre ai randagi dei paesi vicini che a frotte e guidati nottetempo da sindaci furbastri,vengono a suo recente dire,trasferiti a Partinico come i pastori trasferiscono le greggi.”Settembre andiamo è tempo di migrare”.Dunque i rifiuti che ritroviamo quotidianamente dentro,fuori,ai lati,nelle periferie,davanti casa,sopra e sotto,attaccati alle corde o 'ai lazza pendenti che pericolosamente oscillano sulle teste dei passanti che s’annacanu ,ondeggiano,che si sparpagliano ad ogni filo di scirocco e quelli che accasciati fanno la fila sui marciapiedi,sono di importazione e,dunque,non di produzione nostrana?Quindi noi,allora,non produciamo rifiuti?Il Resuscitato non lo disse perché nessuno gli pose la pertinente domanda che,cosi’,restò inevasa mentre un dubbio amletico ci assaliva:”I partinioti mangiano oppure no ,questo è il dilemma.Increduli cercammo conferme e insieme a queste ci fu aggiunto che fuori onda Papi ebbe anche a dire:“Da domani organizzo una squadra di operatori di vigilanza con il compito di frugare nei sacchetti della spazzatura.Per cui se dentro troviamo resti abbondanti di cipolle non v’è alcun dubbio,trattasi di borgettani.Se poi si trovano reschi di sardi,sauri e scurmi ,ad occhi chiusi si tratta ri trappitara,e se dai sacchetti fuoriesce un forte odore di cascavaddu ,tranquilli iardineddu e munciulebbri sunnu.”
Cosi’,detto fatto pare che abbia convocato i suoi più fidi e seguendo le note strategie di Giufà ebbe a dire loro:”Ricarica Smart,tu che viene da quelle zone controlla i due Comuni;tu, N’trea, fatti accompagnare da Gero via Vecchia e segui i passi di Jak De Luca,e voi due Jhonny 1 che essendo piccolino passi inosservato e tu Jhonny 2,che sembri uno svedese,mimetizzativi da turisti e perlustrate la zona mare.Picchi’ di lautri un mi 'nteressa nenti ma stu sinnacu Pinuzzu ciammarita cà cci piaci ‘ncucchiarisi cù i comunista ,‘ncucciari avi “
Messaggio cifrato: Albé accussi cci emu bboni?

Sala rossa

mercoledì 5 febbraio 2014

I CANI RANDAGI DI TOTO' 'U PALLISTA


Non c’è una stagione più bella di quando si è ragazzi.Liberi di scorazzare,di pensare,di creare,di inventare.Chi ha avuto un fanciullezza cosi’ si può ritenere fortunato nel senso che la sua vita non sarà mai grigia.E cosi' fino alla sua naturale conclusione.Tuttavia i ragazzi,liberi dal rigoroso rispetto delle cosiddette convenzioni sociali che condizionano soprattutto gli adulti,si possono concedere qualche digressione o libertà.Per cui se nel gruppo c’è il ragazzino che racconta balle avendo di già una sfrenata fantasia nessuno se la piglia più di tanto.Al più gli appioppano ‘na ‘ciuria del tipo ,Vicenzu  ‘u ‘mbrugghiuni,Cicciu cunta balli oppure se ti chiami Salvatore o Salvo o Totò( che poi è la stessa cosa),diventi per tutti Totò ‘u pallista.
Dunque nel mio gruppo o,meglio,nel gruppo che assiduamente frequentavo c’era un ragazzino che le sparava ogni giorno sempre più grosse.Una volta ci raccontò d’avere visto una specie di cerchio incandescente che volteggiava in alto nel cielo,in un’altra occasione disse d’avere visto un cavallo correre più veloce della “littorina” ( una motrice che tira pochissimi vagoni e che supera i 150 km-ora ) ed infine ci raccontò di quando suo nonno,durante la prima guerra mondiale,aveva conquistato da solo una postazione difesa da un battaglione di nemici armati fino ai denti.E le raccontava con tanta naturalezza ed enfasi che tanti di noi ci cascavano. Quantomeno per i primi giorni.Poi convenivamo,non avendo alcun dubbio,che si trattava di vere e proprie balle.E siccome si chiamava Salvatore (un nome assai comune dalle nostre parti che declina diversi diminuitivi ) ci riunimmo, ovviamente in sua assenza,decretando solennemente :“Da domani lo chiameremo Totò ‘u pallista” E cosi’ fu.
Quando,passati alcuni decenni, abbiamo avuto l’occasione di rivederci,di quel soprannome ridemmo avendo egli ammesso che,in definitiva,se lo era davvero meritato anche se tentava ancora di convincermi che quelle cose con qualche aggiustamento potevano davvero essere credute vere.
Mi capita spesso di ricordare con tanta nostalgia quei giorni della spensieratezza,del credere,come si suol dire,cà puru u sceccu vola,della esistenza dei fantasmi,della storia del Re Cucco che dalle nostre parti nascose un grande tesoro mai ritrovato.E lo ricordavo di recente avendo avuto la fortuna di ascoltare un Totò dei nostri giorni che al microfono di uno sconsolato Federico Orlando cercava di convincere gli ascoltatori di un fatto assolutamente straordinario e accaduto proprio da noi,a casa nostra ,e di cui dirò .
C’e’ nella nostra città ( ma non solo) una emergenza che dura ormai da tanti anni e con la quale hanno impattato tutti gli amministratori che si sono succeduti a Partinico da almeno un trentennio , compreso il sottoscritto:il randagismo. Ricordo come da assessore di Gino Geraci per cercare seppur una parziale risposta risolutiva alla questione,stipulai una convenzione con un veterinario del luogo non solo per la collocazione dei microcip sui randagi e la loro sterilizzazione ma soprattutto per tutelare la loro salute ed anche quella di ovini e bovini fornendo ai nostri allevatori perfino i farmaci.In questa iniziativa ebbi la disinteressata collaborazione del dottore Piero Rao.Nei locali dell’ex Oratorio,infatti,organizzammo un incontro con diversi allevatori perché si potessero convincere come la salute dei cittadini consumatori passava attraverso quella dei loro animali.Per tale ragione era necessario consentire la presenza del veterinario presso le loro stalle al fine di sottoporre gli animali a periodiche visite e utilizzando i presidi farmaceutici che l’Amministrazione comunale avrebbe fornito loro gratuitamente.L’esaltante esperimento durò poco.Quella Giunta per scontri di potere tutti interni soprattutto alla D.C. fini’ preventivamente e disastrosamente la sua esistenza.Ma col randagismo ci riprovai quale assessore del Sindaco Cannizzo.Questa volta in un rapporto di collaborazione con il dottore Fiore,attuale veterinario dell’ASP,col quale iniziammo un collegamento istituzionale che avrebbe dovuto consentire,come atto conclusivo di un processo,che nel nostro Comune potesse sorgere un canile intercomunale avendo la disponibilità dei fondi della Provincia di Palermo e della Regione siciliana .Si trattava di disporre di un’area che avevamo anche individuato Anche quel progetto ,però, non ebbe se non una vita iniziale naufragando sotto i colpi mortali della sfiducia al Sindaco ad opera dei DS e del PPI cui poi,si associarono ovviamente quelli del centro destra.
Adesso,e ormai da tempo,il problema ritorna in maniera ancor più grave.Girano dentro la città e nelle periferie alla ricerca disperata della loro sopravvivenza branchi di cani vergognosamente abbandonati da persone sconsiderate,disoneste e senza un briciolo di dignità.Se ne vedono di ogni razza,anche razze pregiate e ti chiedi come sia possibile che uno degli animali più dolci,più umani e più fedeli possano finire abbandonati in questa maniera cosi’ sconvolgente.Questi animali,però,quando vanno in branco,purtroppo,diventano anche pericolosi.Dunque è necessario costruire “una politica” partendo dalla costruzione di un rifugio,un canile.E Mimmo Briganò,assessore per poco nella passata consiliatura,ci aveva anche provato realizzando una struttura che con alcuni accorgimenti poteva iniziare la sua nobile attività .Ma sulla vicenda del canile comunale i consiglieri Gianluca e Valentina hanno fatto un egregio lavoro di ricerca pubblicando perfino un Dossier.Ovviamente leggendo le carte hanno scoperto tante magagne per cui non solo i costi sono lievitati in maniera esponenziale ma questo resta ancora incompleto e dunque inattivo.E allora esplodono i casi di aggressione,casi anche gravi per cui si denunciano le responsabilità di questo Sindaco che,tanto per ritornare all’inizio del post si chiama,(quando tu dici i casi della vita !) Salvatore e dunque Totò.E Totò davanti ai microfoni di Federico Orlando,e per tentare di giustificarsi come era accaduto in tante altre occasioni tanté che lo chiamano anche Pinocchio (l’ultima in ordine di tempo quella delle ZFU) ,quale giustificazione che se non l’avessi ascoltato con le mie orecchie non avrei mai potuto credere che si potesse arrivare a tanto, disse:“Io sono convinto,e per questo stiamo facendo indagini,CHE I RANDAGI A PARTINICO LI PORTANO DA ALTRI COMUNI! “
Svenni e ci vollero tempo e i sali per la ripresa.Quando riaprii gli occhi mi rivolsi a Lui :“Perché ,Signore,è possibile che accada questo?”Non pensavo d'ottenere una risposta.Ma Lui dall’alto della sua bontà e misericordia,forse impietosito delle mie precarie psichiche condizioni,rispose:"Figliolo consolati.Trattasi di caso patologico,caso assolutamente incurabile.Non c’è niente da fare ,vi dovete rassegnare perché è incorreggibile e mancu eu 'cci pozzu “.Ed io di rimando, approfittando della sua bontà :“Ed allora Signore? “
“ Allora consolati e chiamalo Totò, Totò‘u pallista !

Toti Costanzo