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mercoledì 13 aprile 2011

Risposta di Gianlivio Provenzano a Toti Costanzo

Riceviamo e pubblichiamo un'articolo di Gianlivio Provenzano

Caro Prof Costanzo, con estremo piacere constato che DemoS ha già raggiunto uno dei suoi scopi, accendere il dibattito politico su faccende concrete, di estrema valenza politica. Intendevo proprio questo quando parlavo di DemoS come  uno spazio concreto di confronto e di approfondimento sui temi politici, culturali, economici e sociali della nostra realtà.
Sulla faccenda del “Governo Regionale” di cui il Pd fa parte, ritengo giusto esprimere ancora una volta alcune mie riflessioni: non c’è dubbio, come dice lei stesso nel suo post, che il consenso popolare è la via maestra che legittima governi, amministratori e amministrazioni ma credo che bisogna fare un passo indietro ed analizzare più a fondo quanto accaduto in Sicilia.
Qui il centro-destra si è frantumato ed è andato in crisi per la gestione del potere e dei suoi centri nevralgici (sanità,rifiuti etc) e gli affari che in questi erano annidati. Il Pd ha deciso di incunearsi nelle spaccature e nelle lacerazioni di quel blocco di potere, di cui Lombardo era esponente principale, e contribuire alla loro disfatta. Questo ha generato una situazione di isteria politica nel Pdl e nell’ex UDC, da cui sono scaturite, di fatto in seguito, la scissione e le liti interne all’UDC terminate con la scissione di quel partito e la nascita di varie succursali del Pdl vedi Forza del Sud. A questo punto responsabilmente ed in accordo con il nostro ruolo di “alternativa” al Berlusconismo, da sempre da noi rappresentato, abbiamo chiesto a Lombardo di staccare la spina al governo Berlusconi, e l’MPA non ha votato la fiducia a Berlusconi in Parlamento. La Sicilia quindi di fatto, è stata fondamentale, anzi mi permetto di dire con un pizzico di orgoglio, che il PD siciliano ha avuto un ruolo chiave nello scacchiere nazionale. Lo stesso Berlusconi che nelle fasi iniziali della sua crisi, minacciava le elezioni anticipate, sperando nella Sicilia come suo certo serbatoio di voti, assiste inerme ai nuovi risvolti e fa qualche passo indietro dedicandosi fattivamente all’acquisto di deputati e porta-borse e port’acqua come si direbbe qui da noi.
In Sicilia il PD ha ritenuto e continua a ritenere che la caduta del governo Lombardo avrebbe di fatto aiutato il centrodestra a ricompattarsi proprio in virtù dei forti interessi politici-affaristico-mafiosi, in vista delle nuove elezioni e ritornare al governo della Regione con qualche nuovo esponente che magari avrebbe piazzato un certo DINA come assessore alla Sanità, come peraltro in passato già ventilato, piuttosto che un ex magistrato antimafia. Di conseguenza abbiamo lanciato una sfida a Lombardo, quella di far saltare tutti i sistemi di potere sanità, rifiuti,gestione del servizio idrico,solare, macchina burocratica regionale ed  aprire una stagione inedita ponendosi all'opposizione a livello nazionale votando, come è stato di fatto, contro le leggi ad personam del governo Berlusconi dalle intercettazioni al processo breve. Ha accettato la sfida che gli abbiamo lanciato e io  ho condiviso e continuo a condividere questa esperienza perché le innovazioni che essa ha prodotto, attraverso le riforme approvate, sono senza precedenti. Riforme la cui attuazione è osteggiata dagli avversari politici e dalla malaburocrazia che tentano in tutti i modi di difendere interessi e posizioni di rendita. 
Proprio alla luce di tutto questo, mi sembra azzardato ed improbabile, il parallelismo da lei riportato, Cracolici-Scilipoti. Mi spiego meglio: Scilipoti ha venduto il suo voto aderendo ad un progetto politico già ben stabilito e di cui lui stesso era stato fermo oppositore fino a qualche giorno prima, Cracolici e il Pd invece hanno fatto l’esatto contrario, cioè dar vita ad un nuovo progetto riformista  in grado di dare slancio alla Sicilia fissando priorità, obiettivi e prerogative con un governo di tecnici composto da assessori di grande qualità come Caterina Chinnici, Massimo Russo, Marco Venturi, Giosuè Marino, Pier Carmelo Russo presieduto da Lombardo,che era prima espressione di una coalizione che osteggiava tale processo di cambiamento e che fin dall’inizio ha osteggiato anche il Presidente da loro eletto. Questo Governo adesso con più incisività deve continuare ad attuare le riforme e a governare per cambiare la Sicilia. Infine ritengo che aver bloccato l’affare inceneritori, ridotto i centri di spesa della sanità siciliana (le Asl), ripubblicizzato il servizio idrico, abbia colpito il cuore degli interessi non solo di Cosa nostra, ma anche di quella politica sporca e collusa a cui eravamo abituati. Sulla vicenda giudiziaria di Lombardo penso che bisogna prima di esprimere giudizi aspettare l’evolversi dei fatti,con i chiarimenti della difesa e l’eventuale valutazione di un giudice terzo. Sarò forse un “sognatore” ma voglio continuare a sognare un “nuovo momento” una vera e propria PRIMAVERA SICILIANA e chissà forse anche una PRIMAVERA PARTINICESE che ridia lustro alla nostra città e di cui facciano parte quegli esponenti politici “storici” ed “importanti” come lei  di certo è per Partinico e quei volti veramente nuovi, giovani di cui Partinico oggi ha davvero bisogno.

Con stima e affetto
Gianlivio Provenzano

2 commenti:

Antonino Partinico ha detto...

Caro Gianlivio, alcune considerazioni del tuo post, secondo il mio punto di vista, hanno una valenza molto importante, specialmente quando dici di essere un sognatore, anche perché, anch’io mi sento un sognatore. Condivido il fatto che con l’appoggio del PD al governo regionale, l’MPA nazionale ha votato qualche volta contro il caimano, ma in una regione come la nostra, credimi, questo non basta.
Se il PD regionale vuole continuare ad appoggiare Lombardo, cosa che condivido meno, per una serie di motivi che posso rappresentare, primo tra tutti che il lombardismo non è cosa diversa del cuffarismo, sono due identiche facce della stessa medaglia, figli della stessa mamma, della stessa cultura, dello stesso costume, o meglio, mal costume, che abbiamo visto affiorare dal dopo guerra ad oggi, frutto di un clientelismo sfrenato, di amicizie poco chiare con certi soggetti malavitosi ed appartenenti a diverse famiglie mafiose. Ora si può veramente pensare che questa sia una vera “primavera siciliana?” Come si può parlare di primavera, se la Sicilia ha il maggior numero di disoccupati d’Italia? Per non parlare della disoccupazione femminile o di essere arretrati rispetto al nord di almeno 30 anni, della mancanza delle infrastrutture, di scuole fatiscenti, di vie che sembrano trazzere, dell’arretratezza della macchina burocratica, della mancanza di verde nelle montagne, di non avere saputo o voluto effettuare la raccolta differenziata e quant’altro? E fino ad ora chi ha governato la nostra regione? Il Governatore Lombardo, non era democristiano prima e dell’UDC poi? Tu sogni (e hai il diritto di sognare) una primavera partenicese, ma il tuo sogno com’è? alla Cannizzo? o alla Motisi?, perché se sogni alla Cannizzo sarà una vera primavera, al contrario sarà una “maledetta primavera” anche perché l’abbiamo già vissuta sulla nostra pelle. Non dimenticherò mai quella campagna elettorale per Motisi sindaco che ha visto tutto il centro sinistra condurre la sua battaglia con comizi, assemblee, porta a porta, un lavoro massacrante, fino alla vittoria finale. Poi, quella primavera è svanita, non ci siamo accorti dell’estate e neanche dell’autunno, come tu sai, siamo piombati dritto – dritto in un inverno glaciale, certamente, non per colpa della società civile o dei sindacati, men che meno dei partiti della sinistra estrema come qualcuno li chiama, ma sicuramente per colpa di burattinai che restano sempre nell’ombra, dietro il palcoscenico, pronti per “ammazzari u sceccu pi livarici i crapisti”, che sono sempre stati anticomunisti viscerali fin da quando erano presidenti di Associazioni cattoliche o dirigenti della “Fuci” o parlamentari nazionali. Non voglio essere Cassandra, ma ti posso assicurare con estrema chiarezza e certezza che fintanto che nel PD partenicese ci sarà qualcuno che risponde a qualche “ barbetta “ di turno e qualche gallinella che si riempie a vanvera la bocca di legalità, non potrà esserci mai una vera primavera, quella rimarrà sempre latente nei sogni di ogn’uno di noi. Non me ne volere Gianlivio ma questo è quello che penso, ti abbraccio esternadoti, come sempre, la mia stima e simpatia.

Anonimo ha detto...

Quanto al governo regionale: Caro Antonino una semplice domanda: credi che tutti i problemi siciliani nascono adesso con Lombardo o ci sono già da un bel pò? Ti ricordo che qst governo di tecnici è stato nominato da poco piu di 3 mesi circa.. quindi dacci tempo.
Quanto alla "Primavera", quella che intendo io non si rifà a nessuno, è tutta da costruire con impegno e con le forze sane Partinicesi e di certo senza burattini e burattinai nè illustri stregoni,faccendieri o voltagabbana. Va costruita sulla base di obiettivi da raggiungere con modalità,tempistiche e protagonisti condivisi.DemoS lavorerà sempre su temi politici-culturali per trovare risposte e soluzioni per Partinico... Ciao
Gianlivio Provenzano