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venerdì 3 febbraio 2012

LA DONNA FRUGAVA NELL'ERBA E RACCOGLIEVA "CARDEDDA"

C’è un vecchio detto siciliano che spesso Pino Maniaci ripropone dagli schermi di Tele Jato :” U’  saziu nun po' cririri mai ‘o riunu”. Il significato ,soprattutto per noi siciliani ed anche per tanti meridionali ,è sempre stato abbastanza chiaro e crudo:chi dispone di beni e mezzi non può comprendere le ragioni di quanti nulla hanno “se non le loro catene”. Pensavo a questo proprio quando,l’altro giorno,  il Presidente del Consiglio Monti, esprimeva alla televisione quell’infelice concetto- “I giovani si abituino all’idea di non avere più il posto fisso a vita. Che monotonia. E’ bello cambiare e accettare delle sfide.”. Se c’era qualcuno tra gli italiani, e noi non eravamo  tra questi, che osannava il banchiere quale capo del Governo per il suo equilibrio, senso della misura ,capacità taumaturgiche ( insieme ai suoi Ministri compresi i  chiacchierati e i compromessi) nel dare soluzione ai problemi gravissimi del nostro Paese, non aveva che da restare assai sconcertato.
Il Presidente del Consiglio che per trovare soluzioni alla crisi ha usato il classico sistema dei ricchi i quali non hanno alcuna idea di come vive la stragrande maggioranza degli italiani –appunto il ricco che non può mai pensare che esista una povertà portata fino alle estreme conseguenze- pensa che si possa continuare ad affondare le mani nelle tasche perché qualcosa ancora da tirare fuori ci sarà  .Sono milioni le famiglie indigenti, tante altre che stanno anch’esse per superare la soglia della povertà ,perfino sono in crisi  i ceti medi le cui risorse non arrivano più neppure alla fine del mese e si cerca di utilizzare tutti gli espedienti per non soccombere . Quanti sono i poveri della nostra città che vengono aiutati a sopravvivere grazie agli interventi delle organizzazioni cattoliche caritative, dai singoli che contribuiscono come possono ?Quanti sono quelli assistiti dalla S. Vincenzo , dalla Caritas o da altre similari organizzazioni ?  Passavo, di recente,  da via S. Cosma e Damiano e dietro la porta della sacrestia della chiesa di S. Leonardo sostava una piccola folla fatta sopratutto di donne .Insieme alle nostre anche quelle che provengono dai paesi dell’Africa nord occidentale .Donne piene di dignità e di pudore ma costrette a chiedere spinte dalla  miseria, dal bisogno soprattutto dei loro figli .E sono sempre le donne che devono superare la soglia dell’umiliazione, del chiedere perché nella nostra cultura di gente del meridione gli uomini non possono, non devono. Come Partito ,durante le manifestazioni dei lavoratori che occupavano la “rotonda” per Alcamo abbiamo presentato all’Amministrazione comunale  delle proposte chiedendo ,in questa tragica fase della vita delle nostre popolazioni più deboli, che “la politica” desse un segnale. Abbiamo scritto che se gli amministratori, Sindaco ed Assessori ,riducessero del 30% le loro indennità avremmo recuperato delle risorse. Abbiamo anche chiesto che le Commissioni consiliari comunali riducessero le loro convocazioni limitandole a due soltanto la settimana. Nessuna risposta . Abbiamo proposto che i Settori che guidano la macchina del Comune si potessero anch’essi ridurre da 11 a 7. Silenzio  . Abbiamo detto al Sindaco d’avere il coraggio di recuperare immediatamente la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti perché in questo anno si possa arrivare ad un consistente risparmio ( non meno di 1 milione di euro) col quale ridurre anche  l’altissima tassa sui rifiuti. Muti. Abbiamo proposto che per il 2012, nella formazione del Bilancio di previsione, non si aumenti l’IRPEF comunale.E abbiamo aggiunto: tutte le risorse recuperate trasformiamole in cantieri di lavoro per i disoccupati ,per tante famiglie che per 3/4  mesi possano almeno ottenere un aiuto economico dal Comune non sotto forma di sussidio ma di UTILE LAVORO. Niente. L’altro ieri avevo posteggiato la macchina in via Saverino ,uno slargo alle spalle di  via Principe Umberto nei pressi dell’ex Oratorio . Dovevo recarmi presso gli uffici del Comune li’ allocati. Quel tratto di strada poco transitato presenta ancora un immobile quasi in disfacimento che una volta fu luogo, a quanto pare, di produzione e trasformazione del vino. Lungo il suo frontespizio e sulla cunetta cresce , abbondante, l’erba. Pensavo “all’ardicola” ma invece vi cresce rigogliosa anche una provvidenziale “cardedda”. Una donna ancor giovane , ma sicuramente mamma, stava china  frugando tra quell’erba . Una parte la trasferiva dentro un sacchetto di plastica. Vi trasferiva quella commestibile. Provai tanta vergogna per me, per la politica, per gli amministratori locali , per Monti. Una vergogna confusa alla rabbia, la stessa che dovettero provare  quel 2 febbraio del 1956 i disoccupati di Partinico alla trazzera vecchia dando luogo allo sciopero alla rovescia . Li' per chiedere pane e lavoro.
Toti Costanzo   

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