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martedì 14 febbraio 2012

PER RICORDARE UN UOMO ED UN ARTISTA

“La scomparsa di Salvatore Tartamella impoverisce il quadro culturale della Sicilia. Egli cantò la sua terra,ne descrisse il fascino come solo può fare un poeta”. Ho voluto scegliere questa sintetica quanto incisiva rappresentazione che Pietro Alagna ha fatto di Salvatore che a soli 60 anni se ne è andato da pochi giorni accompagnato da un commosso commiato di Fausto Cannone ,  da una grande, commossa folla di suoi concittadini alcamesi e soprattutto accompagnato da una delle sue più belle, struggenti  canzoni “Pantelleria é” che è un atto d’amore nei confronti di un’isola che è parte della storia del nostro Mediterraneo e ,dunque, della nostra storia  .”Lu ventu,ventu è Pantelleria, l’amuri,amuri è Pantelleria…..” Dopo Ludovico Corrao se ne è andata una delle personalità più prestigiose della cultura del nostro territorio e la città di Alcamo può essere orgogliosa d’averlo avuto suo figlio . Fu giornalista, poeta, cantautore, pittore. Fu amico di Fifo e, quindi anche nostro amico seppur non avessi con lui se non fugaci frequentazioni in tempi ormai lontani .
Ma mai ho potuto dimenticare un suo atto di generosità che voglio raccontare per ricordarlo .
Il Partito Comunista anche a Partinico fu un grande Partito. Chi fin dalla fine della seconda guerra mondiale ne fu militante passionale e convinto ,non può dimenticare quel che fu anche nella nostra città il PCI di  Gramsci ,Berlinguer, Termine e tanti e tanti compagni .Un centro di vita attiva, dinamica, rappresentativa di interessi diffusi, difensore degli ultimi ma attento anche all’evoluzione culturale e politica della nostra città .Il PCI costrui’ un pezzo importante della società partinicese  che si sviluppava parallelamente a quella edificata dalla DC, quella della prima ora dei cattolici impegnati come  Cartosio, Scaglione ,Oliveri, Maria Addamo .Quella che venne dopo tali personalità fu ben altra cosa Fu la DC dei Messeri,degli intrecci tra la mafia dei Frank Coppola inteso “tre dita” e politica, degli affari e delle clientele, dello smodato desiderio di potere ad ogni costo.Se la DC si serviva della chiesa locale per assistere i poveri, il PCI costruiva la sua struttura di solidarietà inviando i bambini bisognosi  nelle colonie delle regioni rosse,se la crisi attanagliava i lavoratori partinicesi ,molti lavoratori comunisti trovarono accoglienza a Livorno o a Bologna  ,se la DC si serviva delle ricorrenze  religiose come la festa della Madonna del Ponte per affermare la sua forza di penetrazione popolare ed ottenerne il consenso ,il PCI non era da meno e costruiva la sua festa  ,il Festival de L’Unità( a sostegno del giornale del Partito)  che organizzava giorni di iniziative che diventavano un grande momento di partecipazione popolare. Lo strumento operativo era “Il Comitato festa” con in testa il Segretario della sezione e poi i compagni anziani che insieme ai giovani raccoglievano i fondi necessari  andando casa per casa ,vendendo i biglietti e sorteggiando alla conclusione dei festeggiamenti un puledro  che aveva anch’esso girato giornalmente i quartieri della città insieme al Comitato. Il puledro era la rappresentazione visibile e significativa di quel che il cavallo aveva rappresentato, e rappresentava, nella cultura contadina . Ovviamente erano giorni di  sacrifici e di lavoro attivo , di iniziative culturali, sportive, culinarie. Erano i festeggiamenti che si concludevano con i tre giorni  “ di cursi di’ cavaddi i” e il concerto “du’ cantanti ‘nta chiazza  “,il cantante di grido che richiamava una folla talmente immensa da  riempire tutta  piazza Duomo alla stessa maniera di come avveniva con la Festa della nostra Patrona. E “a’ festa ri comunisti” era un avvenimento atteso e partecipato  soprattutto dai ceti popolari.alla stessa stregua “da’ festa d’austu” che era di fatto la  festa del governo locale (il Sindaco era il Presidente del Comitato dei festeggiamenti)  e dunque della Democrazia Cristiana  Fu, credo, nel 1980 che per difficoltà organizzative non riuscimmo a raccogliere una quantità di fondi tali da potere assicurare la presenza di un cantante popolare ma costoso . Dovevamo  ripiegare. Sapevamo che i nostri ceti popolari avevano una grande passione per  i "cantanti napoletani” e dunque ci convincemmo che bisognava rivolgerci a questi artisti senza, però, far rimpiangere le manifestazioni degli anni precedenti . Mi rivolsi a Fifo che mi fissò un incontro con Salvatore Tartamella allora già noto come organizzatore di spettacoli e con una notevole conoscenza nel mondo della musica. Venne a Partinico .Gli dissi delle nostre necessità,gli dissi anche delle modeste risorse di cui disponevamo. ”Tu lo sai che i comunisti siamo poveri”. Ricordo quel che mi rispose ridendo :” Faremo una serata in piazza che non farà rimpiangere le feste degli anni precedenti.” E ,aggiunse :” ‘Nca picchi, allura, semu cumpagni?”. Il concerto fu indimenticabile. Quella sera lui cantò insieme agli altri artisti . Un successo straordinario con pochi soldi. Io non so se Salvatore Tartamella fu anche  un “compagno”. Ma sicuramente una straordinaria e generosa figura di UOMO E DI ARTISTA  
Toti Costanzo

3 commenti:

Antonino Partinico ha detto...

daccordissimo con tutto l'articolo di Toti che posso sottoscrivre al 100% con una sola parentesi che nel 1985, e quindi a metà anni 80, si è svolta la festa dell'unità più grande che i comunisti di partinico abbiano fatto, portando, a distanza di appena 15 giorni, due grandi cantanti di fama internazionale come Antonello Venditti prima e Gino Paoli dopo. Festa che si è svolta allo stadio comunale con una impressionante folla proveniente da ogni angolo della sicilia.

Toti ha detto...

Si ,é vero caro Antonino, quel Partito Comunista fu veramente grande anche a Partinico senza nascondere difficoltà ed anche contraddizioni.Toti

patrocini ha detto...

nel 1985 non era ancora stata aperta tangentopoli....