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giovedì 30 aprile 2009

L'INDECENZA CONTINUA

DA OGGI FINO ALLA FINE DELLA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA ELEZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO CONTINUEREMO CON LE “INDECENZE“. INDECENZE DELLA “Politica", OVVIAMENTE DI QUELLA CON LA “P” MINUSCOLA. L’INDECENZA DI CHI, ATTRAVERSO IL POTERE CHE GLI E’ STATO CONSEGNATO DAGLI ELETTORI LO USA PER ANNULLARE ANCORA DI PIU’ LA COSCIENZA E LA DIGNITA’ DI QUANTI SONO CARICHI DI BISOGNI; L’INDECENZA DI CHI USA LE RISORSE PUBBLICHE, FRUTTO DI SACRIFICI DEI CONTRIBUENTI, PER RAFFORZARE CLIENTELE E CAMARILLE; L’INDECENZA DI LEGGI CHE PIUTTOSTO CHE TUTELARE COLORO I QUALI HANNO SUBITO UN TORTO LI AFFOSSANO ANCORA DI PIU’; L’INDECENZA DI QUANTI, DISPONENDO DI UN POTERE ECONOMICO, LO UTILIZZANO PER PERPETUARE SOPERCHERIE. E SI POTREBBE CONTINUARE. AD OGNI BUON CONTO POSSIAMO DIRE , IN UNA PAROLA, L’INDECENZA DI OMUNCOLI, ARROGANTI E QUAQUARAQUA’ DI CUI E’ COSTELLATO IL PANORAMA DELLA NOSTRA SOCIETA’ ANCHE LOCALE E DIVENUTI “GIGANTI” PER L’ACCONDISCENDENZA ED IL SERVILISMO DI TANTI .

Oggi elenchiamo una serie di “indecenti” e di “cose indecenti” iniziando con il Sindaco di Gela (della Borsellino ho già scritto) che ha fatto già affiggere a Partinico un manifesto 6 x 3, anche lui comunista pentito, e che avendo governato con i voti dei comunisti la città di Gela per ben due legislature e non essendo più rieleggibile, piuttosto che umilmente mettersi al servizio del suo Partito (il PdCI) ed anche di Rifondazione che l’hanno sostenuto e fatto anche eleggere DIFENDENDOLO IN TANTISSIME OCCASIONI preferisce, novello saltimbanco politico, trasferirsi all’interno del più sicuro PD (il Partito che alcuni mesi or sono a Gela aveva iniziato a raccogliere le firme per sfiduciarlo) e in buonissima compagnia. Quella dei Cracolici, dei Crisafulli, dell’ex Ministro Cardinale tanto per fare alcuni nomi di illustri siciliani suoi nuovi compagni di avventura. Ovviamente durante la campagna elettorale ci parlerà di antimafia, del suo impegno in Europa nel caso di elezione e delle strategie di come sarà possibile che la mafia sia sconfitta definitivamente avendo accanto quegli illustri personaggi che lo sosterranno senza se e senza ma.

E l’indecenza di Antinoro? Antinoro Antonello, Assessore alla Regione siciliana che pur sapendo che in caso di elezione non andrà al Parlamento europeo per cui la sua presenza in lista rappresenta una vergognosa mistificazione, un vero e proprio imbroglio, tuttavia è lì in fila con altri suoi compagni di Partito a rastrellare voti per mantenere e perpetuare potere, averne sempre di più alla faccia dei siciliani senza lavoro, ai giovani costretti all’emigrazione, ai poveri sempre più morti di fame. E a Partinico vedremo, sicuramente, una schiera di indecenti che rastrelleranno il voto per l’Assessore con la promessa di un posto di lavoro, un avanzamento di carriera, un contributo alla festa del Patrono, una promessa di finanziamento per pubbliche opere. E tanto ancora.

E l’indecenza di una legislazione che ha consentito ad un verme, che ha letteralmente squagliato nell’acido il piccolo Di Matteo senza provare alcuna pietà per un bambino, oggi libero senza aver fatto quasi nemmeno un giorno di carcere ed affidato ai “servizi sociali”? E nessun giudice ha pensato, per un solo momento, alla famiglia di un bambino che non aveva alcuna colpa se non quella d’avere un padre contiguo con la mafia di S. Giuseppe Jato, lui incolpevole e che come soliamo dire dalle nostre parti, ancora doveva “nasciri”? Nessuno ha pensato per un solo momento ad una famiglia, soprattutto ad una madre così duramente provata, umiliata e ferita?

L’indecenza accompagnata all’arroganza di un Micciché al quale gli si perdona tutto mentre Valentina Aiello viene additata al pubblico ludibrio, il quale piuttosto che pensare ai problemi della nostra Sicilia in ragione del suo ruolo ministeriale oggi ha soltanto la necessità di “misurarsi” elettoralmente con il suo compagno di Partito, Castiglione, pupillo di Schifani ed Alfano divenuto Coordinatore regionale del PdL siciliano. Dice Micciché rivolgendosi a Castiglione e dopo avere piazzato nella lista per le europee un “suo” uomo:
”Misuriamoci, contiamoci per vedere chi è il più ben voluto in Sicilia”. Capite, quali sono i problemi del Micciché? Non i problemi della nostra terra, non la disperazione dei disoccupati, non la rabbia dei poveri, della miseria che si diffonde sempre di più, ma sapere se la sua corrente è più forte di quella del suo compagno di Partito. E, siatene certi, vedremo anche a Partinico schiere di accattoni, di camerieri, di ruffiani, cortigiani di ominicchi e quaquaraquà alla ricerca spasmodica di voti per i contendenti. E i voti a loro, cioé a quelli del PdL, arriveranno anche a Partinico, a valanga!

Toti Costanzo

1 commento:

Niko Party ha detto...

SONO INDIGNATO, ALMENO QUANTO TOTI.
MA IL POPOLO PARTINICESE PERCHE' NON E' CAPACE DI INDIGNARSI?