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venerdì 10 aprile 2009

L'ORGOGLIO D'ESSERE COMUNISTI OGGI

Si può essere orgogliosi dei propri figli? Sicuramente si. Si può essere orgogliosi dei propri compagni? Certamente. Noi siamo orgogliosi dei nostri figli ma anche dei nostri giovani compagni. Generosi, puliti, pieni di passione civile, seri, determinati, solidali. L'orgoglio di vedere crescere una nuova generazione di giovani che credono come noi, che abbiamo vissuto in altri contesti, in altri momenti della vita della città, che la Società é possibile cambiarla. Siamo orgogliosi di quel che dicono, di quel che pensano, di quel che fanno. Oggi sono impegnati in un atto di grande generosità nei confronti delle popolazioni d'Abruzzo che stanno vivendo quel che noi abbiamo vissuto: la tragicità distruttiva di un terremoto, la perdita di familiari, la distruzione della case, delle speranze, forse del futuro. Raccolgono viveri per portarli a Tempera dove il nostro Partito ha allestito una cucina per dare mille pasti al giorno ad un pezzo di quella popolazione stremata, umiliata dalla natura che, forse, si ribella alla violenza dell'uomo che la natura e la sua forza vuole quotidianamente sfidare. Andranno a Tempera anche per dare il cambio ai nostri compagni impegnati quotidianamente a sostegno di quelle popolazioni. Quanta analogia con la nostra esperienza del passato. Il terremoto del '68 fu altrettanto distruttivo. Ci colpiì con forza. Colpì anche la nostra città seppur in modo meno violento rispetto alle popolazioni del Belice. Ma ci sconvolse, costringendoci a fuggire come animali braccati, a vivere per oltre una settimana dentro una tenda in aperta campagna e in attesa che la sua furia si attenuasse, che avesse di noi compassione. Tuttavia anche noi sentimmo forte il senso della solidarietà che colpì, distruggendo, Montevago, Gibellina, Salaparuta e devastando altri centri di quella Valle. Raccogliemmo viveri e con un mezzo procurato da Agostino la Franca, due giorni dopo il sisma, arrivammo a Montevago. Lì abbiamo visto con i nostri occhi la violenza devastatrice della natura, la disperazione, la morte. Una folla che vagava senza sosta e senza meta. Madri che piangevano i figli, figli che cercavano disperatamente sotto le macerie i genitori, vecchi senza alcun sostegno. Una confusione grande, anche se lo Stato, allora, intervenne con la mobilitazione dell'esercito. E lì abbiamo anche conosciuto la Chiesa di don Riboldi, una Chiesa generosa, diversa, militante. Vicino agli umili e contro i potenti, contro la speculazione e il connubio tra mafia-politica-affari collegati alla gestione della ricostruzione. Ritornai nel Belice due anni dopo. Nel ciclostilato "IMPEGNO" che pubblicavamo dentro il Centro di Cultura Popolare UNLA attorno a cui si era consolidato un gruppo di giovani che lottavano per una Società diversa, raccontai le delusioni, le amarezze, la rabbia di una popolazione tradita da uno Stato cinico in mano ad una classe politica che usava l'uomo, condizionava le Istituzioni, mortificava i diritti. Da allora sono trascorsi ben 40 anni. Una vita intera. Abbiamo visto crescere i figli, ora stanno per crescere i nipoti. Ma i comunisti di allora, quelli del '68 sono ancora ad oggi presenti nella società. Si sono reincarnati in una schiera di giovani, passionali, determinati, combattenti convinti che il mondo potrà cambiare. Idealisti ma concreti, impegnati e solidali. Come quelli di allora. Come quelli di domani.

Toti Costanzo

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Emozionante. Fiero di essere comunista, fiero di credere ancora in una società migliore e farò di tutto per cambiarla, con ancora più volontà dopo aver letto queste così profonde righe, piene di "pathos comunista".

Saluti al più giovane e attuale comunista, Toti Costanzo!

Gianluca Ricupati

Giacomo ha detto...

Grazie Toti per le belle parole che hai speso per noi Giovani Comunisti/e.
Anche noi siamo orgogliosi di avere dei "vecchi" compagni che hanno dedicato un'intera vita (e senza nessun interesse personale) ad un'Idea, che hanno lottato giorno per giorno per trasformare la nostra società.
Hasta la victoria siempre!!

Giacomo Minore