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sabato 2 agosto 2008

>>> SPIGOLANDO, SPIGOLANDO N.7: "PICCIO', 'A 'MMARI SEMU "

SPIGOLANDO UNO.
Noi non sappiamo quanti siano i partinicesi che hanno conoscenza del senatore palermitano Costantino Garraffa che, in maniera fortunosa nel 2001 fu eletto nella lista dei DS, rieletto nel 2006 e poi ririeletto (si può scrivere?) nel PD cioé il suo nuovo Partito che, come un fritto misto, ha messo insieme calamari e maccarruneddu, trigghiola e sicci (in italiano le seppie n.d.r.) che hanno la facoltà, all'occasione, di lanciare "'u nivuru" cioé una sostanza scura che ha lo scopo di confondere gli avversari marini per sottometterli, SEMPRE, ai propri voleri. Ogni riferimento a persone e cose é, ovviamente, assolutamente casuale.
Comunque, se c'é qualcuno che desidera averne maggiore conoscenza non deve fare altro che sintonizzarsi con le dirette dal Senato. E' quel senatore che quando interviene il capogruppo, la signora Finocchiaro, per farsi "vedere" le stà incollato accanto in quanto la RAI riprende integralmente l'intervento. Un pò come fà ora il senatore Cintola e, ancor prima, l'on.Pietro Rao.
I lettori del Giornale di Sicilia cononoscono, però, Garraffa perché tutte le volte che la Polizia palermitana agguanta spacciatori, estortori, "pizzioli" cioé esattori del "pizzo" lui, regolarmente, rilascia una dichiarazione del tipo di quella rilasciata il 31 u.s.
Con questa ultima, per esempio, ci comunicava, a proposito di droga, spacciatori consumatori che era stato assestato "un colpo durissimo al traffico degli stupefacenti" ed aggiungeva, preoccupato: "Attenzione, però, perché la tossicodipendenza oggi é INTERCLASSISTA e coinvolge anche le fasce popolari".
Dunque il senatore manifesta grande preoccupazione per la interclassicità della droga, cioé un fenomeno sociale che coinvole, contestualmente, ricchi e poveri.
Ma come, ci chiediamo, piuttosto che plaudire perché finalmente, almeno nella droga, non c'é più alcuna distinzione "di classe" che fà? Denuncia e si preoccupa?
Caro senatore, dimentichi il suo passato di quando "faceva" il comunista e dunque "il classista", di quando da dirigente della Confesercenti era costretto a difendere "la classe" dei poveri commercianti di via Maqueda e Sant'Agostino contro "la classe" dei ricchi Hugony o dei Battaglia di via Ruggero Settimo e Libertà. O quando nel 1985 ci trovammo a difendere i poveri commercianti partinicesi contro i ricchi MAR o Coop. 25 Aprile che si stavano insediando da noi. Certo, erano battaglie giuste visto come sono andate le cose e cioé quel che noi temevamo: la scomparsa del commercio di quartiere e la proliferazione di supermercati e centri commerciali tra cui, in ordine di tempo anche la SISA. La SISA? Si, perfino la SISA.
Dimentichi il passato, non ci pensi più. Il passato, la lotta di classe é soltanto NOSTALGIA. Lasci a noi il compito d'occuparci ancora di distinguere i ricchi dai poveri, le diseguaglianze ed i privilegi, i profitti e la miseria. E' roba vecchia, roba da fine ottocento con la quale lei non c'entra più.
Lei ha di che consolarsi. Ha la Binetti, la Lanzillotta, Totò Cardinale, Francesco Rutelli e, perfino, Wladimiro Crisafulli amico intimo di Totò Cuffaro ed inteso, nel giro ovviamente politico, come "il barone rosso".
E sopratutto lei ha Walter "I care" che fin da piccolo preferiva le praterie ed i cow boy e non certo le fredde steppe ed i truculenti cosacchi. E nessuno, nel vecchio PCI se ne era mai accorto.
E dire che i comunisti togliattiani " fissa, fissa propriu 'un c'eranu!"

SPIGOLANDO DUE
"Siamo persi", abbiamo esclamato alla lettura della notizia e cioé che il neo Assessore Vito D'Amico, a quanto pare, ha presentato una istanza perché Partinico possa inserirsi nella cosidetta "zona franca urbana" cioé un'area all'interno della quale le imprese che s'intendono insediare non dovrebbero " fare i conti, per almeno i primi 5 anni, con i balzelli delle imposte".
In pratica le imprese, per 5 anni, non pagherebbero più IRAP, ICI e quant'altro.
Ma come? E ora chi glielo racconta al consigliere Vito Giuliano che doveva convincerci della bontà del progetto "Policentro", cioé del PIU' GRANDE CENTRO COMMERCIALE D'EUROPA (ma perché tutte le cose più grandi d'Europa, tipo la distilleria, devono insediarsi proprio da noi?), in quanto avremmo ricavato, di solo ICI, alcune centinaia di migliaia di euro?
Altro che quei miseri 45 mila elargiti dall'on."Antonello ventottomila e rotti" per le estive nostre serate casarecce ma che, tuttavia, hanno rinfrancato da una eventuale "crisi del primo mese" di matrimonio amministrativo il buon Bartolo.
Con la Policentro avremmo nuotato negli euro. Incassare e spendere, spendere e reincassare in un ciclo continuo come quello dell'acqua .
Noi non sappiamo come finirà. Tra l'altro pare che la Regione non darà più autorizzazioni all'insediamento dei grandi Centri commerciali in Sicilia. Come a dire: "Cu' nappi nappi cassateddi ri Pasqua".
E noi aggiungiamo:"Picciò, s'é accussì 'a 'mmari semu!"

Sala Rossa

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