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giovedì 21 giugno 2012

MA LA QUESTIONE BERTOLINO E' DAVVERO UNA TELENOVELA?

PUBBLICHIAMO UNA LETTERA CHE ABBIAMO ,OGGI, INVIATO A TELE JATO 

Egr.sig. Maniaci ,Lei ha proprio ragione: la questione Bertolino rischia di diventare davvero una  telenovela soprattutto quando  si travisano i fatti per cui , di conseguenza,c’è una legittima necessità di replica .E a noi non interessa se il travisamento sia frutto di dimenticanze e  per altre ragioni perché la sostanza, è chiaro, che non cambia. Per cui dovrà , se lo ritiene opportuno sopportarci ancora oppure cestinare  le nostre note o i Comunicati e dirci che il nostro Partito non può trovare udienza su Tele Jato in quanto ospite non desiderato.Ma ce lo deve dire Lei e noi  prenderemo atto continuando ,però, a svolgere il nostro ruolo che è quella che abbiamo ereditato da un lunga storia di battaglie per il lavoro, lo sviluppo e l’ambiente utilizzando gli strumenti di cui possiamo disporre . D’altronde non fu una tragica telenovela quella che nel 1984 iniziammo con Nino Amato e tanti altri ancora , e che dura fino a nostri giorni senza soluzione di continuità ,per costringere la distilleria più grande d’Europa a rispettare le leggi dello Stato e soprattutto la salute dei cittadini?
E davvero Lei crede che il nostro Partito – come anche Lei insieme all’Amministrazione Lo Biundo continuate in questi giorni a sostenere per vostre ragioni che  noi interessano poco  - sia contro la conclusione della vita terrena di un’industria che ci ha costretti a batterci per alcuni decenni  non certo per fisime ideologiche quanto per dignità e decoro di ogni cittadino che non intende asservirsi ai potenti di turno?E saremmo proprio noi , i comunisti di sempre, contrari alla sua delocalizzazione o defunzione o dismissione  ?E poi perché ?Perché saremmo “gelosi” di non avere potuto fare quel che sta facendo Lo Biundo? Suvvia, Direttore,comprendiamo l’infantilismo di Lo Biundo e D’Amico , ma non pensi che noi possiamo credere che anche Lei abbia gli stessi convincimenti! Lei, che dice d’avere una buona memoria, dovrebbe dunque ricordare quel che abbiamo scritto in un recente Documento inviato a tutte le emittenti locali e distribuito anche ai  Consiglieri comunali . Si è trattato delle PROPOSTE PER LA REVISIONE DEL PIANO REGOLATORE GENERALE che a pagina 3 dice testualmente : TRASFORMARE L’AREA DOVE INSISTE LA DISTILLERIA BERTOLINO  RECUPERANDO CON LA SUA DELOCALIZZAZIONE tutta l’area dove insiste attualmente la fabbrica  trasformandola in parte in area DC1 (destinazione uso promiscuo residenziale commerciale) e il resto in DC2 ( destinazione uso commerciale,ricreativo e polifunzionale per il tempo libero). Questo significa che noi saremmo per il mantenimento li’ della distilleria o di altro impianto industriale,come sostiene anche  Lei ? Ovviamente soltanto facendo violenza al nostro pensiero si può arrivare a questa comoda interpretazione. Dunque siamo- la chiami come vuole-  per la delocalizzazione-dismissione-estinzione- defunzione ,ora e subito, della vecchia, gloriosa distilleria di don Peppino Bertolino con annessi figli, nipoti, cugini anche quelli di  Salemi e cognato mentre abbiamo il diritto di sapere cosa l’industriale dovrà realizzare a Sant’Anna e Bosco . Oppure no? Lo Biundo non lo dice con chiarezza e neppure Lei . Se Lei  dovesse sapere qualcosa di più ,potrebbe, eventualmente,  darci conforto ed ulteriori ragguagli? E se chiediamo di SAPERE  , questo significa che siamo contro a priori per partito preso, a prescindere come direbbe Totò , perché siamo sempre i soliti comunisti che si oppongono a tutto? Ci permettiamo ricordarle che proprio Lei ,dopo essersi denudato davanti i cancelli ,catapultandosi alle spalle della distilleria di viale dei Platani ,allertava l’opinione pubblica su quel che la industriale aveva in testa relativamente a coltivazioni per la produzione di  bioetanolo o altre simili diavolerie. Si ricorda?Noi lo ricordiamo perfettamente .Qualche altra breve correzione ai suoi interventi che tentano ,speriamo in perfetta buona fede, di coinvolgerci in azioni politiche che non ci appartengono . La prima: quando nel 1997 veniva approvato il PRG che ,dice lei, regalava i terreni di Sant’Anna alla Bertolino, RIFONDAZIONE COMUNISTA NON ERA IN QUELLA GIUNTA . In quella Giunta erano organici con un Assessore all’urbanistica ,D’Amico e i suoi amici artigiani.La seconda: quando Motisi rilasciava l’autorizzazione allo scarico alla distilleria noi siamo stati per giorni e giorni insieme ai Giovani Comunisti e gli amici del Patto per la salute accampati per presidiare l’uscita dello scarico della distilleria che riversava su ‘u cunnuttu di malutempu.E con noi, non c'era anche Lei? La terza : quando la stessa Giunta autorizzava l’insabbiamento dello scarico della distilleria noi eravamo all’opposizione di Motisi. Soltanto per chiarire  e non per altro Grazie della eventuale ospitalità.
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
GIOVANI/E DEL CIRCOLO  “Peppino Impastato” di Partinico

1 commento:

Gianluca Ricupati ha detto...

Il racconto di una serata al consiglio comunale e di una discussione con il sindaco Lo Biundo.
http://gianlucaricupati.wordpress.com/2012/06/22/chiedere-garanzie-per-la-citta-significa-essere-i-soliti-comunisti-contro-tutti-e-tutto/