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venerdì 25 luglio 2008

>>> PENSATE CHE CON LO BIUNDIO AVREMO PIU' FORTUNA?

Esprimo la mia personale opinione e dico semplicemente: caro Lo Biundo state incominciando male!
Io penso che un Sindaco o un Amministratore abbia il dovere di citare SEMPRE coloro i quali nella realizzazione di un'opera ne sono stati, a diverso titolo, protagonisti. Litigai con forza quando il 2 agosto del 1999 nella qualità di Assessore ai Beni culturali ebbi il piacere di presenziare all'inaugurazione del restaurato Palazzo dei Carmelitani .
Gigia Cannizzo intervenne nella qualità di Sindaco ma nel suo discorso "dimenticò", come invece era doveroso, citare tutti coloro i quali avevano nel tempo e con ruoli diversi, contribuito al raggiungimento di quel risultato. A partire dal gruppo studi e ricerche (Masetto Aiello, Toti Costanzo, Giulio Bosco, Jack Speciale, Giuseppe Casarrubea, Nino Cinquemani ed altri) per arrivare, passando dal Sindaco Giuseppe Di Trapani, Enza Maria Romano, Gino Geraci la cui Amministraziione approvò il primo finanziamento di due miliardi e mezzo dei lavori, fino a Gigia Cannizzo.
In un articolo del Giornale di Sicilia del giorno successivo e che riportò la notizia insieme ad una mia intervista, ebbi modo di ovviare alla "dimenticanza" restituendo "a ciascuno il suo".
Perché ho voluto ricordare questo episodio? Per una ragione abbastanza semplice e che ci collega a quanto recentemente ha dichiarato il Sindaco Lo Biundo ad una emittente locale e cioé che " é stata responsabilità dei Sindaci Giordano e Motisi se ancora ad oggi l'acqua dei pozzi trivellati restava inutilizzata".
Lo Biundo, ovviamente, "dimenticò" nell'intervista (ma l'ha anche "dimenticato" Giovanni Pantaleo) di dire che se quei pozzi ad oggi sono nella disponibilità del nostro Comune lo si deve proprio all'Amministrazione Giordano e più specificatamente a Franco Cangemi allora Assessore ai servizi idrici, mentre la responsabilità VERA della sua non utilizzazione la si deve sopratutto al Commissario straordinario del Comune che avrebbe avuto tutto il tempo per fare le verifiche di potabilità "nell'arco delle quattro stagioni " cosi' come affermato da Lo Biundo, e che NON EBBE A FARE.
Così come Bonura non chiese (da quel che sappiamo) interventi risolutivi né al Prefetto né ad altre Autorità.
Dunque se il Commissario straordinario, sul quale lo stesso Lo Biundo per sua stessa manifesta ammissione pare che avesse la possibilità di esercitare un qualche "condizionamento" non operò, allora ci si chiede perché il Sindaco rifiutò di citare negativamente insieme ai suoi due precedessori anche il dott. Bonura? E, potendolo, perché non intervenne e suggerire al Commissario la linea da seguire per avere già da circa un anno una quantità notevole di acqua che avrebbe alleviato le preoccupazioni ed anche le tasche dei cittadini tanti dei quali pagano l'acqua due volte e cioè una al Comune e una ai fornitori privati ?
E che dire di un'interrogazione del sottoscritto nella qualità, allora, di Segretario di Rifondazione inviata all'inizio dell'anno al dott. Bonura al quale fu chiesto di conoscere le ragioni della crisi idrica, le ragioni per cui non si attivavano i nuovi pozzi, le iniziative per evitare che il 50% dell'acqua che arrivava ai serbatoi a monte si possa perdere prima della sua immissione nella rete, ma che rimase senza risposta?
Ed infine, fu chiesto, se risultava vero che l'area dove insistono i pozzi non era ancora stata espropriata e se risultava vero che per per un accordo con il Comune di Balestrate (che noi contestammo alla Giunta Giordano) ancora ad oggi il Comune di Partinico paga all'EAS il costo di dieci litri di acqua al secondo che dai pozzi ESA a noi non arrivano mentre arrivano a Balestrate 10 litri di acqua dal potabilizzatore Cicala. E che noi paghiamo.
Dal Commissario Bonura, con nostro personale dispiacere, non abbiamo ricevuto alcuna risposta come non ne abbiamo ricevuto per la "vicenda" bollette del 1999 e anni seguenti.
Avremo più fortuna con Salvo Lo Biundo? Glielo chiederemo.
Toti Costanzo

25 luglio 2008


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