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giovedì 10 luglio 2008

>>> A VELTRONI DICIAMO: LA LOTTA SI FA' ANCHE NELLE PIAZZE

Io non ho alcun dubbio: ancora una volta il Segretario del PD, Veltroni, commette un gravissimo errore e cioé quello di non riconoscere "alla piazza" il diritto di manifestare contro un Governo che ogni democratico DEVE contestare e contrastare in ragione di quel che il Governo di Berlusconi rappresenta oggi in Italia.
Oggi Veltroni dissente dalla "piazza" di Piazza Navona, bacchetta Di Pietro e gli altri partecipanti mentre in mano gli scoppia il "giocattolo" Italia dei Valori che in parte costruì ed usò nelle elezioni nazionali per togliere, insieme alla teoria suicida ed omicida del voto utile, i voti alla cosidetta sinistra radicale riuscendo nello scopo ma creando una nuova forza politica che cresce perché coglie gli umori popolari, il disagio, guida la protesta.
D'altronde l'idea che buonaparte del PD ha della "lotta politica" é quella che si sviluppa TUTTA DENTRO IL PARLAMENTO E NELLE SEDI ISTITUZIONALI. E' la linea sopratutto della parte più moderata del PD ed é la linea che Veltroni HA VOLUTO ED HA ALIMENTATO.
Vi ricordate le pesanti accuse nei confronti di Rifondazione che "aveva avuto l'ardire", il 20 ottobre 2007, di organizzare una grande manifestazione a Roma con un milione di compagni che dicevano con chiarezza a Prodi :"no, noi non ci stiamo a tirare la cinghia mentre tu dai 5 miliardi di euro alle imprese e nemmeno una lira a pensionati e lavoratori che non arrivano più alla quarta settimana, che vede crescere in maniera esponenziale le fasce della emarginazione e della povertà MENTRE I RICCHI SI FANNO SEMPRE PIU' RICCHI ED I POVERI SEMPRE PIU' POVERI".
Abbiamo pagato caro quello scontro che diceva di stare attenti perché il popolo di sinistra vuole risposte e non può attendere la politica dei due tempi. Quella politica per cui lavoratori dovevano stringere la cinghia inseguendo il risanamento e POI il Governo avrebbe distribuito il surplus di ricchezza accumulata. Cioé oggi risaniamo l'economia (giusto!) e domani redistribuiremo. Bisognava, al contrario, operare CONTESTUALMENTE .
Infatti niente risanamento e niente redistribuzione. Il Governo Prodi finì miseramente non certo, e io dico purtroppo, per responsabilità delle forze di Sinistra, quanto per un pezzo del PD alleato della Confindustria e che traccheggiava con pezzi degli ultramoderati che erano parte del Governo. Ma QUESTO VOLEVA VELTRONI E QUANTI CON LUI CONDIVIDEVANO LA STRATEGIA di una ipotetica egemonia politica delle forze riformiste.
Il risultato é ormai "storia": la cancellazione della Sinistra italiana, il Governo a Berlusconi con una strepitosa e mai vista maggioranza, il PD che ancora ricerca le ragioni della sconfitta, la presenza in Parlamento del solo Di Pietro (i radicali hanno trovato accoglienza e se ne stanno, ad oggi, buoni buoni dentro il Gruppo parlamentare del Partito Democratico), i lavoratori che si leccan le ferite, l'inflazione alle stelle, il costo della vita insopportabile. E di fronte a questo sfascio c'é ancora chi come l'on. Veltroni lancia scomuniche.
Dunque la lotta politica si fà ANCHE NELLE PIAZZE il luogo della democrazia, il luogo dello scontro nei confronti di chi pensa a smantellare quotidianamente la Costituzione a colpi di leggi e non solo ad personam. E' di questo che il nostro imminente Congresso Nazionale dovrà OBBLIGATORIAMENTE DISCUTERE.


Toti Costanzo

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